In arrivo mille nuovi appartamenti

Prossimi alla realizzazione due grandi interventi su aree abbandonate o da bonificare. Perplessità sull’impatto che avranno sul territorio

Piano attuativo Vaiano Valle Nord

350 alloggi sui confini del Parco della Vettabbia

Ai confini del Parco Agricolo Sud Milano, nella zona sud-est, si sta approntando un grosso progetto immobiliare denominato Vaiano Valle Nord. Interessa una vasta zona – ex proprietà Ligresti, ora del gruppo Unipol – a ridosso del quartiere Vigentino. Situata a sud di via Quaranta e via Marco d’Agrate, attraversata da via dell’Assunta, l’area si estende su una superficie di circa 8 ettari, al limite del Parco Sud.

Il progetto, ancora nella fase istruttoria, prevede la realizzazione di tre ambiti residenziali: due a corte aperta e uno di edifici a torre, complessivamente circa 360 appartamenti per un migliaio di abitanti. Il Municipio 5 ha espresso sul progetto un parere positivo, vincolato alle richieste, tra le altre, di creare un corridoio verde fino a Fondazione Prada, verificare l’adeguatezza dei servizi essenziali esistenti, realizzare un asilo nido, una biblioteca e altre funzioni sociali per giovani, famiglie e anziani nella riqualificata Cascina Molino della Valle su via dell’Assunta.

Per la sua posizione al limite dell’area urbana, la creazione di un grande parco fungerà da raccordo tra il Parco Sud e il Parco Autieri d’Italia (tra via Marco d’Agrate e viale Ortles). I terreni di Vaiano Valle Nord risultano contaminati da piombo, cadmio, rame, arsenico, zinco e idrocarburi, tanto da essere inutilizzabili sia per il verde pubblico che per l’uso agricolo.

Sarà quindi compito della proprietà rimuovere il terreno contaminato, rendendo l’area nuovamente fruibile. Infine, alla stipula della convenzione, la proprietà cederà gratuitamente al Comune un’area (anch’essa soggetta a diritti di edificazione) di 100 mila metri quadri a Vaiano Valle Sud, che rimarrà terreno agricolo. Un progetto di queste dimensioni, di gabriele cigognini Piano attuativo Vaiano Valle Nord per l’inevitabile impatto sia sociale che ambientale, non poteva passare senza sollevare legittime perplessità. Perplessità e dubbi fatti propri da un nutrito gruppo di residenti che ha dato vita al Comitato Vaiano Valle Respira (VVR).

Tra le obiezioni sollevate spiccano il consumo di suolo, l’edificazione di due torri di 17 piani, l’assenza di edilizia sociale, l’impatto sulla viabilità e sulla qualità dell’aria, sui servizi sociali e sanitari, e le modalità di bonifica dei terreni inquinati. Obiezioni peraltro espresse nel corso dell’iter autorizzativo anche dagli uffici amministrativi e tecnici del Comune. Sull’argomento si è espresso anche il Garante del Verde del Comune di Milano (organo collegiale indipendente).

Nel comunicato emanato lo scorso 8 giugno sostiene che “le parole dei cittadini, dei comitati e delle associazioni di Vaiano Valle rispetto al progetto di edificazione previsto nell’area a sud-est della città meritano ascolto, perché pongono una questione che non riguarda soltanto un quartiere, ma il modello di città che Milano intende essere nei prossimi decenni…

Anche laddove esistano diritti edificatori legittimamente maturati, dobbiamo avere il coraggio culturale e politico di aprire una nuova stagione urbanistica, fondata su un diverso paradigma: rigenerare senza consumare suolo naturale”. Il Comitato ha inoltre promosso una petizione popolare su Change. org affinché siano recepite le proposte del Garante del Verde e le ndicazioni sia del Comitato medesimo sia dei vari organismi tecnico-amministrativi.

Piano attuativo via Lampedusa/Valla/Ferrari

Gli ex palazzi Enpam pronti a diventare un megaquartiere

La costruzione del nuovo quartiere da 650-700 appartamenti nell’area compresa tra le vie Valla, Lampedusa e Virgilio Ferrari, già cantierizzata ormai da un paio d’anni, è tuttora in stallo. Il progetto iniziale è stato rivisto e modificato due volte (luglio 2025 e aprile 2026) in seguito alle osservazioni avanzate dal Municipio 5 e al vincolo paesaggistico imposto dalla vicinanza con il Parco del Ticinello e il Parco Agricolo Sud Milano, Inalterato è rimasto il quadrante occidentale (via Valla), dove l’intervento interessa 6 fabbricati, un tempo occupati da uffici, di cui è prevista la soprelevazione di tre piani, che li porterà a un totale di 10 piani fuori terra. Il cambio di destinazione d’uso, da terziario li commuterà in edifici residenziali con una quota riservata a funzioni commerciali e servizi.

Ha invece subìto significativi cambiamenti il quadrante orientale, dove le volumetrie complessive dei tre nuovi edifici da edificare in via Lampedusa 11A, originariamente previsti di 18, 19 e 21 piani, sono state redistribuite su quattro edifici rispettivamente di 17, 15, 14 e 12 piani. Tra i servizi previsti, si è convenuto che il 50% dei posti dell’asilo nido che sarà realizzato all’interno del complesso, sia convenzionato con il servizio pubblico. Si è inoltre stabilito che il proponente Hines Real Estate si prenda cura della gestione, sviluppo e manutenzione delle aree verdi interne al quartiere. Il Municipio 5 ha altresì ottenuto il coinvolgimento nella gestione e utilizzo della “sala comunale”, spazio polifunzionale per incontri, eventi culturali e attività di quartiere.

Sono previsti la riorganizzazione delle sedi stradali, il rifacimento dei marciapiedi e la realizzazione di una pista ciclabile. Altri interventi per ottimizzare il traffico indotto dal nuovo abitato saranno definiti in accordo con Amat (Agenzia mobilità ambiente e territorio). Il Municipio 5 ha posto la condizione che nella riorganizzazione della viabilità si mantengano comunque inalterate le superfici verdi a uso pubblico così come indicato nella delibera municipale del luglio 2025.

Questo è lo stato dell’arte. Tuttavia, a quanto è dato capire, la progettata ricicleria in via Lampedusa, posta in un’area adiacente all’intervento edilizio, al momento rappresenta un ostacolo. Non è certo per caso che il costruttore abbia fatto ricorso al Tar contro la sua collocazione nell’area del nuovo quartiere. Se realizzata, teme evidentemente che possa abbassarne l’attrattività. E tutto lascia pensare che questo motivo non sia estraneo allo stallo dei lavori

Una lunga storia

Cascina Cuccagna appare nella mappa manoscritta del Catasto Teresiano del 1722 col nome di Cassina Torchio detta Preganella e apparteneva ai Reverendi Padri Fatebenefratelli che vi coltivavano erbe officinali per l’Ospedale Maggiore.

La pianta iniziale a “L” si arricchisce di altri corpi fino a raggiungere l’attuale struttura a “E”, visibile nella carta dei sobborghi di Milano del 1838; aveva fini abitativi e produttivi, come conferma la presenza di un torchio (da cui prendeva nome) azionato da una roggia (attualmente coperta). Attorno agli anni Venti del Novecento, la Cascina Torchio eredita il nome di Cuccagna da una cascina contigua, abbattuta per lasciare spazio alla nuova circonvallazione della città che cresceva.

Nel 1984 diventa proprietà del Demanio Comunale che dieci anni più tardi la dichiara inagibile, sgomberandola. Dal 1991 un gruppo di cittadini della zona decide di recuperarla e aprirla alla città come centro socioculturale, ufficialmente nel 2012.

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