Un pollo per la ricerca: Giannasi devolve all’Airc l’incasso di sabato 12 settembre

Anche quest’anno si rinnova l’impegno di Giannasi per sostenere Fondazione AIRC tramite il finanziamento di una borsa di studio destinata a giovani ricercatori
Da sinistra Daniele Finocchiaro, consigliere delegato Airc; il ricercatore Simone Balin e Dorando Giannasi.
Da sinistra Daniele Finocchiaro, consigliere delegato Airc; il ricercatore Simone Balin e Dorando Giannasi.

di Riccardo Provasi

Il profumo del chiosco di polli allo spiedo di GIannasi, il più famoso di Milano arriva quasi fino a piazza Medaglie d’oro, e migliora indubbiamente l’umore di chiunque stia attraversando uno dei corsi più rumorosi e caotici della nostra città. Come sempre, una trentina di gente in coda davanti al bancone è più che assicurata, e sabato l’idea di accaparrarsi un pollo e qualche contorno dalla gastronomia ha avuto un sapore ancora migliore, perché l’incasso della giornata di sabato 12 settembre è stato devoluto interamente a Fondazione Airc per la ricerca sul cancro.

Un sabato donato in beneficenza da oltre vent’anni

Dorando Giannasi non c’è, sarà probabilmente a godersi i primi momenti di fresco tra gli appennini della sua Civago, ma la sua squadra lavora senza sosta e il banchetto di Airc predisposto a lato del chiosco è pronto ad accogliere i clienti della polleria per rispondere ad ogni domanda. «È arrivato un giorno in ufficio proprio il signor Giannasi facendo una proposta alla principessa Borromeo, al tempo presidente del Comitato Lombardia Fondazione Airc dicendo «voglio regalarvi l’incasso di un’intera giornata durante un sabato, la giornata più sostanziosa» racconta Giada del Comitato Lombardia. La nuova borsa di studio sarà assegnata il prossimo novembre a un ricercatore meritevole selezionato attraverso il rigoroso processo di peer review Airc. La borsa di studio coprirà un intero anno di lavoro.

Paola Giannasi, spiega come la collaborazione con Airc sia nata nel 2007 e si riproponga annualmente un «sabato di settembre, al rientro dei milanesi e per l’inizio delle scuole, in modo che abbiano tutti l’opportunità di poter partecipare». Non si tratta della sola attività di beneficenza in cui sono impegnati, «ci sono state altre occasioni in passato in cui abbiamo sostenuto in maniera concreta anche Pane Quotidiano e la parrocchia di Sant’Andrea».

Il chiosco di Giannasi, in piazza Buozzi.
Il chiosco di Giannasi, in piazza Buozzi.

Il progetto di Simone Balin, ricercatore Humanitas finanziato nel 2025

Simone Balin, ha iniziato il suo percorso di postdottorato proprio grazie alla raccolta fondi organizzata da Giannasi nel settembre 2025. «Sono un ricercatore in Humanitas – racconta – ho applicato tramite il bando Airc facendo richiesta di una borsa di post-doc scrivendo un progetto su un tumore raro, del timo, un organo molto attivo nel bambino e che serve a sviluppare il sistema immunitario. Nell’adulto involve, viene sostituito da tessuta adiposo, però può dare comunque origine a malattia tumorale». Il rischio principale è che oltre al tumore, i pazienti sviluppino una malattia autoimmune, rendendo pericoloso l’impiego di terapie che vanno a stimolare il sistema immunitario. L’obiettivo del progetto è quindi «trovare marcatori che possano dividere i pazienti e capire quali possono essere trattati senza che sviluppino effetti avversi e quali ne svilupperanno sicuramente. Ciò permette sia di avere terapie nuove da dare a quest’ultimi, che ottenere diagnosi precoci».

L’affetto per il signor Giannasi, circondato secondo Simone Balin da «un’aura di persona buona» è sincero e profondo, e non manca una certa ammirazione anche per il suo stile iconico basato sulla regola ferrea per cui «in base a come si veste sceglie che cappello mettere e che bastone usare. Bastone che non serve realmente lo usa più per decoro».

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