Estate Cascina Cuccagna tra cultura, incontro e socialità

Scelto dal pubblico con una lotteria, il nuovo palinsesto del vecchio edificio rurale dedicato alle arti visive e performative apre a luglio
La struttura di Cascina Cuccagna a “E” vista dall’alto (© Maurizio Fiori)
La struttura di Cascina Cuccagna a “E” vista dall’alto (© Maurizio Fiori)

di Laura Barsottini

In una città come Milano, dove il costo della vita continua a crescere e non tutte le persone possono permettersi di partire o di accedere a proposte culturali a pagamento – sintetizza efficacemente il fine del progetto Margherita Aliverti, project manager culturale di Cascina Cuccagna – crediamo sia sempre più importante offrire spazi aperti e inclusivi, gratuiti o economicamente accessibili.

Non si tratta soltanto di “restare in città” durante l’estate, ma di riconoscere che anche chi vive Milano nei mesi più caldi ha diritto a occasioni culturali di qualità». Dal 2012, grazie a un gruppo di cittadini della zona, Cascina Cuccagna, progetto di Associazione Consorzio Cantiere Cuccagna (ACCC), è non solo il primo intervento di rigenerazione e restituzione urbana partecipata nel cuore di Milano, esempio di edificio storico ricostruito dal basso, ma anche un centro di cultura e partecipazione la cui importanza è in continua crescita. In quest’ottica, quattro anni fa nasce il progetto Lotteria Cascina Cuccagna, che invita la comunità a sostenere le attività culturali e, per la prima volta quest’anno, a decidere insieme il palinsesto di iniziative del periodo estivo. In palio numerosi premi offerti dalle realtà della zona, tra cui un viaggio di nove giorni on the road in mete insolite.

Una delle aree esterne attrezzate con tavoli e sedie
di Cascina Cuccagna. (© Maurizio Fiori)
Una delle aree esterne attrezzate con tavoli e sedie di Cascina Cuccagna. (© Maurizio Fiori)

«La Lotteria di Cascina Cuccagna nasce come una forma di raccolta fondi accessibile e partecipata, pensata per sostenere ogni anno un progetto che sta a cuore alla cascina, a chi la vive e la frequenta – spiega la manager –. Fin dalla prima edizione, l’obiettivo non è stato soltanto quello della raccolta fondi, ma anche un’occasione per raccontare il valore del progetto Cuccagna, che portiamo avanti ogni giorno, l’importanza di continuare a sostenerlo e, allo stesso tempo, attivare una rete di relazioni con le tante realtà che mettono a disposizione i premi, quasi tutte appartenenti alla zona di Porta Romana, Lodi e Calvairate».

La Lotteria 2026 ha venduto 3.225 biglietti acquistati e raccolto oltre 8mila euro. «È un risultato importante soprattutto perché testimonia la fiducia concreta di tante persone che hanno scelto di sostenere un progetto culturale condiviso, sapendo che il loro contributo avrebbe avuto una ricaduta diretta sul programma estivo della cascina – continua –. Anche i premi della Lotteria raccontano questa rete di collaborazioni: nell’edizione 2026 sono 45, messi a disposizione da soggetti molto diversi tra loro, attivi nei settori della cultura, del benessere, dell’editoria, del teatro, dell’artigianato, della mobilità e della ristorazione. Proprio questa capacità di fare rete rappresenta uno degli aspetti più preziosi della Lotteria e di Cascina Cuccagna in generale». Oltre alla consueta apertura quotidiana dalle 9 a mezzanotte, seguendo gli orari del ristorante/ bar, in un palinsesto estivo che si sta definendo, tra gli appuntamenti già in calendario,- ne spiccano due.

«A luglio prenderà il via la rassegna cinematografica Storie di fantasmi, presenze e assenze, un ciclo di tre serate di cinema all’aperto dedicato a opere provenienti da India, Colombia e Cambogia – conclude Aliverti –. Attraverso linguaggi e sensibilità differenti, i film affrontano temi legati alla memoria, al lutto, alle trasformazioni sociali e al significato dell’essere vivi oggi. Le proiezioni, in prima visione a Milano, saranno accompagnate da un’introduzione a cura di Valentina Manzoni, regista e programmatrice cinematografica italo-svizzera.

A settembre sarà invece la volta di un workshop di danza e ascolto corporeo condotto da Emanuele Co’, ballerino e performer della Dresden Frankfurt Dance Company. L’attività inviterà i partecipanti a esplorare il rapporto tra corpo, gravità e movimento attraverso pratiche di percezione, ritmo e consapevolezza fisica accessibili, non performative e aperte a persone di tutte le età anche senza esperienza».

Una lunga storia

Cascina Cuccagna appare nella mappa manoscritta del Catasto Teresiano del 1722 col nome di Cassina Torchio detta Preganella e apparteneva ai Reverendi Padri Fatebenefratelli che vi coltivavano erbe officinali per l’Ospedale Maggiore.

La pianta iniziale a “L” si arricchisce di altri corpi fino a raggiungere l’attuale struttura a “E”, visibile nella carta dei sobborghi di Milano del 1838; aveva fini abitativi e produttivi, come conferma la presenza di un torchio (da cui prendeva nome) azionato da una roggia (attualmente coperta). Attorno agli anni Venti del Novecento, la Cascina Torchio eredita il nome di Cuccagna da una cascina contigua, abbattuta per lasciare spazio alla nuova circonvallazione della città che cresceva.

Nel 1984 diventa proprietà del Demanio Comunale che dieci anni più tardi la dichiara inagibile, sgomberandola. Dal 1991 un gruppo di cittadini della zona decide di recuperarla e aprirla alla città come centro socioculturale, ufficialmente nel 2012.

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