Nuova stagione Orchestra Sinfonica di Milano 2026-2027: il programma

Nuova stagione Orchestra Sinfonica di Milano: Il direttore Emmanuel Tjeknavorian presenta la stagione 2026-27 Un cartellone ricco per la terza stagione del maestro Tjeknavorian: dai 200 anni di Beethoven alle trenta produzioni sinfoniche, tra grandi ritorni, giovani talenti e l’artista ospite Al...
Nuova stagione orchestra sinfonica di Milano: Tjeknavorian dirige la Sinfonica di Milano in Rossini_Liszt_Berlioz con Tellian - foto Angelica Concari
Il Maestro Tjeknavorian dirige la Sinfonica di Milano in Rossini_Liszt_Berlioz con Tellian - foto Angelica Concari

Orchestra Sinfonica di Milano – Il direttore Emmanuel Tjeknavorian presenta la stagione 2026-27

All’Auditorium un cartellone ricco di trenta produzioni sinfoniche, tra grandi ritorni, giovani talenti e l’artista ospite Alexandra Dovgan. Molte le iniziative speciali per gli under 35

«Ogni volta che torno a Milano provo una sensazione speciale. Sono innamorato di questa città». Emmanuel Tjeknavorian non ha bisogno di leggere gli appunti. Per la prima volta presenta la nuova stagione dell’Orchestra Sinfonica di Milano parlando benissimo in italiano e confermando un legame che dal 2024 si è fatto sempre più forte. «L’orchestra e il pubblico dell’Auditorium – afferma – sono ormai la mia famiglia musicale».

I 200 anni di Beethoven e la terza stagione del maestro Tjeknavorian

Nuova stagione Orchestra Sinfonica di Milano - Il Maestro Tjeknavorian mentre dirige Orchestra e Coro Sinfonici di Milano nel Ein deutsches Requiem - foto Angelica Concari
Il Maestro Tjeknavorian mentre dirige Orchestra e Coro Sinfonici di Milano nel Ein deutsches Requiem – foto Angelica Concari

Il direttore musicale austriaco ha presentato la stagione 2026-2027, la terza che lo vede alla guida della Sinfonica di Milano. Una stagione che non punta alle rivoluzioni ma alla crescita e all’equilibrio fra tradizione e innovazione, artisti già noti e nuovi talenti da scoprire, grandi pagine del repertorio e proposte meno frequentate. «Accanto ai capolavori senza tempo, ci sono opere che interrogano, che non sempre confortano, che chiedono ascolto. Vogliamo che ogni programma sia più di una successione di brani: un’esperienza che continui anche dopo l’ultimo suono».

Un principio che attraversa tutto il cartellone, composto da 30 produzioni sinfoniche, cinque in più rispetto allo scorso anno. Un ampliamento del programma che, come ha sottolineato la presidente della Fondazione Ambra Redaelli, testimonia il crescente impegno dell’Orchestra.

Nel programma trovano posto grandi ritorni, debutti prestigiosi e anniversari importanti.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è il concerto con cui Marek Janowski saluterà il pubblico italiano dopo oltre mezzo secolo di carriera, scegliendo proprio Milano per il suo addio alle sale da concerto del nostro Paese.

Tornerà inoltre all’Auditorium il pianista polacco Rafał Blechacz, assente da circa vent’anni, mentre ampio spazio sarà dedicato alle celebrazioni per il bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven e per il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Benjamin Britten. Tra i momenti centrali della stagione figura anche la tradizionale Nona di Beethoven nel periodo di Capodanno, affidata quest’anno alla direzione di Case Scaglione, mentre a marzo debutterà sul podio della Sinfonica Alessandro Cadario con laPetite messe solennelle di Gioachino Rossini.

Non mancherà inoltre uno sguardo alla musica del Novecento e contemporanea, con pagine di Luciano Berio e altri autori che continuano a dialogare con il presente.

La Fondazione ha dedicato la stagione alla memoria di Gianni Cervetti, presidente emerito recentemente scomparso, e conferma l’attenzione ai temi dell’inclusione e dell’accessibilità, con concerti pensati anche per le persone con disabilità sensoriali.

Tra le novità più significative c’è la nomina come artista in residence della pianista Alexandra Dovgan, classe 2007, una delle giovani interpreti più interessanti della scena internazionale. Una scelta fortemente voluta da Tjeknavorian. «L’ho ascoltata un anno fa e sono rimasto impressionato. Per lei la musica è vita. È seria, precisa e onesta. Sono qualità che apprezzo molto e per questo ho voluto che diventasse parte della nostra famiglia musicale».

L’attenzione ai giovani

L’attenzione ai giovani non riguarda soltanto il palco ma anche la platea. Negli ultimi anni l’Auditorium di largo Mahler ha visto crescere in modo significativo la presenza delle nuove generazioni, una tendenza che la Sinfonica intende consolidare attraverso formule di abbonamento dedicate e iniziative specifiche per gli under 35.

Nuova stagione Orchestra Sinfonica di Milano - L'Ottetto della Sinfonica di Milano al Gerolamo in Schonberg, Mendelssohn,Bartholdy - foto Angelica Concari
L’Ottetto della Sinfonica di Milano al Gerolamo in Schonberg, Mendelssohn,Bartholdy – foto Angelica Concari

Accanto alla stagione sinfonica torneranno anche gli appuntamenti di musica da camera al Teatro Gerolamo. Un progetto di sette concerti che vedrà Tjeknavorian scendere in campo personalmente con il suo violino. Prima di affermarsi come direttore d’orchestra, infatti, il Maestro vanta una brillante carriera internazionale come violinista.

Difficile entrare nella vita privata del giovane direttore di origine armene, vincitore lo scorso anno del prestigioso Premio Abbiati. Unica passione conosciuta, il calcio che ha praticato da ragazzo. Allergico ai social, non si sa nulla della sua vita sentimentale. La sua vita, dichiara, è completamente votata alla musica.

Dietro quel sorriso contagioso che ha conquistato pubblico e orchestra fin dal suo esordio si nasconde un rigore quasi ossessivo. «Soffro di una malattia pericolosa: il perfezionismo», ci ha confessato sorridendo. Una ricerca continua che accompagna ogni musicista per tutta la vita. La perfezione assoluta non esiste, lo so, ma il nostro compito è continuare a cercarla. Siamo al servizio dei grandi compositori e comprendere davvero il loro messaggio è un lavoro che non finisce mai».

La stagione della Sinfonica di Milano inaugura il 13 settembre, come ogni anno, al Teatro alla Scala con un programma affidato allo sloveno Marko Letonja, una delle nuove presenze del cartellone, che dirigerà i poemi sinfonici Fontane di Roma e Pini di Roma di Respighi insieme al Concerto per violoncello di Edward Elgar interpretato da Daniel Müller-Schott.

Il pensiero finale del direttore è ancora una volta per il pubblico. «Quando vedo l’Auditorium pieno sono felice. Significa condividere amore e passione. Senza il pubblico noi non possiamo vivere. Spero che le persone sentano tutto quello che l’Orchestra riesce a dare».

Nuova stagione orchestra sinfonica di Milano: Tjeknavorian dirige la Sinfonica di Milano in Rossini, Liszt, Berlioz con Tellian - foto Angelica Concari
Il Maestro Tjeknavorian dirige la Sinfonica di Milano in Rossini, Liszt, Berlioz con Tellian – foto Angelica Concari

Ultimi articoli