La ciclofficina di Oklahoma rinasce al servizio di tutti

Sociale – Inizia una nuova vita per gli spazi riqualificati della Comunità di via Baroni, a Gratosoglio
I ragazzi di Oklahoma con le loro biciclette al Parco Chiesa Rossa
I ragazzi di Oklahoma con le loro biciclette al Parco Chiesa Rossa

di Adele Stucchi

Per anni il vecchio locale caldaia di via Baroni, sede della ciclofficina della Comunità Oklahoma, è stato l’immagine dal trascorrere del tempo: pareti da rifare, soffitto da sistemare e tante altre piccole magagne. Poi, con l’arrivo del finanziamento di Canovalandia Ets, sono iniziati i lavori di recupero dello spazio.

Oggi che l’intervento è stato completato, la vecchia ciclofficina è pronta per una nuova fase: non più solo laboratorio per i ragazzi della comunità, ma officina aperta a tutto il Gratosoglio. 2007: un’idea vincente La storia comincia nel 2007, da un’idea degli educatori Paolo Iannitto e Giovanni Torrani: trasformare il cicloturismo in un percorso educativo per l’autonomia dei ragazzi.

Presentato alla comunità nel febbraio 2008 con il nome CiclOklahoma, il progetto trovò casa proprio nel locale caldaia, allora inutilizzato e con un buco nel soffitto. Ragazzi e volontari lo resero abitabile stuccando e imbiancando le pareti, mentre un amico ciclista riempiva il magazzino di biciclette e telai abbandonati. Sotto la guida del volontario meccanico Gabriele “Gabo” Donati, i ragazzi impararono a riparare freni, ruote e copertoni: competenze messe alla prova nell’agosto 2008, quando undici ragazzi e quattro educatori pedalarono per oltre 700 km da Milano a Marina di Massa. Mentre nel 2019 il laboratorio si presentò alla Milano Design Week con un’invenzione tutta sua, il “bicifrullatore”.

Oggi, conosciuta anche come CiOk, la ciclofficina è diventata un punto di riferimento anche per realtà esterne alla comunità. Dal 2017 – tramite il progetto Forma Giovani delle Suore vincenziane di via Barrili – con l’attuale responsabile Marco Marin collabora con la cooperativa sociale Progetto Persona: ogni settimana tre gruppi di 4-5 persone, in arrivo dai due Cse (Centri socio-educativi) La Bottega e Pit Stop, e dallo Sfa (Servizio di formazione all’autonomia) Fare Strada, frequentano il laboratorio per un paio d’ore a mattinata, su tre giornate diverse. «Per loro – spiegano dalla cooperativa – questa attività manuale è un’ottima occasione per allenare competenze occupazionali e autonomia personale».

2026: riparazioni solidali

Negli ultimi due anni scolastici l’apertura al quartiere ha fatto incontrare la ciclofficina anche con la scuola: su iniziativa di Gianpaolo Bovio, il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale Arcadia, alcuni allievi delle scuole medie con difficoltà di frequenza hanno seguito in officina percorsi educativi speciali.

La presenza regolare in laboratorio li ha aiutati ad arrivare a fine anno, sostenere gli esami ed essere promossi. Infine, la piccola ciclofficina nata per insegnare ai ragazzi della comunità a viaggiare sulle proprie gambe è diventata, quasi vent’anni dopo, un servizio di riparazioni solidali per tutto il quartiere.

Gli apprendisti meccanici
al lavoro in CiclOklahoma

Come spesso ripete Marco: «Proprio una ruota arrugginita, riparata insieme, fa capire che le cose nella vita di un ragazzo possono essere sistemate, riprendere ad andare e funzionare bene».

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