Inaugurato dal ministro Salvini lo studentato nell’ex scalo di Porta Romana

L'apertura dello studentato convenzionato è stata ufficializzata il 4 settembre da Coima. L’ex Villaggio olimpico ospiterà 1.700 studenti, rimangono però chiusi gli spazi ai piani terra dedicati ai servizi aperti al territorio

.Senza il classico taglio del nastro e alla sola presenza dello staff di Coima e del ministro delle infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini («Per me non c’è modo migliore di festeggiare il record di durata del governo vedendo uno dei cantieri che ho seguito personalmente, che è uno degli orgogli miei, del governo») è stata ufficializzata l’apertura del “Villaggio”. Lo studentato universitario convenzionato sito nel quartiere Porta Romana, secondo Manfredi Catella, fondatore e Ceo di Coima SGR, ha già l’80% dei 1.698 posti letto assegnati a oltre 1.300 studenti, di questi il 60% è occupato da studenti stranieri e il 40% italiani. Non presenti il Mur, Ministero dell’Università e della Ricerca, “il cui contributo ha permesso di attestare le tariffe medie complessive (per tutti i 1.698 posti letto e su 12 anni) a 785 euro + Iva, servizi inclusi, con una riduzione media del 5%. E neanche il Comune di Milano, che attraverso la convenzione di Edilizia residenziale sociale (Ers) prevista nel quartiere di Scalo Romana, promuove un sistema di tariffe calmierate.  Altri supporti provengono da Regione Lombardia, Coni, vari ministeri e Fs Italiane.

Dunque, dalla fine di agosto non più atleti olimpionici di 40 nazionalità, ma studenti di 80 Paesi con zainetti percorrono via Lorenzini fino al civico 4, alle spalle dell’ex scalo di Porta Romana, per raggiungere la fermata più prossima del tram 22 in via Ripamonti o tornare dalla vicina Esselunga con le caratteristiche borse gialle della spesa.

Che si chiami Villaggio Coima, Villaggio di Scalo Romana o semplicemente Villaggio (come indica Coima), il nuovo studentato rappresenta un intervento di edilizia sociale convenzionata con il Comune di Milano e finanziato “per intero” da fonti private italiane, tra cui banche, Cassa Depositi e Prestiti, le principali casse di previdenza italiane ecc.

Per chi aveva già visitato il villaggio olimpico, come chi scrive, la prima impressione all’apertura ufficiale dello studentato è che, almeno per quanto riguarda le strutture esterne, ci sia ancora alquanto da completare: le recinzioni sul ponte di via Ripamonti e sulla via Lorenzini sono tuttora presenti, al cancello d’ingresso c’è un box per il riconoscimento dei visitatori, la piazza principale appare come uno slargo assolato con alcune aiuole verdi e qualche albero posti all’ingresso dei sei edifici (intitolati ai continenti Europa, Asia, Africa, America, Oceania e Antartide) e… quattro tavoli da tennis in cemento sotto un sole accecante.

Durante la visita, gli spazi al piano terra dei futuri servizi (tra cui, secondo Coima, anche negozi e ristoranti/bar) che dovranno essere aperti sia agli studenti sia al territorio, sono tutti chiusi, mentre appaiono già attivi i campi da tennis e pallavolo sottostanti il ponte di via Ripamonti. Nell’area opposta, che confina con il futuro “grande bosco” del quartiere Scalo Romana (lo studentato ne fa parte) invece è presente un desolante spiazzo cementato, forse un futuro parcheggio per bici o chissà.

In effetti i lavori non sono ultimati, soprattutto per quanto riguarda il verde progettato: «ci vorranno alcuni anni affinché il verde si possa vedere nella sua conformazione finale, perché le piantumazioni non potevano essere effettuate durante i lavori e altre comunque ne seguiranno», ha confidato Coima durante la presentazione tenutasi in un elegante auditorium dell’edificio Antartica.

Spazi interni comuni e privati

Diverso il discorso sugli spazi comuni improntati sul senso di comunity (dalle cucine a ogni piano, alle sale studio, alle palestre, alla salette di meditazione, ai terrazzi…) e sulle stanze singole e doppie. Ricerca estetica e sostenibilità degli arredamenti, funzionalità, personalizzazione… c’è poco da eccepire. Aleggia ovunque il trascorso delle Olimpiadi invernali 2026 grazie a gigantografie esposte nelle parti comuni.

A completare il quadro delle tariffe dei posti letto, 450 unità hanno un canone medio a posto letto di 592 euro al mese (Iva e servizi inclusi), di cui il 30% (pari a 135 posti letto) è destinato al Diritto allo Studio (DSU) in convezione con l’Università Statale con un affitto pari a 250 euro/mese (richiesta certificazione Isee inferiore a 44 mila euro/anno). Infine, ben  730 posti letto sono riservati all’Università Bocconi e 40 al Naba.

Servizi aperti al quartiere

Servizi per il quartiere (studenti e territorio): 9mila mq, 23 spazi a piano terra. Rosso: food e beverage. Celeste: salute e benessere. Verde: negozi di vicinato. Giallo: servizi alla persona

Nella mappa soprastante, sono rappresentati i servizi predisposti a funzioni commerciali che devono essere ancora concordati con il Comune di Milano, e che saranno aperti sia agli studenti sia al territorio. Sono 9mila mq, suddivisi in 23 spazi allocati al piano terra delle sei palazzine e dei due edifici storici, predisposti per ospitare bar e ristoranti, negozi di vicinato, palestre, benessere, e servizi alla persona.

In merito, Matteo Salvini dice di contare che «il comune faccia il tratto finale perché tutto il piano terra si trasformi in attività ricreative, commerciali, sportive, farmacie, biblioteche a disposizione di tutto il quartiere e non solo degli studenti».

Nel contesto di una rigenerazione urbana, per Natale Carapellese, presidente del Municipio 5, è importante il futuro dei servizi del Villaggio: «Ora che lo studentato è in funzione, occorre sciogliere il nodo degli spazi ai piani terra. Riteniamo urgente che tali servizi siano aperti al pubblico oltre che agli stessi studenti. Noi crediamo che vada favorita l’accessibilità con un’apertura al territorio: come Municipio abbiamo già formulato diverse proposte, riguardo alla palestra al centro medico e in prospettiva allo spazio culturale».

C’è in effetti più di un nodo da sciogliere. Dagli extra costi che Coima richiede al Comune ai 23 locali accatastati come Spig (Servizi privati di interesse generale). Spig è la norma urbanistica che, nelle iniziative di trasformazione e rigenerazione urbana, deve bilanciare i significativi vantaggi economici degli operatori privati (es. minor calcolo delle volumetrie, riduzione oneri urbanizzazione…) e il beneficio che ne ricava la collettività e il quartiere grazie a servizi convenzionati con il Comune (es. servizi alla persona, spazi di coworking, asili, presidi sanitari, spazi espositivi, biblioteche, palestre). I servizi pubblici quali bar/ristoranti sembrano ricadere nei vincoli dettati dalla Spig.

Urge comunque una risoluzione veloce dei problemi (Comune e Coima si sono già incontrati in commissione a luglio) affinché i locali possano essere aperti al più presto, onde evitare che diventino luoghi di attrazione per senzatetto, indigenti o spaccio. Anche se le mille telecamere di sicurezza poste in ogni dove dello studentato faranno il loro lavoro.

Uno dei manifesti presenti nelle sale comuni a ricordo degli oltre mille atleti delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026 Milano Cortina che hanno alloggiato nell’ex Villaggio Olimpico.

(Photos: Francesca Mochi)

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