Metti un giorno di essere nella Grande Mela, sul sagrato di Saint Patrick’s Cathedral, e di offrire i biscotti che tu stesso produci a Roberto Baggio e a Bobo Vieri, e poi, uno dopo l‘altro, ad Andrea Pirlo, Marco Materazzi, Massimo Ambrosini, Alessandro Nesta e al presidente della Fifa Gianni Infatino. Un sogno? No, è solo una delle straordinarie esperienze vissute da Valentina e Francesco, due giovani lavoratori del Gruppo L’impronta, durante la settimana dal 6 al 12 giugno scorso, quando hanno avuto l’onore – e il privilegio – di andare a New York per partecipare alla Conferenza Onu sui diritti delle persone con disabilità, invitati direttamente dalla ministra Alessandra Locatelli e sostenuti da due aziende amiche: Universal Music ed Edison.
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L’Impronta all’Onu: il viaggio a New York dei lavoratori del gruppo
Una settimana indimenticabile per Valentina e Francesco, che prima del viaggio oltreoceano non avevano mai varcato i confini nazionali, né erano mai stati in aereo, ma che – pur con qualche timore per il volo – hanno accettato con entusiasmo di rappresentare il Gruppo l’Impronta.
I due ragazzi, accompagnati dai colleghi Roberto Strada e Simona Tonani, hanno fatto conoscere i prodotti che, con gli altri 120 lavoratori del gruppo L’Impronta, ogni giorno producono nei campi e nei laboratori del sud Milano.

Dalla periferia di Milano a modello internazionale di imprenditoria sociale
Una filiera etica alimentare unica, nata quasi trent’anni fa, ispirata dall’esperienza di un piccolo gruppo di volontari della parrocchia di San Barnaba, al Gratosoglio, e mossa dalla volontà di aiutare un amico disabile.
Un gruppo unito che negli anni è cresciuto fino a diventare un modello di imprenditoria sociale, vincente e apprezzato, che mette il lavoro al centro di ogni progetto di autonomia, emancipazione e inclusione, sfruttando al meglio le opportunità della legge Biagi e la sensibilità di istituzioni, aziende e fondazioni.

I prodotti della filiera etica presentati alla Conferenza Onu sulla disabilità
Dopo la giornata sul sagrato di Saint Patrick’s con i campioni della Nazionale del passato, il palcoscenico de L’impronta è stato il Palazzo di vetro dove, dal 9 all’11 giugno, Valentina, Francesco, Simona e Roberto hanno partecipato a diversi eventi.
Il principale è stato A Shift in Perspective: Seeing Potential and Not Limits (Un cambio di prospettiva: vedere il potenziale e non i limiti), promosso dall’Italia e dedicato al valore dello sport e delle attività ricreative come strumenti di inclusione, autonomia e piena partecipazione alla vita della comunità.
Qui hanno mostrato e fatto assaggiare ai rappresentanti di tutto il mondo una selezione dei loro prodotti, composta da biscotti, pasta, cracker, confetture e prodotti trasformati, come confetture, sughi, olio, biscotti di vario genere.
Esempi concreti di quello che coltivano e trasformano in prodotti biologici, che poi vengono distribuiti attraverso i propri punti vendita e ristorazione, e da aziende amiche.
New York tra incontri istituzionali e scoperta della Grande Mela
Oltre gli impegni ufficiali, i ragazzi de L’Impronta hanno potuto fare i turisti in una New York vestita a festa, che attendava in trepidazione i Mondiali di calcio, la finale di basket Nba tra i San Antonio Spurs e i New York Knicks (poi vinta da quest’ultimi), e le celebrazioni del 4 luglio per i 250 anni dell’Indipendenza degli Stati Uniti.
Macinando chilometri hanno visitato la Statua della Libertà, Times Square, il ponte di Brooklyn, Chinatown, Fifth Avenue, Ellis Island e molto altro.
Non sono mancate due visite di carattere professionale, da scrupolosi lavoratori della ristorazione: una al Carlo’s Bakery, chiamato anche il boss delle torte, e l’altra al Red Hook Tavern, per mangiare uno degli hambuger più rinomati della città. «Tutto buonissimo – hanno affermato all’unisono Valentina e Francesco dopo la sostanziosa degustazione – ma quello che facciamo noi lo è di più».
La Carta di Solfagnano e gli impegni per i diritti delle persone con disabilità
La presenza della delegazione italiana all’Onu è stata l’occasione per ricordare la Carta di Solfagnano, firmata nel 2024 in Italia, a Perugia, in occasione del G7, dai ministri dei Paesi partecipanti. Rappresenta un punto di riferimento per promuovere i diritti, l’inclusione e la piena partecipazione delle persone con disabilità, contribuendo alla costruzione di una società più equa e accessibile. La Carta di Solfagnano si fonda su otto priorità da perseguire a favore delle persone fragili: inclusione nell’agenda politica; accesso e accessibilità a ogni aspetto della vita quotidiana; vita autonoma e indipendente; inclusione lavorativa; nuove tecnologie per facilitare ogni attività; sport, cultura e tempo libero; dignità della vita e servizi; protezione in caso di crisi umanitarie.


