Troppi animali estranei nel nostro ambiente minacciano flora e fauna (e spesso è colpa nostra)

Si chiama alloctonia, ed è l'introduzione di specie non originarie delle nostre zone ma che proliferano ai danni della nostra biodiversità. Cosa occorre sapere per evitare un pericolo ecologico.

Si chiama alloctonia, ed è l’introduzione di specie non originarie delle nostre zone ma che proliferano ai danni della nostra biodiversità. Cosa occorre sapere per evitare un pericolo ecologico.

di Gabriele Cicognini

@ Pixel di natura

Viviamo un’era di grandi migrazioni che non riguardano soltanto gli esseri umani. I flussi migratori e lo scambio di beni nel tempo della globalità portano con sé anche una diffusione, senza precedenti, di varietà animali (e non solo). Inedite possibilità di migrare e colonizzare altri ambienti si sono aperte a specie che da epoche remote hanno popolato stabilmente specifiche zone del pianeta. Tant’è che ormai è esperienza comune anche nel nostro territorio incontrare animali mai visti prima.

È capitato a tutti di vedere uno scoiattolo grigio arrampicarsi sull’albero del giardino sotto casa, o imbattersi sul ciglio erboso di una strada in una nutria dal fare pacioso, intenta a masticare senza posa. La presenza di questi nuovi ospiti, in apparenza innocui, non è però sempre priva di conseguenze problematiche.

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Il famigerato gambero che arriva dalla Louisiana

Per dare un’idea della diffusione delle specie non originarie (chiamate alloctone) prendiamo in esame una delle aree di maggiore concentrazione di biodiversità della nostra zona: il Parco agricolo del Ticinello. Quarto parco di Milano per estensione, i suoi 88 ettari offrono rifugio a una notevolissima varietà di specie animali che per anni sono state oggetto di monitoraggio e di studio da parte dell’Associazione Fauna Viva. Le osservazioni condotte dagli esperti dell’associazione hanno permesso di individuare un certo numero di animali non originari del luogo. Tra questi si annovera il famigerato gambero rosso della Louisiana (Procambarus Klarkii). Originaria del sud degli Stati Uniti, questa specie è stata introdotta in Europa a partire dagli anni Settanta principalmente per scopi alimentari e di acquacoltura.

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Molti esemplari sono fuggiti dagli allevamenti a causa di piene, scarsa manutenzione o negligenza. Altri sono stati rilasciati intenzionalmente in fiumi e laghi per la pesca sportiva o per ripopolare ambienti acquatici. La sua capacità di adattamento l’ha reso rapidamente protagonista di una vera invasione dei nostri corsi d’acqua. Vorace predatore, mette rapidamente a rischio le specie indigene. Conterranea del gambero rosso, la testuggine palustre dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans), è anch’essa presente nel Ticinello e nei derivati canali d’irrigazione. Vorace predatrice, si nutre di crostacei, pesci, anfibi, uccelli e insetti acquatici. La sua presenza mette a rischio la sopravvivenza soprattutto di anfibi e odonati (libellule).

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Tra gli uccelli alloctoni si conta l’ibis sacro (Threskiornis aethiopicus): corpo biancastro, coda e testa neri e un grande becco ricurvo. Originario dell’Africa subsahariana, predilige paludi e acquitrini. Non è quindi sorprendente che sia presente, in pianta ormai stabile, in quelle ordinate paludi a monocoltura che sono le risaie. Nell’antico Egitto incarnava Thot, dio della saggezza, della conoscenza, della scrittura, della matematica e della geometria: una figura antropomorfa con la testa di ibis. Altro volatile alieno ormai stabilmente presente è il parrocchetto dal collare (Psittacula krameri).

Dal pappagallino tropicale alle libellule e farfalle africane

Di colore verde, questo pappagallino originario delle zone tropicali e sub-tropicali africane ed asiatiche, frequenta parchi urbani e zone verdi suburbane. Persino tra le molte specie di libellule del Ticinello (ne sono state monitorate 26) ve n’è una alloctona. Dal monumentale nome di obelisco violetto (Trithémis annelè), è di origine africana e predilige le acque stagnanti o con corrente a bassa intensità. Il maschio sfoggia un addome color violetto metallico, le femmine marrone chiaro. Anche tra le 31 specie di farfalle censite, la licenide di Marshall (Cacyreus marshalli) è alloctona. Originaria dell’Africa meridionale, marrone e di piccole dimensioni, vive l’aggressività.

Inoltre è un vorace divoratore (mangia nove volte più cibo degli scoiattoli rossi) delle gemme e delle cortecce degli alberi, mettendone a repentaglio salute e stabilità. Si considerano a rischio le zone alberate in cui gli scoiattoli grigi raggiungono i cinque esemplari per ettaro. La nutria (Myocastor coypus) detta anche castoro di palude o castorino, è un roditore originario del Sud America. Introdotto in Italia per la sua pelliccia, si è notevolmente diffuso in molte regioni. Scava tane che rendono instabili le rive dei corsi d’acqua, danneggiando i sistemi di irrigazione, senza risparmiare le colture, risaie comprese. A conclusione di questo nostro resoconto delle specie alloctone del Parco del Ticinello, riproduciamo un passo della relazione finale dello studio Milano città di campagna – La Valle del Ticinello, condotto dall’associazione Fauna Viva.

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“Sul tema delle specie alloctone si gioca una partita molto importante che interessa l’aspetto di educazione della cittadinanza alla conoscenza e al rispetto della natura attraverso l’adozione di buone pratiche. Gran parte delle specie alloctone infatti viene rilasciata volontariamente in natura da persone per nulla consce degli effetti di tale azione sulla conservazione di interi ecosistemi. Su questo tema bisognerà indirizzare, dunque, parte delle azioni di comunicazione e disseminazione dei contenuti progettuali”. nelle aree verdi urbane e suburbane, e nelle campagne. Evita le foreste. Ma la maglia nera degli insetti (e non solo perché è l’ultimo di questo elenco) spetta al coleottero giapponese (Popilia japonica), detto anche scarabeo giapponese.

Come dice il nome, è originario del Giappone, infesta e distrugge tappeti erbosi, piante da frutto, selvatiche e ornamentali: un’autentica sciagura. Per chiudere la rassegna degli animali alloctoni presenti nel Parco Ticinello, torniamo ai primi due con i quali abbiamo iniziato. Lo scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis), è ormai diffuso nei parchi e nelle aree verdi di Milano. La mancanza di antagonisti naturali ha permesso a questa specie invasiva di proliferare a dismisura, soppiantando il locale scoiattolo rosso che ne soffre.

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