Daniele Oppedisano ha presentato il programma per valorizzare il prezioso organo della chiesa dei SS. Nazaro e Celso.
Il celebre canto alpino Signore delle cime è risuonato il 30 maggio scorso nella Chiesa dei SS. Nazaro e Celso alla Barona, in via Zumbini, in occasione della Prima rassegna di musica corale dedicata a Massimo Marchesotti (1935-2019), pittore, direttore di coro, etnomusicologo, Ambrogino d’oro 2005.
Per l’occasione hanno cantato insieme i due cori alpini dell’Ana (Associazione Nazionale Alpini), di cui fu direttore, dell’Eta (Eredità a Tradizione Alpina) e i cori Stella Alpina e WorshipVoices di Rho (nella foto sopra). Alla tastiera dell’antico organo Marelli, restaurato nel 2024, il maestro Andrea Tritto, organista del Duomo di Milano. A margine del concerto, il nuovo direttore del Come, il Centro organistico musicale europeo, Daniele Oppedisano, subentrato al fondatore Giovanni Polliani, ha illustrato l’iter dei prossimi anni: «Il nostro programma si sviluppa in tre ambiti.
Il primo, fondamentale, è mantenere in funzione l’organo Marelli, uno strumento unico nel suo genere e che ha bisogno di respirare, suonando; poi ci impegniamo nell’attività culturale di promozione della musica nel nostro territorio, organizzando concerti e invitando anche organisti di fama europea. Infine, abbiamo l’intenzione di avvicinare più persone alla conoscenza da vicino di questo magnifico strumento, per poi imparare anche a suonarlo».
Come pensate di avvicinare i giovani alla musica organistica?
«Benché sul nostro territorio siano presenti scuole musicali e scuole medie con la sperimentazione musicale, l’organo non è però tra i primi strumenti che vengono studiati. Eppure sui social si vedono diversi video di ragazze e ragazzi che suonano all’organo brani di musica classica o colonne sonore di film famosi, dimostrando la stupefacente capacità musicale di questo strumento. Concerti come quello del 30 maggio e prima ancora del 3 maggio di musica barocca, eseguito dall’orchestra degli studenti del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, accompagnati dalla loro professoressa Anna Aurigi, sono i primi passi in questa direzione».

