Casa accessibile: numeri, politiche e il ruolo di Porto di Mare

Non si tratta solo di costruire nuove abitazioni, ma di garantire case accessibili. È questo il messaggio centrale emerso durante l’incontro dedicato alle politiche abitative, a cui hanno partecipato Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale sulla crisi abitativa del Parlamento europeo...
Housing sociale 5Square, case di via Antegnati. Foto Merello.

Non si tratta solo di costruire nuove abitazioni, ma di garantire case accessibili. È questo il messaggio centrale emerso durante l’incontro dedicato alle politiche abitative, a cui hanno partecipato Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale sulla crisi abitativa del Parlamento europeo, gi assessori del comune Emmanuel Conte, al Bilancio e al Piano Casa e Fabio Bottero, all’Edilizia residenziale pubblica, Massimo Bricocoli, docente del Politecnico di Milano e Giordana Ferri, direttrice generale di Fondazione Housing Sociale. A moderare l’incontro la consigliera comunale Simonetta D’Amico

Sala consiliare del Municipio 4 durante l'incontro "Casa per tutti. Crisi abitativa e politiche di difesa del diritto di abitare"
La Sala consiliare del Municipio 4 durante l’incontro “Casa per tutti. Crisi abitativa e politiche di difesa del diritto di abitare”.

Casa per tutti. Crisi abitativa e politiche di difesa del diritto di abitare: è questo il titolo dell’incontro pubblico che si è svolto sabato 7 febbraio, nella Sala Consiliare del Municipio 4, promosso dai circoli Pd Corvetto, Sinergie Urbane e Mecenate Lomellina Ponte Lambro. Un appuntamento partecipato che ha portato nel cuore del quadrante sud di Milano un confronto aperto sulla crisi abitativa e sulle possibili risposte politiche, locali ed europee.

I partecipanti all’incontro

A discuterne, figure istituzionali e del mondo della ricerca e del sociale: Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale sulla crisi abitativa del Parlamento europeo, Emmanuel Conte, assessore al Bilancio e al Piano Casa del Comune di Milano, Fabio Bottero, assessore all’Edilizia residenziale pubblica, insieme a Massimo Bricocoli, docente di Politiche e pianificazione urbanistica al Politecnico di Milano, Giordana Ferri, direttrice generale di Fondazione Housing Sociale. A moderare l’incontro la consigliera comunale Simonetta D’Amico.

Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale sulla crisi abitativa del Parlamento europeo.
Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale sulla crisi abitativa del Parlamento europeo.

Edilizia residenziale pubblica per i redditi bassi

Per la fascia di maggiore fragilità (redditi inferiori a 16 mila euro), la risposta resta una sola: edilizia residenziale pubblica. In questo ambito non esistono soluzioni di mercato. Nessun investitore privato può sostenere affitti simbolici – anche inferiori ai 50 euro al mese – senza un intervento pubblico diretto. Il problema è che da oltre 20–30 anni in Italia, come in gran parte d’Europa, le politiche abitative pubbliche sono state progressivamente ridotte, quando non smantellate, attraverso dismissioni e privatizzazioni del patrimonio esistente.

Oggi il patrimonio pubblico abitativo è sempre più riconosciuto come bene comune, ma recuperarlo è complesso. Alcune città stanno tentando di riacquistare immobili precedentemente alienati, operazioni rese difficili dall’aumento dei prezzi. A Roma, ad esempio, il Comune ha avviato importanti interventi di riacquisizione, sostenendo costi molto elevati grazie anche a entrate straordinarie come la tassa di soggiorno, una possibilità che molti altri enti locali non hanno.

Fondazione Housing Sociale, alloggi per la classe media

Accanto alla fragilità estrema, cresce una seconda area di disagio: la fascia media. Insegnanti, infermieri, forze dell’ordine, impiegati e giovani lavoratori con redditi regolari non riescono più a trovare casa vicino al luogo di lavoro. L’obiettivo indicato per l’housing sociale è chiaro: l’affitto non dovrebbe superare un terzo dello stipendio, cioè canoni intorno ai 600 euro al mese, una soglia ormai difficile da incontrare nel mercato urbano.

Giordana Ferri, direttrice generale di Fondazione Housing Social.
Giordana Ferri, direttrice generale di Fondazione Housing Sociale.
Housing sociale 5Square, case di via Antegnati. Foto Merello.
Le case di via Antegnati dell’intervento di Housing sociale 5Square. Foto Merello.

L’impegno del Comune di Milano

In questo quadro si colloca anche l’impegno del Comune di Milano, che negli ultimi anni ha rafforzato una strategia integrata sull’abitare.

Un primo obiettivo è quello di ristrutturare 2mila appartamenti in 2 anni investendo subito 50 milioni di euro, completamente del bilancio Comunale. Consideriamo che tra Comune e Aler, il patrimonio di edilizia residenziale pubblica in città conta circa 60mila alloggi, pari a poco più dell’8% del totale abitativo milanese, una quota considerata insufficiente rispetto alla domanda crescente.

Interventi a Porto di Mare

Uno degli assi più rilevanti del Piano straordinario per la casa riguarda l’area di Porto di Mare, indicata come uno dei principali ambiti di intervento per il futuro dell’abitare accessibile. Qui si concentra una parte significativa della strategia comunale: rigenerazione urbana, utilizzo di aree pubbliche, concessione del diritto di superficie e sviluppo di nuovi alloggi a canone calmierato, con l’obiettivo di creare un’offerta abitativa stabile e non speculativa. Porto di Mare viene così pensata non come singolo progetto edilizio, ma come sistema urbano, capace di integrare casa, servizi, mobilità e spazi pubblici in una visione metropolitana.

Case Aler al Corvetto.
Case Aler al Corvetto.

180 appartamenti del Comune per Atm e A2a

Accanto ai grandi interventi strutturali, il Comune ha attivato misure più immediate. Per i lavoratori dei servizi essenziali sono stati ristrutturati e assegnati 180 appartamenti comunali, messi a disposizione attraverso fondazioni e cooperative legate ad aziende pubbliche come Atm e A2A.

Sostegno all’affitto

Sul fronte del sostegno all’affitto, sono previsti contributi fino a 3mila euro l’anno per tre anni per famiglie in transizione abitativa, oltre a bonus dedicati ai giovani under 35 con redditi fino a 26mila euro annui, che possono arrivare a 2.400 euro l’anno.

Affitti brevi, in arrivo nuovi criteri dall’Europa

Un altro nodo cruciale riguarda gli affitti brevi, che in molti quartieri sottraggono alloggi al mercato residenziale, facendo salire i prezzi. Dopo mesi di pressione politica, la Commissione europea ha annunciato che in primavera presenterà un provvedimento legislativo – non semplici linee guida – per introdurre criteri e soglie che consentano ai comuni di intervenire senza rischi di contenzioso.

10mila alloggi in 10 anni

Il Piano straordinario del Comune di Milano punta infine a un obiettivo ambizioso: 10mila nuovi alloggi in 10 anni, attraverso il recupero del patrimonio esistente, il coinvolgimento del privato sociale e una regia pubblica forte. Un intervento che non risolve da solo la crisi abitativa, ma lancia un segnale politico chiaro: senza un ritorno deciso del pubblico nel governo dell’abitare, il diritto alla casa rischia di diventare un privilegio per pochi.

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