Inaugurato dalle sezioni ANPI Sud Milano e Provincia un murale accanto al cippo che ricorda il combattimento in cui perirono tre partigiani della 113° Brigata SAP

Giardinetto di via Lodovico il Moro 187. Qui, il 25 aprile scorso, Festa delle Liberazione, ha visto una partecipata cerimonia per l’inaugurazione del murale realizzato dall’artista Martina “Luna” Rubini e dedicato alla battaglia partigiana del 25 aprile 1945 contro una colonna militare di nazifascisti in ritirata.
La targa è stata scoperta da due bambini del quartiere (nella foto sottostante), presenti con i loro genitori, segnale alle nuove generazioni per ricordare chi si è sacrificato per la liberazione dell’Italia.

Copia della targa è stata consegnata dalla Presidente dell’ANPI Barona Stefania Cappelletti, a Renato Maradini, figlio di Luigi, Comandante partigiano della 113° Brigata SAP, che combatté proprio al Ronchetto sul Naviglio.
Maradini ha contribuito in modo significativo al finanziamento dell’opera, cui hanno partecipato anche le sezioni ANPI di Barona, Giambellino – Lorenteggio, Porta Genova, Assago, Buccinasco, Corsico e Gaggiano.

Santo Minniti, Presidente del Municipio 6, e Primo Minelli, Presidente dell’ANPI Provinciale di Milano, hanno tenuto i discorsi ufficiali cui sono seguiti quelli dei rappresentanti delle sezioni ANPI. Mentre Ivano Taietti, coordinatore ANPI Milano, ha raccontato la battaglia avvenuta ottanta anni fa, nella notte fra il 24 e il 25 aprile, così come gliela descrisse lo zio Giordano Zabini, partigiano della 113° Brigata Garibaldi.

Il racconto della battaglia
Sul murale, è riprodotto il verbale del combattimento dove sono riportati i nomi dei tre partigiani caduti in combattimento: Domenico Bernori di anni 21, Idelio Fantoni e Giovanni Paghini di anni 18 che, assieme a una sessantina di garibaldini, bloccarono la strada a una autocolonna blindata tedesca all’altezza di Ronchetto sul Naviglio.
Lo scontro fu violento e si protrasse per un’ora: dopo di che i partigiani si ritirarono lasciando purtroppo sul terreno diversi morti. Anche i nazisti e i fascisti si ritirarono, per poi ritornare dalla parte di Corsico e tentare di entrare a Milano attraverso Cesano Boscone e Baggio.
Ma appena entrata in città la colonna fu nuovamente attaccata da altri gruppi partigiani. La squadra volante “Aldo Oliva”, dove combatteva Pietro, nome di battaglia “Mario”, il padre di Ivano Taietti, li bloccò tra il ponte di via Valenza e via Lombardini. Numerosi fascisti e nazisti furono catturati e quindi consegnati agli anglo–americani nei primi giorni di maggio.


Il giardinetto di via Lodovico il Moro 187 (nei presso del distributore di benzina) ha visto la presenza di tanti cittadini con le famiglie, di esponenti di partiti e movimenti antifascisti della zona, che hanno deposto sul cippo dedicato ai partigiani caduti, fiori e corone, mentre il trio Alessio Lega, Guido Baldoni e Rocco Marchi hanno accompagnato la cerimonia con canzoni partigiane.

“Libertà tra i Navigli”
Il racconto è riportato dal libro “Libertà tra i Navigli” La Resistenza in Barona, Lorenteggio, Giambellino, Porta Genova. Milano – stampato nel 2016 da Bine Editore Milano a cura delle sezioni ANPI della Zona 6. Un libro nato per divulgare i tratti salienti delle attività legate alla Resistenza che si svolsero nei quartieri dell’attuale Municipio 6 di Milano: Barona, Giambellino, Lorenteggio e Porta Genova. E che riporta le biografie di partigiani, patrioti, deportati e oppositori politici del fascismo, che qui nacquero o abitarono e che sono ricordati nelle lapidi commemorative nel Municipio.
| Verbale 113ª Brigata Garibaldi riportato sul murale |
|---|
| «La serata del 25 aprile 1945, nella zona del Naviglio Grande, Luigi Maradini, comandante della 113ª brigata Garibaldi Sap, ordina il blocco della nazionale per Alessandria all’altezza di Ronchetto sul Naviglio: una sessantina di garibaldini con solo 5 mitra, dieci moschetti, una decina di bombe a mano e «numerosissime rivoltelle non completamente cariche». Sopraggiunge, puntando sulla città, una forte autocolonna tedesca che viene investita dal lancio di bombe a mano e raffiche di mitra. Ne nasce un violento scontro che si protrae per un’ora finché, esaurite le munizioni, i partigiani si ritirano. Anche la colonna tedesca fa marcia indietro lasciando sul terreno diversi morti. Nel combattimento sono caduti i garibaldini Domenico Bernori, Idelio Fantoni e Giovanni Paghini». |
