La Lorenteggio cresce e si candida a eccellenza cittadina

Intorno al nuovo polo culturale di Municipio 6 sorgeranno una piazza coperta, un forum di 750 mq, una Casa dell’acqua e una di quartiere al posto della vecchia struttura di via Odazio, mentre gli interni del mercato comunale saranno sistemati
I lavori alla Biblioteca Lorenteggio
I lavori alla Biblioteca Lorenteggio

La struttura è completata, le grandi vetrate iniziano a definire il profilo dell’edificio e gli operai sono al lavoro su facciate e impianti. A due anni dalla posa della prima pietra, nel luglio 2024, la Biblioteca Lorenteggio di via Odazio lascia intuire le dimensioni di un progetto destinato a cambiare il volto del quartiere.

Con un investimento di 8,3 milioni di euro, una superficie di circa 2.000 metri quadrati su due livelli e uno sviluppo lineare di 81 metri, la nuova biblioteca, facilmente raggiungibile dalla fermata Gelsomini della linea M4, si prepara a diventare un polo culturale di riferimento per tutta la città. Durante il sopralluogo effettuato insieme al presidente del Municipio 6, Santo Minniti, le grandi vetrate consentono già di intuire la luminosità degli ambienti: il piano terra sarà completamente trasparente, mentre il livello superiore sarà rivestito in policarbonato opalino, studiato per diffondere la luce naturale all’interno dell’edificio.

La Biblioteca di via Odazio, che sarà ristrutturata e trasformata in Casa di quartiere

Presidente, a che punto sono i lavori?

«Siamo pienamente nei tempi previsti. La struttura è ormai completata e in questa fase si sta lavorando sulle facciate e sugli impianti tecnologici. Se tutto procederà come previsto, contiamo di inaugurare la nuova biblioteca entro la fine del 2026».

Un nuovo spazio anche per Milano, dunque?

«Assolutamente sì. È una biblioteca di livello cittadino e rappresenta uno degli investimenti più importanti realizzati negli ultimi anni in questa zona. Per noi è fondamentale che anche un quartiere popolare possa ospitare servizi di alta qualità. La bellezza degli spazi pubblici non è un lusso riservato al centro, ma un diritto per tutti. Troppo spesso questi quartieri non escludono chi sta fuori, ma finiscono per trattenere chi ci vive, limitandone opportunità e relazioni. Io quella sensazione l’ho vissuta. Sono cresciuto in periferia e so cosa significa pensare di non meritare altro di quello che ti offre il luogo in cui sei nato».

La vecchia biblioteca non verrà demolita?

«No. Continuerà a vivere con una funzione diversa. Diventerà una Casa di quartiere, aperta alle associazioni e ai cittadini, dove troveranno spazio corsi gratuiti, attività culturali e iniziative sociali. Non perderemo un presidio importante: semplicemente avremo due luoghi diversi, ma complementari, dedicati alla cultura e alla partecipazione». Prima di lasciare il cantiere scatto le ultime fotografie. Solo pochi mesi fa il concerto gratuito di Marracash alla Barona aveva richiamato migliaia di persone anche da altri quartieri di Milano, portando la musica in un luogo troppo spesso raccontato solo attraverso le sue criticità. Oggi, osservando questo edificio ancora in costruzione, è facile immaginarlo pieno di libri, persone e vita. Un’altra immagine di una periferia costruita non sugli stereotipi, ma su luoghi capaci di attrarre persone, cultura e relazioni.

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