Un nuovo monumento, a 75 anni dalla tragedia, per le piccole vittime della ex Devota Maculan

Lo scorso 21 marzo – a settantacinque anni esatti da quel tragico mezzogiorno che segnò per sempre il quartiere Lorenteggio – la città di Milano si è riappropriata della propria memoria storica con un gesto che unisce arte, matematica e profonda umanità. In occasione del 75° Anniversario della tragedia della Scuola Devota Maculan (1951-2026), l’Amministrazione Comunale ha inaugurato un nuovo spazio monumentale dedicato ai quattordici giovanissimi studenti che persero la vita sotto il crollo di un muro di recinzione mal costruito.
Per comprendere la portata di questo intervento, bisogna tornare alla Milano del 1951, una città impegnata a rimarginare le piaghe dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. In quel clima di ricostruzione, il 21 marzo fu caratterizzato da raffiche di vento eccezionali.
Verso mezzogiorno, un gruppo di studenti cercò riparo proprio a ridosso di un muro di cinta appena ultimato; una raffica improvvisa ne abbatté circa cinquanta metri lineari, seppellendo decine di bambini. Il bilancio fu di quattordici vittime: tredici bambine e un bambino.

Fino ad oggi, il ricordo era affidato a una targa e a un piccolo manufatto in acciaio posto sullo spartitraffico di via Lorenteggio, ormai quasi invisibile a causa della crescita dei platani circostanti. Da qui la decisione del Municipio 6 di riqualificare l’opera, spostandola in un contesto più accessibile e dignitoso presso l’area verde tra via Angelo Inganni e via Lorenteggio.
La commemorazione
“Onorare questa memoria è un dovere istituzionale per colmare il vuoto lasciato dal dolore. – ha affermato Santo Minniti, Presidente di Municipio 6 – Per l’occasione, verrà realizzato anche un nuovo opuscolo a cura dell’Istituto Didattico Pedagogico della Resistenza per celebrare questo anniversario e raccontare questo nuovo monumento cittadino”.
La Presidente del Consiglio Comunale Elena Buscemi ha ricordato la tragedia che sconvolse Milano e scoperto, assieme al Presidente Minniti, il monumento e il nuovo cippo a ricordo, mentre un trombettista ha suonato il silenzio in omaggio alle piccole vittime.
Ha officiato la cerimonia religiosa benedicendo il monumento don Renzo della Chiesa di San Leonardo Murialdo, mentre i Vigli del Fuoco e l’Associazione Nazionale Invalidi del Lavoro erano presenti con la loro bandiera.

Alla cerimonia ha partecipato anche l’Assessore Fabrizio Delfini che ha ricordato come “Tramandare il ricordo funge da monito e trasforma la cronaca in memoria collettiva. L’Amministrazione ha il compito di valorizzare la storia del territorio affinché i giovani la facciano propria”.
Secondo la Consigliera delegata alla memoria, Angela Persici, “memoria è anche restituire voce alle persone, rievocarle in una dimensione sentimentale e culturale. Perché ricordare la loro storia completa la nostra, la storia di tutti e, in questo caso, non solamente la storia di Milano ma anche e soprattutto la storia del nostro Municipio. Ben venga dunque il lavoro riguardante la realizzazione del nuovo monumento, lavoro condotto in modo collegiale fra Municipio 6, Comune di Milano e i familiari delle piccole vittime. Un bel segnale di comunità”.
Le testimonianze

Ultimo testimone, ancora in vita, della tragedia del 1951, Felice De Sanctis, detto Cino ha presenziato all’inaugurazione del monumento. Classe 1926, partigiano a S. Anna di Stazzema, catturato e deportato, è stato fra i fondatori dell’Istituto didattico pedagogico della Resistenza e anche Presidente.
In rappresentanza dei familiari delle vittime, Cesare Garretto ha espresso la sua riconoscenza a Comune e Municipio 6 per aver mantenuto fede, dopo tanti anni, all’impegno per la realizzazione del monumento.
I 14 piccoli fiori schiantati in via Lorenteggio

Alcune foto storiche sono state pubblicate da Mauro Colombo sul sito Milano nei secoli
| Il progetto: Mosaico delle memoria |
| «Il progetto è firmato dall’architetto Alfredo Bonfanti e – come ha spiegato l’Assessore Fabrizio Delfini – introduce un elemento di straordinario interesse scientifico: la “Tessera Einstein“. Si tratta di un poligono irregolare di tredici lati, una figura aperiodica capace di coprire una superficie infinita senza mai ripetersi. Il monumento è composto da quattordici di queste tessere, realizzate in pregiato Marmo Palissandro della Val d’Ossola. Ogni blocco rappresenta una delle vittime e reca inciso il relativo nome di battesimo. La disposizione non è casuale: le tessere sono state poste ad altezze differenti in base all’età dei bambini, creando l’effetto di una “foto di classe” eterna. Queste forme ricordano i blocchi di muratura della tragedia, trasformandoli in un simbolo di memoria collettiva. L’intervento punta anche sulla sostenibilità: il monumento poggia su telai autobloccanti e resine trasparenti che garantiscono la piena permeabilità del terreno. Una lamiera in acciaio effetto cor-ten protegge l’opera, mentre l’area è priva di barriere architettoniche per permettere a chiunque di avvicinarsi. Anche il vecchio manufatto metallico originale è stato integrato nella nuova installazione, creando un ponte tangibile tra il passato e il futuro di una Milano che sceglie di non dimenticare.” |
