Gli italiani scelgono i valori della Costituzione

Con una affluenza da record vicina a 60% dei votanti, gli italiani dicono No a riforma della Costituzione voluta dal Centrodestra. A Milano, a scrutinio quasi terminato, i No superano il 58%

Manifestazione in piazza Duomo per festeggiare la vittoria del No al referendum.

Gli italiani si sono espressi. Ben oltre la metà dei votanti ha respinto la riforma costituzionale della Giustizia, che prevedeva la separazione delle carriere tra Pm e Giudici, il sorteggio dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura e la sua divisione in tre soggetti.

Sconfitto il Centrodestra, speranze per il Centrosinistra

Considerato che la riforma costituzionale è stata voluta fortemente dal Centrodestra, approvata in via definitiva in Parlamento con un dibattito contingentato e approvata senza modifiche rispetto al testo governativo, politicamente si tratta di una sconfitta per il governo Meloni che l’ha proposta e sostenuta.

La seconda considerazione che ne discende è che gli elettori, almeno sulle questioni referendarie, per quanto complesse come quella su cui siamo stati chiamati a votare, non seguono le indicazioni dei partiti. Ancor più se si considera che il Centrodestra si presentava compatto e poteva contare su personalità del Centrosinistra che si erano espressi per il Sì e sui partiti di centro, come Azione e Italia Viva, che avevano lasciato libertà di voto.

Dall’altro canto il Centrosinistra, composto da Pd, 5 Stelle e Avs, che ha sostenuto convintamente il No, può sperare di intercettare un bacino elettorale più ampio di quello che di solito gli viene attribuito, se sarà in grado di produrre una proposta politica credibile.

Sconfitta la retorica apocalittica

Nel merito del contenuto del referendum, non sono valse le dichiarazioni a favore del Sì, che evocavano scenari apocalittici, con scarcerazioni di stupratori e figli sottratti alle madri nel caso di vittoria del No. Gli italiani non si sono fatti ingannare da questa retorica, come da quella che sosteneva la necessità di liberare giudici e Pm dalle correnti “politicizzate”, paradossalmente inserendo un controllo politico negli organi di autogoverno della magistratura.

Applicare e non cambiare la Costituzione

Infine una considerazione sulla Costituzione e gli italiani. La nostra Carta, nata dalla Resistenza e scritta nel 1948 con il contributo di tutto l’arco costituzionale, dai monarchici ai comunisti, dai cattolici ai liberali, mantiene intatti il suo prestigio e la sua autorevolezza. I princìpi e i valori che sono alla sua base, inclusi la divisione, l’autonomia e l’equilibrio tra i poteri dello Stato – giudiziario, legislativo e politico – rimangono nel Paese fortemente condivisi, quasi inscritti nel suo Dna.

Al punto che, se dovessimo dare un consiglio a chi si candida a governare l’Italia, gli diremmo di ripartire proprio da questi valori della Costituzione – come lavoro dignitoso, uguaglianza di diritti e doveri e solidarietà – e provare finalmente ad applicarli, perché è questo che vogliono gli italiani.


Risultati referendum 22 e 23 marzo

Milano (1249 sezioni su 1249)

Affluenza: 65,14%

Sì: 41,67%

No: 58,33%

Municipio 4 (145 sezioni su 145)

Affluenza: 64,59%

Sì: 41,18%

No: 58,82%

Municipio 5 (110 sezioni su 110)

Affluenza: 63,05%

Sì: 40,28%

No: 59,72%

Municipio 6 (147 sezioni su 148)

Affluenza: 63,75%

Sì: 39,51%

No: 60,49%

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