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Ai Campionati italiani assoluti di Dragon Boat la Canottieri San Cristoforo conquista due medaglie e presta quattro atlete agli equipaggi della Canottieri Ticino Pavia, vincitori di due titoli italiani.

L’Idroscalo di Milano ha regalato un weekend di medaglie alla Canottieri San Cristoforo, protagonista ai Campionati italiani assoluti di Dragon Boat disputati sabato 19 e domenica 20 settembre.
La società milanese ha conquistato due medaglie di bronzo e ha visto quattro delle proprie atlete gareggiare con gli equipaggi della Canottieri Ticino Pavia, contribuendo alla conquista di due ori.
Un risultato che racconta bene lo spirito del Dragon Boat: uno sport nel quale la competizione tra società lascia spazio, quando serve, alla collaborazione e alla costruzione di una squadra comune. Perché su una Dragon Boat, prima ancora che la singola prestazione, conta la capacità di muoversi tutti insieme.
San Cristoforo, quattro atlete insieme a Pavia

Il risultato della Canottieri San Cristoforo non si esaurisce dunque nei due bronzi conquistati direttamente. Quattro sue atlete sono state infatti inserite negli equipaggi della Canottieri Ticino Pavia che hanno conquistato due medaglie d’oro ai Campionati italiani.
Un contributo che assume un valore particolare proprio per le caratteristiche della disciplina. Una Dragon Boat ospita venti pagaiatori, dieci a destra e dieci a sinistra, che devono sincronizzare perfettamente ogni movimento seguendo il ritmo del tamburo del prodiere, mentre il timoniere governa l’imbarcazione.
È la filosofia stessa del Dragon Boat: venti persone, una sola barca e un unico obiettivo.
Il medagliere dei Campionati italiani all’Idroscalo

A chiudere davanti a tutti i Campionati italiani assoluti è stata la Canottieri Ticino Pavia, con un bottino di 11 medaglie d’oro e tre d’argento.
Secondo posto nel medagliere per l’Idroscalo Club, con tre ori, cinque argenti e tre bronzi. Al terzo posto il Circolo Canoa Catania, che ha conquistato cinque argenti e quattro bronzi.
La presenza milanese è stata quindi significativa, con l’Idroscalo Club protagonista nel medagliere e la Canottieri San Cristoforo capace di aggiungere due bronzi e il contributo delle proprie atlete ai successi della formazione pavese.
Un risultato che mette in evidenza anche la dimensione collaborativa di questo sport. Le società rimangono avversarie quando si gareggia, ma possono diventare alleate nella costruzione di equipaggi competitivi. Un principio particolarmente coerente con una disciplina nella quale la parola “insieme” non è soltanto uno slogan.
All’Idroscalo anche la prima Corporate Cup of Europe
Il weekend del Dragon Boat all’Idroscalo di Milano ha portato con sé anche una novità internazionale.
Nello stesso fine settimana si è infatti disputata la prima edizione della Corporate Cup of Europe, nuovo evento continentale della European Dragon Boat Federation dedicato esclusivamente alle squadre aziendali, organizzato con il supporto del Comune di Milano.
A sfidarsi non sono stati atleti professionisti o appartenenti alle tradizionali società sportive, ma gruppi di colleghi trasformati per l’occasione in equipaggi di Dragon Boat.
Sui 500 metri la vittoria è andata a un equipaggio cipriota, mentre sui 200 metri si è imposto un equipaggio rumeno.
Una formula che punta a far conoscere ulteriormente una disciplina in forte crescita, portandola anche all’interno delle aziende. Cambiano i protagonisti, ma non ciò che serve per arrivare al traguardo: coordinamento, comunicazione, resistenza e capacità di mantenere la pagaiata sincronizzata.
Perché l’Idroscalo è ideale per il Dragon Boat

La scelta dell’Idroscalo come sede dei Campionati italiani non è casuale. Il bacino milanese offre condizioni particolarmente favorevoli per competizioni di questo tipo: acqua piatta, corsie regolari e un lungo rettilineo permettono agli equipaggi di confrontarsi in condizioni omogenee.
In una disciplina dove anche pochi secondi possono fare la differenza, avere un campo di gara regolare significa ridurre al minimo gli elementi casuali e lasciare che sia soprattutto la qualità della pagaiata a determinare il risultato.
C’è poi un altro vantaggio: la vicinanza a Milano. L’Idroscalo permette a famiglie, tifosi e curiosi di assistere alle gare senza allontanarsi dalla città, offrendo al tempo stesso un contesto spettacolare per una manifestazione sportiva.
Dragon Boat: storia e caratteristiche di uno sport di squadra
Il Dragon Boat è un’imbarcazione lunga circa 12 metri, capace di ospitare 20 pagaiatori. Il nome deriva dalla testa di drago collocata sulla prua della barca.
Gli atleti siedono su assi di legno e utilizzano una pagaia monopala. Dieci pagaiatori si trovano sul lato destro e dieci sul lato sinistro. A scandire il ritmo è il tamburo del prodiere, mentre il timoniere ha il compito di governare la barca.
Le origini della disciplina risalgono a oltre duemila anni fa e sono legate alla tradizione cinese.
Secondo la leggenda, il poeta e statista Qu Yuan si gettò nel fiume Mi-Lo per protestare contro le vessazioni alle quali era sottoposto il suo popolo. I pescatori avrebbero cercato di salvare il suo corpo colpendo con forza l’acqua e allontanando i pesci.
Quella tradizione si è trasformata nel tempo in una disciplina sportiva internazionale. Dal 1976, il Dragon Boat ha iniziato a diffondersi prima a Hong Kong e successivamente nel resto del mondo.
La forza del Dragon Boat? Essere una squadra

Oltre alla preparazione fisica, pagaiare su una Dragon Boat richiede una serie di competenze che riguardano direttamente il lavoro di squadra: coordinamento dei ruoli, comunicazione, leadership e capacità di condividere la fatica.
Ogni pagaiatore deve trovare il proprio ritmo in relazione agli altri. Un movimento fuori tempo può compromettere quello dell’intero equipaggio; al contrario, venti persone che riescono a sincronizzarsi trasformano la forza individuale in una spinta collettiva.
È questo il significato più profondo del risultato ottenuto dalla Canottieri San Cristoforo all’Idroscalo: due bronzi conquistati direttamente e quattro atlete che, insieme alla Canottieri Ticino Pavia, hanno contribuito alla conquista di due ori.
Un risultato che, prima ancora di raccontare un medagliere, racconta la natura di uno sport nel quale le differenze tra società possono lasciare spazio alla collaborazione. Perché, nel Dragon Boat, alla fine, si vince tutti sulla stessa barca.
Campionati italiani assoluti di Dragon Boat: la gallery









