Le opere di Prampolini, Mellone e Tadini a San Siro fino al 15 marzo per la mostra speciale San Siro. Luogo di Arte, Cultura e Sport

Di Ernesto Vitale
L’iniziativa sarà parte della più ampia Milano MuseoCity. La manifestazione promossa dal Comune di Milano con l’Associazione MuseoCity ETS, trasformerà l’intera città in un enorme museo diffuso fino al giorno della chiusura dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
La mostra si colloca in un momento cruciale per lo Stadio di San Siro, che nel 2026 celebra il centenario dalla sua inaugurazione e ospita l’apertura della cerimonia dei Giochi Olimpici Invernali. Come spiegano i responsabili del Museo della Stadio di San Siro (300.000 presenze l’anno, secondo sito turistico per visitatori dopo il Duomo), «volevamo celebrare questo passaggio così importante per il Meazza, un luogo simbolico che vive oggi un momento centrale della sua storia, a prescindere da quello che sarà il suo futuro. Per questo abbiamo scelto di essere protagonisti all’interno di MuseoCity, collegandoci a una manifestazione che seguiamo da anni».
Accanto ai cimeli già presenti nel museo, il percorso espositivo si arricchisce di una selezione di opere d’arte con particolare attenzione ai lavori dell’artista e illustratore Dario Mellone, figura centrale nella comunicazione visiva dello sport del secondo Novecento.

Nato a Bologna nel 1929 (è mancato nel 2000) e formatosi a Milano, Mellone avvia la propria attività come illustratore, collaborando con alcune delle principali testate nazionali. Dal 1967 diventa disegnatore ufficiale del Corriere della Sera, affermandosi come uno dei più autorevoli interpreti grafici del racconto sportivo e di cronaca, affiancando a questa attività sport. una costante e personale ricerca pittorica.
Come sottolinea uno dei curatori, Andrea Ciresola, «l’artista Mellone si è occupato di comunicazione visiva dello sport in maniera moderna, quasi anticipando l’idea della graphic novel. Le sue tavole non fermano solo un attimo, ma raccontano una storia in movimento nello spazio di un unico foglio». A questa lettura si affianca il contributo della curatrice Carola Annoni, che evidenzia la complessità della sua figura artistica: «Dario Mellone dimostra come il vignettista possa essere a pieno titolo un artista, capace di cogliere l’attimo più significativo della notizia e, nella pittura, di distaccarsi dalla cronaca per condurci in un mondo onirico e profondamente evocativo».
La mostra nasce inizialmente attorno alla tela futurista Angeli della terra di Enrico Prampolini (1936), opera legata alla prima esposizione internazionale di arte e sport tenutasi a Berlino nello stesso anno. Come spiega lo staff del museo. «Il progetto ha poi assunto una dimensione più ampia grazie all’adesione di numerosi artisti e archivi della rete MuseoCity, trasformandosi in un’esposizione corale e in un titolo completamente nuovo».
L’esposizione comprende infatti opere provenienti da Archivi e Fondazioni d’artista della rete MuseoCity, tra cui appunto la Fondazione Dario Mellone. E poi, l’Archivio Atelier Pharaildis Van Den Boeck, Atelier Mazot Milano, la Casa Museo e Archivio Emilio Tadini, la Collezione Geo Poletti e la Mostra Permanente Carlo Mo, contribuendo a un dialogo articolato tra arte, cultura e sport.

Traversa, poi la linea
Una rete da moviola
Da questo gol-non-gol di Gianni Rivera nacque l’idea di fare della moviola una protagonista della domenica calcistica.
Il pallone era entrato o no? La discussione infervorò prima i giornalisti, poi il pubblico.
Era il derby Inter–Milan del 22 ottobre del 1967, finito 1–1.
