di Emilia Flocchini
In ricordo di Cecilia De Astis, investita l’11 agosto in via Saponaro, verrà collocata domani, 20 giugno, davanti alla chiesa di San Barnaba in Gratosoglio (via Achille Feraboli 27) una panchina bianca, il simbolo, ormai diffuso in tutta Italia, del ricordo di chi non c’è più a causa di incidenti stradali. La cerimonia, che si terrà al termine della Messa delle 18, vedrà la presenza delle autorità del Municipio 5, dei familiari della signora e dei responsabili dell’Associazione Italiana Vittime della Strada (Aivis) ed è sostenuta anche dalla Comunità pastorale Visitazione della Beata Vergine Maria in Milano, perché Cecilia frequentava proprio la parrocchia di San Barnaba (nella foto un momento del funerale nell’agosto scorso).
La presidente e fondatrice dell’Associazione, Manuela Barbarossa, racconta la genesi di questo progetto e l’idea di dedicare una panchina proprio a quella donna.
Può raccontarci come è nata l’iniziativa della panchina bianca in ricordo delle vittime della strada? Da quanto è in corso?
«Dal 2022: la prima panchina bianca è stata posata a Catania, insieme ad alcuni nostri soci e rappresentanti in Sicilia. Quest’idea è nata su richiesta di tutti i familiari e delle persone da noi sostenute e aiutate, che a un certo punto hanno incoraggiato iniziative non solo in ricordo delle vittime della strada, ma anche come sensibilizzazione. Allora ci è venuto in mente, sull’onda sociale delle panchine, di fare anche noi una panchina bianca in memoria delle vittime della strada».
Perché proprio bianca?
«Il colore bianco è per rappresentare l’attesa di persone che avrebbero potuto essere lì sedute con noi e non ci sono più. Bianca perché soprattutto, purtroppo, si parla di giovani, e le panchine sono anche un po’ un simbolo di aggregazione sociale. Quindi nasce da questo bisogno di ricordare, ma nello stesso tempo di far diventare il ricordo anche un momento di sensibilizzazione per tutti, proprio per tutti».
Il vostro è anche un compito di consolazione…
«Proprio a seguito di questa iniziativa, a settembre del 2025, siamo stati invitati dal Papa, in Vaticano, per il Giubileo della Consolazione: siamo stati presenti lì e abbiamo stretto la mano al nuovo Papa, Leone XIV».

A Milano sono state collocate altre panchine?
«A Milano ce n’è una di fronte all’Università Statale, è stata inaugurata nel novembre 2024, poi nel 2025 ce n’è stata una in provincia di Monza e della Brianza».
Da chi è partita l’idea e l’iniziativa di dedicarla appunto a Cecilia De Astis, la vittima dell’incidente dello scorso agosto?
«È nata da tutti noi e dalla famiglia di Cecilia, composta dai figli e dalle sorelle, che noi abbiamo assistito come associazione, anche sul piano legale. I familiari sono stati con noi anche all’iniziativa che si è tenuta l’anno scorso a Monza e al convegno di Palazzo Marino sui caregiver, che abbiamo sostenuto perché, quando parliamo di incidenti stradali, parliamo anche di persone con disabilità. Giustamente i figli hanno pensato di dedicare una panchina bianca anche alla loro madre: questo aspetto nominale è molto importante. L’iniziativa è stata sostenuta dal Municipio 5 perché la signora viveva lì».
Mi faccia capire come si svolgerà il momento…
«Insieme al Presidente di Municipio 5 Natale Carapellese, a me e al vicepresidente di Aivis, l’avvocato Giuseppe Bellanca, ci sarà anche Greg, Gregorio Mancino, famoso come “il pittore dei cuori”, che fa parte della nostra associazione: dipingerà dal vivo un cuore sulla panchina, sulla quale sarà anche apposta una targa».

