lI Foglio rosa, la Patente e infine un quiz per usare lo smartphone. Non è una provocazione ma l’idea che è venuta ai promotori del Progetto Cyberbullismo, il percorso formativo promosso dal Municipio 6, che si è esteso alle scuole dei Municipi 2, 3 e 6, coinvolgendo una decina di istituti comprensivi, 850 studenti e oltre 130 insegnanti delle scuole primarie e secondarie.
A sostegno del progetto vi sono anche operatori dell’Asst Santi Paolo e Carlo, che fanno riferimento ai consultori, ai servizi di Neuropsichiatria e Psichiatria giovani, e personale dell’Asst Fatebenefratelli e del Policlinico. Obiettivo del Progetto Cyberbullismo è provare a porre un argine a una situazione che ormai ha assunto le dimensioni dell’emergenza in tutta Italia.
Secondo una indagine condotta dal Movimento Italiano Genitori (Moige) il 7% dei ragazzi dichiara di essere stato vittima diretta di cyberbullismo, mentre il 16% ha assistito come testimone a episodi di violenza online. I comportamenti scorretti più diffusi comprendono esclusioni da gruppi, pettegolezzi, insulti e hate speech: il 29% ha subito o assistito a tali episodi, e un ulteriore 36% segnala che avvengono occasionalmente.
Tutto questo in un contesto in cui il 55% dei ragazzi trascorre almeno tre ore al giorno connesso al di fuori dell’orario scolastico, con il 14% che supera le cinque ore quotidiane, mentre solo il 22% riesce a stare lontano dagli strumenti digitali senza provare ansia. «Siamo già al quinto anno del Progetto Cyberbullismo», spiega il dottor Nicola Iannaccone, promotore con l’Ufficio Scolastico Territoriale dell’iniziativa e che ora, in pensione, continua a seguire come volontario, insieme alle dottoresse dell’Ats Francesca Agnese e Nadia Nunez.
Il progetto s’inserisce in un contesto nazionale ed è promosso dall’associazione Contorno Viola di Verbania (eccellenza nel metodo della peer education: formare i giovani a promuove re consapevolezza fra i propri coetanei – NdR) ed è ora molto diffuso in città e in provincia. Tant’è che ci sono varie reti di scuole che si sono aggregate per permettere ai loro alunni di avere questo tipo di intervento.
Il Foglio rosa è rivolto agli alunni della terza classe della primaria, mentre la Patente per lo smartphone agli alunni della scuola secondaria di primo grado – la vecchia scuola media -. Il conseguimento dei due attestati avviene dopo un percorso formativo, che per la Patente si conclude con un quiz. La consegna dei Fogli rosa e delle Patenti dello smartphone avviene a fine maggio. Per le scuole del Municipio 6, per esempio, avverrà il 27 maggio». La formazione inizia dagli incontri con gli insegnanti, che poi declinano le conoscenze acquisite nelle proprie classi, in base all’età dei ragazzi e secondo le linee guida elaborate dal tavolo tecnico del Patto Educativo della città di Milano, al cui interno sono rappresentate le principali istituzioni della città: sono le Raccomandazioni di Milano per la sicurezza e il benessere di bambini e pre-adolescenti, disponibili sulla piattaforma PartecipaMi.
«Alcune scuole – continua il dottor Iannaccone – hanno iniziato a coinvolgere i genitori nella promozione dell’alfabetizzazione al digitale. La proposta che noi facciamo ai genitori è quella di costituire un patto digitale. I modelli attualmente sono due: uno promosso dai genitori dell’associazione Contorno Viola, il cui obiettivo principale è accordarsi tra di loro affinché il cellulare venga dato il più tardi possibile; l’altro modello è quello che coinvolge scuola e genitori ingaggiati in un’attività di coprogettazione e corresponsabilità educativa».
Genitori però che non sono insensibili alla pervasività dello smartphone, così come ormai non lo sono neanche le persone anziane: come dimostra una ricerca di inizio anno, condotta dall’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche GAP e Cyberbullismo, che rivela che l’82,7% di over 70 ‘nonni’ utilizza lo smartphone ogni giorno, mentre il 40,6% dichiara di passarvi molte ore al giorno.
Se sei vittima di bulli online, fai così:
- Non rispondere alle provocazioni.
- Blocca e segnala il bullo.
- Conserva le prove.
- Parlane con un adulto.

