Il gioco da tavolo è, ancora oggi, un settore a forte prevalenza maschile: sia tra chi lo progetta sia, spesso, nel racconto che se ne fa. “Un gioco da ragazze” nasce per rompere questo schema, dedicando per la prima volta in Italia un’intera installazione al contributo delle donne nella storia del board game — non come parentesi o eccezione, ma come parte costitutiva, e finora poco raccontata, dell’evoluzione del settore. Debutta il 3 e 4 ottobre nell’ex complesso industriale di Morel Milano il COMBO Festival di Pedine, Dadi e Carte, prima edizione di una rassegna dedicata alla cultura del gioco da tavolo e di ruolo, che ospita il progetto tra i suoi contenuti principali.
Il percorso espositivo
Il percorso espositivo presenta il lavoro di quattordici autrici italiane e internazionali, scelte per restituire una linea continua — e finora rimasta in ombra — di presenza femminile nella progettazione ludica, non un elenco di eccezioni isolate. Si parte da Elizabeth Magie Phillips, che nel 1904 brevettò The Landlord’s Game — matrice critica da cui nascerà poi Monopoly — per arrivare a nomi che hanno segnato gli ultimi decenni come Leslie Scott (Jenga) e Susan McKinley Ross (Qwirkle), fino a firme più recenti del panorama internazionale come Elizabeth Hargrave (Wingspan) e le italiane Flaminia Brasini (Lorenzo il Magnifico, Coimbra) e Rosaria Battiato (Bonsai).
Negli spazi dell’ex manifattura tessile riqualificata nel quartiere Garegnano, ogni gioco non viene esposto nella confezione originale ma scomposto nei suoi elementi, per restituire visivamente l’approccio progettuale di ciascuna autrice. Ad accompagnare l’allestimento, i volti delle designer illustrati dalla graphic designer Paola Rondi.

Inaugurazione e talk
L’inaugurazione è fissata per sabato 3 ottobre alle 12, con un talk che vedrà la partecipazione di alcune tra le principali game designer italiane. Tra i promotori del progetto, Cristian Confalonieri ha spiegato che l’obiettivo dell’installazione è mostrare come le autrici coinvolte siano state finora “ai margini del racconto ufficiale” del settore, pur avendo avuto un ruolo decisivo nella sua evoluzione.
Il punto centrale dell’operazione, del resto, è proprio questo: la scelta di non presentare le autrici come un’appendice “in rosa” al racconto ufficiale del game design, ma di riconoscere loro un ruolo strutturale nella storia del medium — dalla critica sociale di Elizabeth Magie Phillips, che già nel 1904 usava il gioco per denunciare le disuguaglianze economiche, fino alla capacità di Elizabeth Hargrave di portare Wingspan a un pubblico internazionale, dimostrando che una sensibilità e uno sguardo diversi possono cambiare le regole di un intero genere.
È la prima volta che questo filo, fatto di autrici spesso rimaste ai margini della narrazione ufficiale, viene reso visibile in una mostra pensata per il grande pubblico.
Le coordinate del Combo Festival
Morel Milano, via Privata Gradisca 18
Sabato 3 ottobre, ore 10.00–23.00 — Domenica 4 ottobre, ore 10.00–18.00
Metro M1 Uruguay, Tram 14
Info: combofestival.it

