La strage di Reggio Emilia, nota anche come morti o “fatti di Reggio Emilia”, avvenne il 7 luglio 1960 durante una manifestazione sindacale, quando cinque operai reggiani iscritti al PCI — Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli — furono uccisi dalle forze dell’ordine. Fu l’apice di un periodo di forte tensione in Italia, segnato dagli scontri con la polizia, dalla nascita del governo Tambroni, monocolore democristiano sostenuto dal MsI, e dalla scelta di Genova, città partigiana e medaglia d’oro della Resistenza, come sede del congresso missino. L’indignazione portò a una vasta mobilitazione popolare; dopo l’autorizzazione di Fernando Tambroni ad aprire il fuoco in “situazioni di emergenza”, il bilancio finale fu di undici morti e centinaia di feriti, conseguenze che portarono alle dimissioni del governo.
Vera Paggi, giornalista e scrittrice ha preparato questo podcast che è il racconto dei giovani con le magliette a strisce e dell’Italia che stava faticosamente cambiando:

