Nuova vita per i Centri Anziani, in Auser da gennaio 2026

Le reti di welfare a supporto dei senior oggi interagiscono fra loro creando notevoli vantaggi per favorire l’invecchiamento attivo e sereno
Gruppo del Centro Anziani Astronave del Municipio 6 in gita a Miasino, Novara.

A gennaio di quest’anno, a Milano, qualcosa è cambiato nel mondo dedicato ai luoghi di incontro per la terza età. Gli ex Centri Socio Culturali e Ricreativi del Comune – per tutti, i “Centri Anziani” – sono entrati a far parte nella rete di Auser Milano, l’Associazione di volontariato e di promozione sociale, costituita nel 1989, impegnata a favorire l’invecchiamento attivo e a far crescere il ruolo dei senior nella società.

L’ingresso di Auser nelle attuali Case di quartiere è il risultato di un percorso lungo, fatto di incontri, confronti e scelte condivise, iniziato nel maggio 2023, quando il Comune ha avviato una grande co-progettazione che ha coinvolto cooperative sociali e tutto il WeMi, il sistema di welfare della città di Milano condiviso e partecipato da tutti. Poi, nel marzo 2025, il CSV, il Centro Servizi Volontariato ha convocato 17 associazioni di secondo livello e il Comune per una serie di riunioni diffuse nei 9 municipi cittadini, guidati dai coordinatori delle Case di quartiere.

È in questo contesto, dopo mesi di lavoro, che la scelta è ricaduta su Auser Milano come nuovo punto di riferimento per gli ex Centri Anziani. «Il nostro percorso è iniziato incontrando a uno a uno i 29 direttivi dei Centri Anziani in assemblee aperte agli iscritti – spiega Anna Maria Antoniolli, presidente di Auser Provinciale Milano –. Perché erano proprio le persone che vivono quotidianamente questi spazi a dover votare l’affiliazione. A dicembre 2025 abbiamo concluso il ciclo di assemblee e, da gennaio 2026, i centri sono entrati ufficialmente nella rete Auser».

L’obiettivo è creare delle nuove comunità, con più vie di accesso e più opportunità. «È un nuovo modo di immaginare i luoghi dedicati agli anziani: non più solo centri, ma vere e proprie Case di quartiere, aperte, vive, connesse. Con responsabilità condivise e reti che si intrecciano», continua la presidente Antoniolli. Per i frequentatori delle Case di quartiere, il vantaggio di fare parte di Auser – la cui tessera annuale costa 20 euro – è poter accedere a una molteplicità di convenzioni, attività e iniziative: dalle gite alle vacanze, dai corsi alle attività più varie, fruendo di una copertura assicurativa. «Oltre ai servizi, Auser mette a disposizione delle Case di quartiere strumenti e supporti concreti – racconta Antoniolli –.

Come il programma per la gestione del libro dei volontari, obbligatorio per legge, e un affiancamento costante sulla contabilità. I nostri referenti aiuteranno presidenti e tesorieri a garantire bilanci corretti e trasparenti». Pur entrando nella rete Auser, i centri continueranno però a mantenere la propria auto nomia organizzativa e gestionale. «A questo scopo, per facilitare però la nuova organizzazione – conclude Antoniolli – stiamo inviando ai centri tutti i contatti delle nostre Ala, le Associazioni Locali Affiliate, che operano direttamente nei quartieri».

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