Il carrello “pesa” sempre più. Vi diciamo dove conviene fare la spesa nel quadrante Sud
di Paolo Robaudi
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I prezzi dei cibi continuano a salire e Milano resta una delle città più care d’Italia. Si possono però abbattere i costi cercando le offerte e i negozi più convenienti, ma investendo tempo ed energie. L’esperienza di una madre milanese ci insegna come fare.
A maggio 2026 i prezzi degli alimentari non lavorati – frutta, verdura, carne e pesce – restano tra le voci più colpite dall’inflazione, con rincari che oscillano attorno al 4% su base annua.
Sono i prodotti freschi a pesare di più sui bilanci familiari: quelli che finiscono nel carrello ogni settimana e sui quali è difficile tagliare. Dietro gli aumenti c’è ancora una volta il costo dell’energia. Gas, elettricità e carburanti incidono su serre, logistica, trasporti refrigerati e conservazione. Alla fine il conto arriva direttamente allo scaffale.
A Milano, in particolare, fare la spesa costa fino al 25% in più rispetto alla media nazionale. Una famiglia di quattro persone può spendere oltre 9 mila euro all’anno soltanto per gli alimentari. Ma scegliere bene dove acquistare può cambiare sensibilmente il totale finale. Tra discount, ipermercati e supermercati tradizionali, le differenze di prezzo infatti possono arrivare anche al 9% persino all’interno della stessa insegna, così come cambia anche la qualità.
Per capire meglio, abbiamo fatto un veloce confronto tra i punti vendita del quadrante Sud: ecco dove conviene davvero riempire il carrello.
Confronto tra i punti vendita del quadrante Sud
I prezzi, prodotto per prodotto
| PASTA (500g) | PETTO DI POLLO (al kg) |
| Eurospin, de Andrè: 0,85€ Lidl, Chiesa Rossa: Pasta di Gragnano 0,99€ Esselunga, Missaglia – De Cecco: 0,79€ Conad, Via Quaranta – Garofalo: 0,79€ Carrefour, Assago – Garofalo: 0,80€ Pam, Medeghino – Rummo: 0,79€ Iper, Fiordaliso – Divella: 0,89€ | Lidl: 7,98€ Eurospin: 6,49€ Conad: 9,75€ Esselunga: 8,48€ Carrefour: 10,99€ Pam: 9,90€ Iper: 12,99€ |
| LATTE (1 litro) | PROSCIUTTO Cotto |
| Eurospin: 0,99€ Lidl: 1,09€ Esselunga: 1,25€ Conad: 0,89€ Carrefour: 0,79€ Pam: 0,99€ Iper Fiordaliso: 0,85€ | Lidl: 1,19€ – 125 gr. Eurospin: 1,79€ – 150 gr. Carrefour: 2,39€ – 100 gr. Esselunga: 2,00€ – 100 gr. Pam: 1,89€ – 120 gr. Iper: 2,00€ – 120 gr. |
| PANE (500g) | MELE (al kg) |
| Eurospin: 2,09€ Lidl: 1,60€ Conad: – Carrefour: 1,80€ Pam: 2,00€ Esselunga: 1,90€ Iper: 1,40€ | Esselunga: 0,98€ Lidl: 1,10€ Eurospin: 1,99€ – confezione 2 kg Conad: 2,49€ Pam: 1,99€ – confezione 1,5 kg Carrefour: 1,89€ Iper: 0,99€ |
La forbice dentro la stessa catena
La convenienza però non dipende soltanto dall’insegna. Ogni punto vendita applica listini differenti in base al quartiere, alla concorrenza e al posizionamento commerciale. Dove il supermercato opera quasi senza concorrenti vicini, i prezzi tendono a salire. Dove la competizione è forte, si abbassano. Nel Milanese le differenze di prezzo tra due supermercati della stessa catena possono arrivare fino al 9%.
Metodi per contenere i costi
Mix strategico
Supermercato per alcuni prodotti di marca, discount per la spesa base, mercati rionali e piccoli negozi per il fresco. Alternare almeno due insegne permette spesso di risparmiare oltre il 10% sul totale mensile.
Volantini e offerte
Le promozioni aggressive ruotano continuamente. Una settimana conviene comprare la carne da Carrefour, quella dopo la pasta da Esselunga. Non esiste un supermercato sempre più conveniente su tutto.
Prodotti a marchio
Le private label garantiscono generalmente un risparmio compreso tra il 25% e il 35% rispetto ai grandi marchi.
Carte fedeltà
Carta Fìdaty Esselunga, SpesAmica, Payback Carrefour, App Eurospin Family: ormai molte offerte passano quasi del tutto dalle carte fedeltà e dalle app.
Discount come base
Secondo le rilevazioni di Altroconsumo, Eurospin resta tra le insegne più economiche. Seguono Aldi, Lidl e IN’s Mercato. Carrefour e alcune catene tradizionali restano più care, ma spesso compensano con offerte mirate e una scelta più ampia.
Il verdetto
Non esiste un vincitore assoluto. Tutto dipende dal tipo di spesa, dalla qualità cercata e dal tempo che si è disposti a investire.
Eurospin resta il riferimento per chi punta al massimo risparmio.
Lidl mantiene un buon equilibrio tra prezzo e assortimento.
Esselunga continua a essere competitiva su alcuni prodotti di marca, mentre Carrefour regge soprattutto sui prodotti a marchio interno.

La vera strategia vincente, oggi, è non essere fedeli a nessuno. Muoversi tra più punti vendita, mercati comunali e offerte settimanali permette ancora di contenere il conto finale. Ma richiede tempo, pianificazione e una certa disciplina da trader del carrello.
Una volta era normale: le generazioni cresciute tra mercati rionali e botteghe lo facevano già senza chiamarlo “ottimizzazione dei consumi”. Oggi il carrello è diventato anche un fatto politico. Il consumatore ha un potere enorme: scegliere dove spendere, quanto spendere e soprattutto a chi lasciare i propri soldi. Nessuno regala niente. E nella giungla dei supermercati, la fedeltà è spesso la voce più costosa dello scontrino.
La testimonianza – Il risparmio è anche buon senso.
La ricerca quotidiana di una madre milanese dell’offerta migliore, tra discount, cashback e cassette di arance dalla Sicilia. Con una nuova consapevolezza
Lo raccontano i numeri dei supermercati del Municipio 5, dove tra discount, ipermercati e catene tradizionali la differenza può valere oltre mille euro l’anno per una famiglia. Ma soprattutto lo raccontano le persone che quella guerra silenziosa del carrello la combattono ogni settimana.
Come Valeria. Lavoratrice part-time, quattro figli più un ospite fisso in casa, vegetariana ma senza integralismi, animatrice di gruppi d’acquisto. Vive nel quadrante Sud della città e la spesa la affronta come una piccola campagna logistica contemporanea, riuscendo a contenere l’esborso mensile sotto la soglia dei mille euro.

Il menù nasce dall’offerta: prima si compra ciò che conviene poi nasce il menù
«Fare la spesa è diventata una strategia economica quotidiana», dice. Non parla per modo di dire. Tra volantini, app, cashback, offerte lampo e supermercati diversi, stima di dedicare fino a sei ore settimanali alla gestione della spesa familiare. Non esiste più la fedeltà all’insegna. «Bisogna diversificare. Oggi chi va sempre nello stesso supermercato spende di più».
La sua geografia personale della convenienza passa soprattutto da Lidl, Esselunga, Eurospin e offerte mirate. Ma sempre a piedi. Sempre nel raggio del quartiere. Sempre con il carrellino “da sciura”, come scherza lei stessa.
Per questo non frequenta l’Iper del Fiordaliso, che pure online e nelle classifiche di Altroconsumo risulta tra i più convenienti dell’area sud Milano. «Probabilmente conviene davvero. Ma io faccio la spesa solo dove arrivo a piedi».
E dentro quella frase c’è molta più sociologia urbana di quanto sembri. Perché il risparmio reale non dipende solo dai prezzi, ma anche dal tempo, dalla mobilità, dall’accessibilità. Chi ha l’auto può attraversare la città inseguendo le offerte, sfidando il traffico (e anche questo ha dei costi). Chi vive il quartiere a piedi costruisce invece una mappa diversa, fatta di prossimità e compromessi.
A Milano la spesa non è più una semplice abitudine domestica. È diventata organizzazione, strategia, calcolo. Un lavoro invisibile che si incastra tra figli, lavoro, traffico e rincari.
La sua strategia è semplice e insieme sofisticata: non decide prima cosa cucinare. Compra ciò che trova conveniente e costruisce i pasti intorno alle offerte. «Decido cosa fare da mangiare in base a quello che ho comprato». Sacchetti anti-spreco, box in scadenza, sconti digitali, coupon stampati da Internet, rimborsi cashback. Tutto entra nel sistema.
Fare confronti è un lavoro
Ma non c’è solo il risparmio. C’è anche una cultura del consumo maturata negli anni.
Due volte all’anno organizza acquisti collettivi di agrumi direttamente dalla Sicilia. Fa arrivare un camion di arance che poi redistribuisce ad amici e conoscenti. Una pratica quasi antica dentro la modernità algoritmica dei supermercati.
E mentre molti associano ancora il discount agli scaffali spartani degli anni Novanta, lei racconta un’altra trasformazione. «Lidl non è più il discount di una volta». In effetti la grande distribuzione è cambiata. I discount hanno alzato; i supermercati tradizionali hanno moltiplicato offerte personalizzate, fidelity card e prezzi dinamici. Il risultato è che la spesa richiede attenzione continua.
«Fare confronti è un lavoro. Aiuta, anche se alla fine fai comunque il gioco della grande distribuzione».
La lucidità sta tutta lì. Nella consapevolezza che il consumatore contemporaneo si muove dentro un sistema che lo spinge a inseguire continuamente la convenienza. Eppure, anche in questo labirinto di offerte, resta una forma di libertà minima ma concreta: scegliere, comparare, camminare da un supermercato all’altro con il proprio carrellino. Difendere qualche euro senza rinunciare del tutto alla qualità.
Nella Milano dei rincari, il carrello pesa. Ma pesa ancora di più il tempo necessario per riempirlo bene.

