Leonardo ha lavorato qui

Fabio Sironi immagina di dialogare con Gigi Pedroli, fondatore del Centro per l’Incisione di Palazzo Galloni, l’atelier per il quale il Comune ha recentemente pubblicato un bando per il completo recupero Di Fabio SirioniArtista, illustratore e vignettista L’ideale è arrivare magari un sabato matt...

Fabio Sironi immagina di dialogare con Gigi Pedroli, fondatore del Centro per l’Incisione di Palazzo Galloni, l’atelier per il quale il Comune ha recentemente pubblicato un bando per il completo recupero

Di Fabio Sirioni
Artista, illustratore e vignettista

Disegno di Siron di Palazzo Galloni
Palazzo Galloni, custodito da Gigi Pedroli e Cecilia Gallerani (illustrazione di Fabio Sironi).

L’ideale è arrivare magari un sabato mattina di autunno, quando dal Naviglio sale una lieve nebbia che rievoca sapori di una Milano ormai lontana nel tempo. Palazzo Galloni si presenta così, come un caro, vecchio baule sfondato e, come tutti i vecchi bauli, rivela sorprese, evoca storie.

E se vogliamo farci raccontare una favola di questa città sempre sospesa tra passato e fuga verso il futuro, chi meglio di Gigi Pedroli, fondatore con la moglie Gabriella del Centro dell’Incisione, può farlo? Certo, Gigi si è congedato da noi un anno fa, ma perché non provare a sentire lo stesso la sua voce?

Gigi, com’è questa storia della dama con l’ermellino che Leonardo avrebbe dipinto proprio qui? Alcuni dicono che è una diceria che non si può dimostrare.

«No, no, basta guardare la luce che c’è nel quadro, è la stessa che penetra da queste finestre. Ne sono certo, Leonardo ha lavorato proprio qui».

Insomma, c’è una continuità artistica da quei giorni lontani a oggi, ora che qui si trova il Centro dell’Incisione.

«È dal 1975 che con la Gabriella abbiamo fondato la stamperia d’arte e recuperato questi ambienti che rischiavano il totale abbandono, creando un luogo dove ritrovarsi con gli amici artisti, insegnare l’arte dell’incisione, stampare e creare uno spazio aperto al quartiere e alla città».

Un impegno premiato nel 2020 con l’Ambrogino d’oro. Gigi, tu sei maestro dell’incisione, pittore, ceramista, poeta nel senso più ampio, ma anche musicista.

«Sì, ho anche cantato la nostra Milano. Adesso senti questa, Sorrisi e lacrime, un classico della canzone dialettale».

Gigi si accosta al vecchio pianoforte nell’angolo della scuola mentre i visitatori si aggirano incuriositi osservando gli allievi di ogni età, chini sulle lastre o alle prese con il torchio, sotto l’occhio attento degli insegnanti. C’è una gentile colonna sonora in queste stanze dove ferve il lavoro, un leggero rumore di fondo fatto dal parlare pacato, dai piccoli attriti dei bulini sulle lastre metalliche dove nascono le acqueforti, dagli scricchiolii del legno di travature, porticine, scalette, sedie, tanto da farci immaginare di essere su un barcone che si dondola dolcemente, attraccato all’alzaia del canale. Fra non molto questo angolo suggestivo di Milano cambierà un poco aspetto, dato che è previsto un intervento di risanamento che lo salverà dalla decadenza. Per fortuna il Centro dell’Incisione conserverà qui la sua storica sede. Ciao Gigi, se vedum.

Uscendo da Palazzo Galloni sembra ora che la costruzione assomigli a una fisarmonica adagiata sulla sponda del Naviglio e che da qualche parte si sentano le note di una vecchia canzone milanese. Di quelle che piacciono al Gigi.


Il rifugio di Ludovico e della bella Cecilia

Palazzo Galloni è un edificio storico affacciato sul Naviglio Grande. Si racconta sia stato un casino di caccia di Ludovico il Moro. Alcuni sostengono che Leonardo da Vinci abbia dipinto qui la celeberrima Dama con l’ermellino, in cui è ritratta Cecilia Gallerani, giovanissima amante del signore di Milano. Dal 1975 è sede del Centro dell’Incisione, fondato da Gigi e Gabriella Pedroli per insegnare e tramandare l’arte della stampa e incisione. Visto lo stato di precarietà dell’antico immobile, il Comune di Milano ha recentemente approvato un bando che ne prevede il pieno recupero.

La dama con l'ermellino.
Dama con l’ermellino, olio su tela 54.8 x 40.3 cm, Leonardo da Vinci, 1488-1490, Museo Czartoryski (Cracovia, Polonia).

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