La nuova biblioteca internazionale: un gioiello per tutta la città

Il complesso nascerà nell’ex scalo di Porta Vittoria e sarà attraversato da una grande promenade pubblica
I lavori sulla facciata di vetro e metalli della Biblioteca. L'edificio alto 35 metri, ospiterà 6 piani, oltre 2 interrati
I lavori sulla facciata di vetro e metalli della Biblioteca. L'edificio alto 35 metri, ospiterà 6 piani, oltre 2 interrati

La nuova biblioteca internazionale ospiterà, oltre a un sistema robotizzato di deposito e consegna libri, spazi coworking, un auditorium da 300 posti, una caffetteria, una libreria, una sala di registrazione, una terrazza panoramica.

La fine dei lavori è prevista per la primavera del 2027, ma l’enorme cantiere della Beic, Biblioteca Europea di Informazione e Cultura – oltre 30.000 metri quadrati nell’ex scalo ferroviario di Porta Vittoria – sta prendendo forma con due grandi navate in metallo e vetro, la serra, le terrazze e il padiglione destinato all’Auditorium e all’Imaginarium. Un edificio pensato non soltanto come biblioteca, ma come polo culturale, spazio per la lettura, lo studio, la ricerca, le attività connesse e la produzione di contenuti. Un progetto nato nel 1996 con l’idea di trasformare l’area dell’ex scalo ferroviario e che, dopo una lunga fase di stallo, riparte nel 2023 anche grazie al finanziamento di oltre 101 milioni di euro nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

In carico a Fondazione Beic con il Comune di Milano, la realizzazione della grande biblioteca è seguita da vicino anche dal Municipio 4. Al presidente Stefano Bianco, che ha visitato recentemente il cantiere, chiediamo quando sarà usufruibile dalla città. «Le indicazioni che abbiamo per la fine dei lavori sono per la primavera del 2027 e il piano, per ora, sta proseguendo come da cronoprogramma. Poi però bisognerà aspettare ancora qualche mese per l’operatività. Perché una cosa è avere tutta la struttura e la dotazione infrastrutturale interna, compreso il deposito dei libri, che sarà completamente robotizzato, e un’altra è avere il mobilio, e tutta la parte propriamente vitale della biblioteca, compreso il personale che verrà reperito tramite concorsi».

Stefano Bianco

Anche l’ex Macello di viale Molise diventerà un’area d’avanguardia

Il progetto Beic si inserisce in una trasformazione più ampia dell’area. A 200 metri dalla biblioteca, infatti, in viale Molise, si trova l’ex Macello, patrimonio di archeologia industriale del primo Novecento, che sarà trasformato nel primo quartiere carbon negative (a impatto climatico negativo) della città grazie al progetto Aria. Nell’area sorgeranno abitazioni, uno studentato, un parco pubblico; vi si trasferirà lo Ied, l’Istituto Europeo di Design, e sono previsti un nido e una scuola per l’infanzia. La realizzazione è ancora lontana, ma il piano attuativo è stato approvato dalla Giunta.

Quali sono gli aspetti più rilevanti del progetto per la zona?

«C’è prima di tutto un valore di ricucitura del territorio. La biblioteca infatti sorge in un luogo abbandonato da anni. E poi, oltre ai servizi legati al tema della biblioteca, ce ne sono altri ugualmente importanti: un Auditorium da 300 posti, una caffetteria, una libreria, perché oltre a prendere un libro in prestito si potrà anche acquistarlo. C’è poi la previsione di un’area di coworking, una sala di registrazione, una terrazza panoramica e una grande promenade pubblica, una sorta di viale interno che consentirà di dare al luogo un ulteriore spazio di aggregazione, oltre ad avere un carattere iconico. E c’è anche tutto il sistema del verde che si sta sviluppando intorno a quest’area, con il Parco 8 Marzo, il Parco Formentano e il collegamento con corso XXII Marzo. Sono tutte interconnessioni positive che contribuiscono a rendere questo spazio facilmente fruibile anche da chi vive nei quartieri vicini».

Da non trascurare anche l’aspetto logistico. La biblioteca, pur non essendo in una posizione centralissima, sarà facilmente raggiungibile.

«Infatti siamo a due minuti dal Passante ferroviario, che darà la possibilità di collegarsi a tante aree della città. C’è la fermata della M4, che la collega anche a Linate e alle altre linee metropolitane. Per chi abita nel quartiere e nelle zone limitrofe sarà facile raggiungerla a piedi, attraversando le aree verdi o percorrendo corso XXII Marzo. Ci sono tante interconnessioni positive».

Le piramidi della Beic, viste da Porta Vittoria. Il progetto è stato realizzato da un gruppo di professionisti, guidato dal milanese Onsitestudio.

E a proposito di verde, davanti alla Beic c’è un platano molto speciale.

«Quell’albero, che ha circa 80 anni, era destinato all’abbattimento perché si trovava proprio nell’area interessata dai lavori. Ma i cittadini si sono attivati per salvarlo e noi li abbiamo appoggiati. Così è stato deciso di spostarlo di una settantina di metri, davanti a quella che sarà l’entrata della Beic. È una pianta alta circa 25-30 metri e con un peso enorme, 110 tonnellate: un’operazione complessa, che ha richiesto una potatura importante e tutte le precauzioni necessarie per consentirle di superare il trasferimento. Il suo spostamento, nel febbraio del 2024, è stato documentato anche in un cortometraggio, The Flying Plane, commissionato dal Comune di Milano. E oggi posso annunciare con orgoglio che la pianta sta bene e sarà un elemento caratterizzante dell’ingresso della nuova biblioteca».

In questa zona esistono attualmente altre due biblioteche, la Oglio e la Calvairate. Che fine faranno?

«La Beic non è una concorrente delle biblioteche di quartiere. Sono realtà diverse, con funzioni diverse e che possono lavorare in sinergia. La Calvairate è stata recentemente ristrutturata e ampliata e dispone anche di spazi per riunioni, eventi e iniziative. La Oglio è inserita nel centro civico del Municipio. Entrambe possono continuare a svolgere un ruolo importante nei quartieri, anche come luoghi di aggregazione per associazioni, comitati e cittadini. La Beic avrà invece una dimensione cittadina e internazionale, con la possibilità di ospitare eventi e iniziative di scala maggiore. Entrambi i livelli oggi possono e devono coesistere in una città come Milano».

Una storia lunga 30 anni

1996 – Nasce l’idea di una grande biblioteca europea per Milano, con il progetto “Milano Biblioteca del 2000”.

2000 – Viene individuata nell’ex scalo ferroviario di Porta Vittoria l’area destinata a ospitare la nuova biblioteca.

2002 – Il concorso internazionale di progettazione viene vinto dall’ATI BEIC Milano, con Bolles+Wilson, Alterstudio e AHW.

2003 – Nasce la Fondazione Beic, costituita per realizzare e gestire il progetto. 2005-2011 – Il progetto attraversa le diverse fasi di approvazione, fino alla validazione del progetto esecutivo nel 2011. Segue un lungo periodo di stallo.

2021 – Il progetto riparte grazie a un finanziamento di 101,574 milioni di euro nell’ambito del Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr. Viene avviata la revisione del progetto e parte un nuovo concorso internazionale.

2022 – Viene scelto il nuovo progetto della biblioteca, al termine del concorso internazionale.

2023 – Il progetto definitivo viene approvato a maggio e quello esecutivo a ottobre. A novembre vengono firmati il contratto per i lavori e consegnata l’area di cantiere. Nello stesso anno la Procura di Milano apre un’inchiesta sul concorso: tra gli indagati figurano gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi, rispettivamente presidente e componente della commissione giudicatrice.

2026 – Nel febbraio Boeri, Zucchi e altri quattro professionisti vengono rinviati a giudizio per le ipotesi di turbativa d’asta e, per Boeri e Zucchi, false dichiarazioni sul conflitto d’interessi.

2024-2027 – Proseguono i lavori nell’ex scalo di Porta Vittoria. La conclusione è prevista per la primavera del 2027, mentre l’apertura effettiva al pubblico richiederà una fase successiva per l’allestimento, l’organizzazione degli spazi e l’avvio dei servizi.

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