L’Editoriale di Guglielmo Landi, Vicedirettore de il SUD Milano

Olimpiadi Milano Cortina 2026: lo sport come linguaggio di pace
In un contesto geopolitico segnato da conflitti, tensioni globali, corse al riarmo e guerre evocate sempre più spesso, il ritorno dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali in Italia potrebbe essere, più che mai oggi, l’occasione per riaffermare lo sport come linguaggio universale, capace di unire i popoli laddove la politica fallisce e rimettere la pacifica convivenza al centro del dibattito pubblico e soprattutto della vita del pianeta.
Democrazia e pace come scelta collettiva
Occasione che si intreccia con l’ottantesimo della nascita della Repubblica Italiana, quando il 2 giugno 1946 l’Italia ha scelto la democrazia e la pace.
Le celebrazioni saranno anch’esse l’occasione per porre un accento particolare su questi valori, in continuità con i messaggi del Presidente della Repubblica che, anche recentemente, ha sottolineato come la scelta repubblicana sia stata una “chiamata alla responsabilità” per perseguire insieme libertà e pace.
Guerra possibile o fratellanza tra i popoli? La responsabilità del presente
In un momento nel quale anche in Europa ci sono generali che chiedono ai cittadini se sono disponibili a vedere i loro figli morire in guerra, sdoganando così il concetto di guerra possibile, occorre sfruttare al massimo entrambe queste occasioni – i Giochi olimpici e l’ottantesimo della Repubblica – per affermare un linguaggio di fratellanza.
Milano Cortina 2026 tra valori olimpici e criticità dei cantieri
Nel contempo non possiamo nascondere come il percorso di avvicinamento alla manifestazione olimpica sia costellato da criticità emerse durante i lavori, per quanto riguarda in particolare tempi, costi e impatto ambientale. La costruzione di nuovi impianti e varianti stradali ha generato tensioni e dubbi sul valore sociale del lascito materiale dei Giochi, nei fragili ecosistemi montani come a Milano.
La vera sfida dei Giochi: un’Olimpiade sostenibile
Potremmo affermare che Milano Cortina 2026 rappresenta una sfida fra il messaggio di pace, indispensabile quale bussola morale in tempi bui, e le criticità emerse nei cantieri, che impongono una riflessione severa sul modello dei grandi eventi.
La riuscita dei Giochi non si misurerà quindi solo sul numero di medaglie o sull’efficienza delle cerimonie, ma sulla ricaduta di un originale spirito olimpico sui territori e sulla capacità di dimostrare che è ancora possibile organizzare un’Olimpiade davvero rispettosa dei territori e dei cittadini che la ospitano.
