Il mistero della panchina di Esselunga

Una segnalazione per la scomparsa della panchina e la risposta di Esselunga
Esselunga Via Missaglia - giugno 2026 Foto Valeria Venturin
Esselunga Via Missaglia - giugno 2026 Foto Valeria Venturin

A seguito di diverse segnalazioni dei nostri lettori, abbiamo chiesto ad Esselunga in via dei Missaglia che fine ha fatto la panchina che c’era all’ingresso. Per intenderci quella abitualmente utilizzata da diverse persone anziane per una sosta e per una bevanda dal distributore e da un senzatetto, Ivan adottato dal quartiere, di cui abbiamo scritto qualche tempo fa. Al punto vendita non sono stati in grado di rispondere e ci hanno invitato a scrivere addirittura all’ufficio stampa.

Qualche settimana dopo la segnalazione arriva una mail:

“La panchina presente all’ingresso del supermercato di via dei Missaglia è stata rimossa per una verifica della sua stabilità al fine di garantire la sicurezza dei clienti.

Con la consapevolezza che tale elemento rappresenta un servizio apprezzato da molti, in particolare dalle persone anziane che frequentano abitualmente il negozio, al momento si stanno valutando le possibili soluzioni. L’obiettivo è garantire accoglienza ma al tempo stesso sicurezza: non c’è ancora una tempistica certa per l’eventuale reinstallazione della panchina”.

Una risposta che, più che chiarire, sembra riuscire soprattutto a trasformare una semplice panchina in un caso quasi “misterioso” da gestione emergenziale.

Si legge che è stata rimossa “per una verifica della stabilità al fine di garantire la sicurezza dei clienti”: motivazione in sé legittima, certo. Peccato che poi tutto il resto della comunicazione resti sospeso nel vago, come se una panchina fosse un’infrastruttura critica e degna di un cantiere infinito.

Il punto discutibile, però, è la totale assenza di tempi e responsabilità concrete. Si parla di “valutazioni in corso” e di “possibili soluzioni”, ma senza dire nulla su quando chi frequenta il supermercato — soprattutto le persone anziane, che quella panchina la usavano davvero — potrà rivederla al suo posto. Nel frattempo, si resta con un generico richiamo all’“accoglienza”, che suona un po’ stonato quando proprio un elemento base di accoglienza è stato semplicemente tolto senza alternative.

Molta prudenza comunicativa, pochissima sostanza. E una panchina che, da servizio semplice e utile, è diventata improvvisamente un problema senza soluzione né orizzonte temporale.

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