Il 50esimo dell’ASD Olympic Team, che ha avviato allo sport centinaia di ragazzi verso brillanti carriere fino alla serie A
Per molti ex “giovincelli” cresciuti negli anni Settanta a pane e basket è un anniversario che ti catapulta indietro nel tempo e ti riempie la testa di ricordi, aneddoti ed emozioni. È il 50esimo dell’ASD Olympic Team, vera istituzione cestistica per la zona sud di Milano, e non solo. Una società che, in dieci lustri di attività, ha avviato allo sport centinaia di ragazzi, alcuni verso brillanti carriere, come Stefano Gallea, che ha è arrivato a calcare i parquet dei palazzetti di serie A.
Un vivaio che ha portato il team a successi significativi, come i sei campionati di serie B disputati dalla prima squadra femminile. «Un’avventura bellissima – confida Bruno Orecchio, presidente della società da 35 anni e Stella d’Argento al Merito Sportivo per l’anno 2021 -, conquistata con il sudore in campo, con atlete provenienti dal nostro settore giovanile».

Gli obiettivi dell’Olympic Team
Certo, i tempi non sono più quelli d’oro della pallacanestro, quando la febbre per la palla a spicchi contagiava non solo i giovani praticanti ma anche le loro famiglie. Il calo demografico, gli effetti della pandemia, la schiacciante attrattività del calcio, ma anche la scalata di sport come pallavolo e tennis, trainati dai successi delle Nazionali e dalla Sinner-mania, hanno messo un po’ in ombra il basket, che rimane, comunque, una tra le discipline più complete e ricche di valori sportivi.
«Gli obiettivi dell’Olympic Team – sottolinea Orecchio – sono in fondo sempre gli stessi da 50 anni: attraverso la pallacanestro far crescere i ragazzi in modo sano, trasmettendo loro valori come la correttezza, l’impegno, la solidarietà». Proprio con questo spirito l’Olympic Team ha redatto, ormai 15 anni fa, una Carta dei diritti del bambino, nella quale si impegna a garantire ai giovani atleti il diritto al gioco, al divertimento, alle pari dignità, a sognare come tutti i bambini, senza l’assillo di dover diventare campioni a ogni costo.

Cosa ne pensano i ragazzi?
Intanto sul playground del Parco Chiesa Rossa, dove ci troviamo in occasione della Festa dello sport e delle associazioni l’11 ottobre, arrivano i primi ragazzi: «Cosa vi ha spinti a scegliere la pallacanestro?», chiedo. Enzo, con il fare navigato di chi ormai il basket lo mastica da tempo, non ha dubbi: «Mi piacciono i movimenti tecnici, sono davvero tanti e ognuno diverso dall’altro.
E poi con i compagni mi trovo bene, siamo una vera squadra». E Carlo: «Perché è super divertente, c’è tanta competizione ma è onesta, e poi mi gasa più del calcio!». Di fronte alle risposte spontanee e sincere, il presidente si commuove: «Sono passati 50 anni, ma l’entusiasmo e la passione che anima i ragazzi è rimasta inalterata». La missione dell’Olympic Team continua.

Dal minibasket ai senior: le squadre per fasce di età
L’Olympic Team ha due gruppi di minibasket, che disputeranno i tornei Csi primaverili, due squadre giovanili maschili (15/16 anni e 17/18 anni), e la compagine senior che partecipa al campionato Fip. Tra i giovanissimi, la presenza straniera, soprattutto filippina e peruviana, si è fatta ormai preponderante, dato che rende ancora più importante il ruolo di integrazione sociale e culturale svolto dalla società.
Per favorire la pratica del basket, nei mesi scorsi l’Olympic Team ha partecipato, vincendolo, a un bando del Municipio 5 che mette a disposizione 3mila euro per consentire l’attività sportiva a ragazzi appartenenti a famiglie con redditi bassi. Per saperne di più: www.olympicteam.it
