“Noi siamo pronti. E voi?” Lo gridano a gran voce duecento bambini con cappellini da imbianchino, mentre entriamo nella palestra della scuola primaria Arcadia. Attorno a noi ci sono famiglie, insegnanti, istituzioni e un’ospite speciale: la campionessa paralimpica Daila Dameno. È una comunità riunita con un obiettivo comune: sostenere la riapertura della primaria Arcadia, nella via omonima a Gratosoglio, e restituire agli alunni uno spazio educativo aperto, attivo e inclusivo.

La forza di una comunità
Fra testimonianze sportive e partecipazione, il preside Gianpaolo Bovio pone ai bambini, seduti in semicerchio, una domanda semplice ma significativa: «Quale legame esiste tra la battaglia per la riapertura della scuola e la presenza di una campionessa sportiva invitata come testimone?». Le risposte non si fanno attendere, essenziali, sintetiche: «È l’impegno… la tenacia… la capacità di non arrendersi… la fiducia… la resistenza nel raggiungere un obiettivo! ». «Certo, entrambe le sfide – spiega il preside – richiedono qualità che appartengono allo sport come anche alla vita scolastica e alla mobilitazione di una comunità che continua a chiedere ascolto e soluzioni concrete per riaprire la scuola. Lo sport è come una chiave per raccontare la forza di una comunità».


Ancora nessuna notizia
L’edificio della primaria Arcadia è chiuso dal 3 maggio 2024, «da quando è stato dichiarato inagibile dai tecnici del Comune che, controllando l’impianto di riscaldamento, rilevavano problemi alle solette dei piani superiori – chiarisce Bovio -. Da allora abbiamo richiesto più volte al Comune nuove verifiche e documentazioni tecniche. Solo nei mesi scorsi ci sono stati due sopralluoghi con prove di carico, pare con esito positivo, ma attendiamo ancora comunicazioni ufficiali sulla possibilità e i tempi di rientro o sulle soluzioni alternative da adottare».
Nel frattempo, gli alunni hanno frequentato la vicina scuola di via Feraboli, che fa parte dell’Istituto comprensivo Arcadia. «Certo, ogni classe dispone della propria aula – spiega Bovio – ma mancano molti degli spazi che rendevano possibile una didattica più ricca e contemporanea: laboratori di falegnameria, informatica, psicomotricità, un teatro nuovo, la palestra e un ampio giardino alberato». In questo modo si perdono occasioni di movimento, creatività, relazione e sperimentazione soprattutto per gli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali. Difatti, come la maggior parte delle scuole di periferie, l’Arcadia accoglie numerosi bambini con esigenze complesse e il sovraffollamento rende più difficile garantire percorsi inclusivi e attività mirate.
Un lavoro di squadra
Alla festa hanno preso parte anche il presidente Natale Carapellese e l’assessora Luisa Gerosa del Municipio 5, che hanno ribadito il loro sostegno alla causa della scuola Arcadia e ricordato il lavoro svolto dal dirigente scolastico per mantenere aperta l’interlocuzione con gli enti competenti. E, pur riconoscendo le difficoltà del percorso, hanno confermato che l’obiettivo resta quello di restituire alla comunità il precedente spazio educativo.

Se la testimonianza sportiva ascoltata durante la mattinata ha mostrato come determinazione, collaborazione e senso di comunità possano affrontare le sfide più difficili, allora la battaglia di famiglie, alunni, insegnanti, istituzioni per la riapertura della scuola è un vero lavoro di squadra, e la comunità scolastica ha dimostrato di esserci. Ora attende una risposta alla lettera inviata al Comune: la scuola Arcadia può e deve tornare a vivere.



Tutte le foto: © Francesca Mochi


