di Adele Stucchi
Dovevano iniziare a giugno ma partiranno a settembre. Contrariamente a quanto annunciato, gli incontri con i cittadini promossi dal Comune si svolgeranno dopo la pausa estiva. Dovranno illustrare gli studi di fattibilità tecnica – firmati da Amat (Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio) e MM – per il tracciato della metropolitana M6 Linea Rosa e raccogliere le esigenze di chi abita nelle zone interessate da questa importante infrastruttura. Ma potrebbero essere inutili, o poco più che un esercizio di comunicazione di scelte già compiute.
Forse illazioni ma senza risposte
Nelle settimane scorse, infatti, fonti giornalistiche diverse e accreditate hanno sostenuto che il Comune ha già deciso che la Linea Rosa dovrà essere circolare, non passare per il centro città, con un percorso di oltre 27,8 km e 23 stazioni, e intercettare tutte le attuali metropolitane. Le stesse fonti sostengono che il Comune, prima della fine del percorso partecipativo, che si svolgerà in 8 mesi protraendosi fino alla primavera del 2027, già da settembre intende presentare la documentazione al Ministero delle infrastrutture per finanziare con circa 540 milioni di euro il primo lotto da 5-6 km. In totale un’opera mastodontica da diversi miliardi, per la quale i tempi di realizzazione si contano in decenni.

Il Municipio 5 non ci sta
Ricostruzioni giornalistiche, anticipazioni buttate lì ad arte o Voce dal sen fuggita? Da Palazzo Marino non è arrivato alcun commento, ma l’ipotesi della Circle line data come acquisita è arrivata come un fulmine al Municipio 5, dal quale è subito trapelata una certa irritazione. Una linea come quella resa nota, non colmerebbe la mancanza di fermate di metropolitana che affligge il Municipio 5, il cui territorio, soprattutto nell’area Scalo Romana – Symbiosis, è interessato da un forte sviluppo urbanistico. «La rete metropolitana della Città Metropolitana di Milano conta complessivamente 134 stazioni, distribuite su 5 linee attive in città 1 sola stazione risulta nel Municipio 5. Se questa fosse la soluzione con- siderata, per noi è del tutto inaccettabile nel metodo e nel merito!» ha dichiarato il presidente Natale Carapellese.
Il Corvetto nodo cruciale
Più sfumate le considerazioni dei presidenti degli altri due municipi del sud Milano. Il presidente Stefano Bianco del Municipio 4, osservando le mappe della Circle line rese pubbliche in questi giorni, ha dichiarato: «I quartieri di Molise-Calvairate, Morsenchio e Ponte Lambro, ad esempio, sono oggi serviti da vari mezzi di superficie con frequenze non sempre sufficienti. Una linea metropolitana diretta sicuramente farebbe la differenza. Un tracciato ottimale della nuova M6 dovrebbe quindi considerare queste aree per ridurre il gap di accessibilità e migliorare la mobilità dei residenti. Sarebbe inoltre strategico prevedere una fermata al Corvetto, per creare un nodo di interscambio con la M3 efficace sul fronte sud-est della città». Il Municipio 6, forte delle fermate della Rossa e della recente Linea Blu, sottolinea per voce del suo presidente Santo Minniti che: «Per il nostro Municipio, la M6 può e deve rappresentare un collegamento tra le vecchie e nuove centralità nate in questi anni. Penso ad esempio all’ospedale San Paolo, che serve, oltre ai comuni del sud ovest, i territori del Municipio 5, 6 e 7. Anche i nuovi impianti sportivi, dalla piscina olimpionica Cardellino, all’Agorà e al centro sportivo De Nicola, che presto saranno oggetto di ristrutturazione. Ma la M6 non dovrà essere l’unica protagonista di questa rete. Resta importante investire sui collegamenti di superficie».

Si andrà al 2027, se ne occuperà la prossima Giunta
Se rimaniamo però a quanto ufficialmente reso noto dal Comune, rimangono ancora sul tavolo e dovranno essere oggetto di valutazione pubblica le altre due ipotesi su cui Amat e MM, insieme al Comune, hanno lavorato in questi due anni (vedi disegni in questa pagina). Una è la cosiddetta Linea Orbitale, che attraversa come un semicerchio da sud ovest a sud est la città, da Bande Nere, Primaticcio o Inganni, fino a Corvetto, Rogoredo o Scalo Romana. L’altra è il prolungamento della M2 da piazza Abbiategrasso con una nuova linea o con prolungamento dell’esistente, fino a Ortles nella versione breve o in quella lunga a Rogoredo o Corvetto; Zama o Ponte Lambro. Pare invece tramontata l’ipotesi del tracciato contenuto nel Pums 2018 (il Piano della mobilità sostenibile del Comune) che da nord attraversava il centro per arrivare a sud: «La città ha già cinque linee che attraversano il centro – ha dichiarato a il Sole 24 Ore l’assessora Arianna Sensi –, quindi non ci sarebbero vantaggi ad avere un altro lungo e faticoso cantiere. Meglio pensare a servire la città nelle zone più scoperte».
Il timing degli incontri
Riguardo gli incontri pubblici, questo il timing, disegnato da Pa- lazzo Marino con atti ufficiali: entro luglio sarà individuato l’operatore vincitore, attraverso un bando dal valore 135mila euro. Alla ripresa dopo l’estate partiranno gli incontri pubblici – almeno dieci – mentre l’intero percorso dovrà concludersi entro il 2027, includendo la pubblicazione degli esiti del processo partecipativo. Qualunque sia quello che emergerà, e con esso il futuro della Linea Rosa, saranno di competenza della prossima amministrazione.

