La sparatoria nel cuore della notte, tra domenica e lunedì 13 luglio, che ha visto un gruppo di malviventi irrompere nell’edificio via Saponaro 1/a, ferire alla caviglia con un colpo di arma di fuoco uno degli occupanti di quello che sarebbe dovuto essere prima uno studentato e poi la casa dei padri separati, è solo l’ultimo degli episodi di violenza avvenuti a Gratosoglio. Qualche settimana prima, sempre di notte, in via Costantino Baroni un giovane di vent’anni era stato accoltellato. A giugno, ancora in via Baroni, un pusher che usava il suo appartamento come base per lo spaccio, è stato arrestato. Ma se si scorrono le cronache di questi ultimi anni non si può che notare un progressiva escalation di reati contro persone e cose, e il parallelo avanzare di una malavita, legata con ogni probabilità allo spaccio e al racket delle occupazioni.

Degrado e illegalità diffusa
Alla violenza che avanza, si affiancano – e la alimentano – un degrado e una illegalità diffusa. Basta fare un giro a Gratosoglio per rendersene conto. Cumuli di rifiuti marciscono sotto il sole, strade sporche, gente che dorme per strada o in tende, palazzi con decine (forse centinaia) di alloggi chiusi o occupati illegalmente, così come androni, cantine e box inutilizzabili da coloro che legittimamente ne dovrebbero disporre.
Una situazione drammatica, tollerata e vissuta come normalità da chi dovrebbe intervenire. Da decenni ormai, ogniqualvolta avviene un reato o una situazione di degrado supera drammaticamente il limite, assistiamo, dopo che le cronache giornalistiche accendono un faro su quanto accaduto, a interventi tampone, che non risolvono e che passato il clamore mediatico, svaniscono.

Il muro di gomma
Le responsabilità e le cause profonde che fanno di Gratosoglio una terra di confine, che sommariamente possono essere ricondotte allo Stato, per quanto riguarda la sicurezza,ad Aler e Regione per lo stato degli edifici e le occupazioni, a Comune e Amsa per la spazzatura per le strade, non vengono mai affrontate in modo radicale.
Un muro di gomma, degno delle peggiori vicende italiane, un rimbalzo di responsabilità e una incapacità – o interesse a intermitenza, per meschine ragioni di consenso – impediscono ogni reale soluzione, producendo ulteriore sfiducia e ancora degrado, e vanificando anche le iniziative meritorie messe finora in campo, che in queste condizioni sortiscono risultati nel migliore dei casi irrisori.

Via Saponaro, metafora di inefficienza e spreco di soldi pubblici
Metafora di questa incapacità e dello spreco di soldi pubblici è proprio l’edificio di via Saponaro 1/a. Inserito nel Contratto di quartiere II di Gratosoglio del 2005 promosso da Regione Lombardia, doveva diventare uno studentato con 40 minialloggi, ma a causa di errori – sembra – nella progettazione è stato trasformato in casa dei padri separati e inaugurato nel 2013. Fino all’anno seguente una cooperativa pagata dal Comune ha assicurato un percorso di sostegno e inserimento al lavoro degli inquilini, poi, finiti i finanziamenti, ai papà è rimasto solo l’alloggio e sono cominciati i problemi di gestione della struttura. Scaduti i contratti, nel 2020 Aler ha fatto partire gli sfratti e parallelamente sono iniziate le occupazioni abusive , che ancora adesso permangono, in un degrado degno di una bidonville. Oggi al piano terra dell’edificio di via Saponaro rimangono le vestigia dell’unico ufficio postale di Gratosoglio, inaugurato nel settembre del ‘23 e chiuso a giugno, e un cartello che segnala la presenza di una casa di comunità, traslocata altrove. Null’altro.

Il lavoro senza fine di terzo settore e istituzioni locali
In questo quadro di inefficienza e malapolitica, in tutti questi anni a nulla sono valsi – se non, forse, a evitare un degrado ancora più profondo – il meritorio lavoro incessante delle parrocchie, del ricchissimo tessuto delle associazioni, delle scuole, del Municipio, dei partiti e dei cittadini riuniti in comitati e persino dei centri sociali.
I problemi di Gratosoglio sono sempre tutti lì, incancreniti e sempre più gravi. Dimenticati fino al prossimo tragico evento di cronaca.

