Presidente Carapellese: «Sicurezza e rifiuti a Gratosoglio, l’Aler faccia la sua parte»

Intervista a tutto campo al presidente del Municipio 5 Natale Carapellese sulla situazione a Gratosoglio dopo il primo sgombero della Casa dei padri separati
Natale Carapellese, presidente Municipio 5
Natale Carapellese, presidente Municipio 5.

Presidente, completato il primo intervento di sgombero da rifiuti e masserizie alla Casa dei padri separati di Gratosoglio, cosa succede adesso?

«Prima di tutto ci tengo a ringraziare e forze dell’ordine, la Polizia locale, A2a, Amsa e tutti gli operatori per l’intervento dei giorni scorsi. Come Municipio era da tempo che con gli abitanti di Gratosoglio chiedevamo un cambio di passo sul tema della sicurezza e delle occupazioni. Da prima del tragico evento della notte del 13 luglio, ci sono stati diversi incontri in Prefettura a seguito di due esposti che io stesso ho suggerito di presentare ai comitati sorti in quartiere. Ora attendiamo lo sgombero definitivo e la messa in sicurezza dell’immobile, per evitare nuove occupazioni».

Che fine faranno i minori che abitavano nello stabile occupato?

«È stato fatto nei giorni scorsi un censimento dei presenti. Il Comune ha provveduto all’accoglienza in struttura di un nucleo familiare composto da un padre e quattro figli minori. Durante le operazioni di sgombero tre persone sono state denunciate per invasione di terreni o edifici, mentre due stranieri sono stati accompagnati in questura per accertamenti sulla posizione di soggiorno. Le altre persone sono state allontanate».

Casa dei padri separati di Gratosoglio, sgombero rifiuti e masserizie.
Le fasi dello sgombero di rifiuti e masserizie dalla casa dei padri separati occupata a Gratosoglio.

Una volta sgomberato cosa ne sarà della Casa dei padri separati?

«L’immobile è in condizioni pessime e Aler, che è la proprietaria, deve muoversi al più presto prima che vada tutto nel degrado più completo, cercando di cogliere le opportunità che il territorio stesso le offre. Per esempio abbiamo sostenuto come Municipio la possibilità che la Croce Misericordia si insediasse al piano terra dell’edificio, questo avrebbe garantito una sede più opportuna a questa importante realtà di quartiere e un presidio qualificato h24, ma la proposta non è stata presa in considerazione. E poi c’è l’ufficio postale. che dopo aver chiuso per danneggiamenti non è detto che riapra, nonostante le nostre insistenze. Da quello che sappiamo, se non viene garantita la sicurezza e in considerazione dei costi di ristrutturazione che necessita l’attuale sede, questo importante servizio potrebbe spostarsi in un altro luogo nelle vicinanze, lasciando completamente abbondonato l’edificio. Insomma ci vuole un cambio di passo, che è quello che chiediamo da anni».

Come Municipio come intendete muovervi?

«Martedì 28 luglio avremo un Consiglio di Municipio in cui sarà presentata una mozione già protocollata settimane fa, in cui chiediamo al Comune di occuparsi dei minori e dei nuclei famigliari fragili che abitavano nella Casa dei padri separati, ad Aler di riqualificare al più presto l’intero edificio e trovare subito una sua destinazione, anche come residenze, considerata l’emergenza abitativa. Inoltre chiediamo alle istituzioni preposte di impegnarsi a intercettare le marginalità sociali che potrebbero crearsi, come la perdita del lavoro, il disagio abitativo, l’emarginazione sociale e le diseguaglianze in modo da prevenire per tempo l’insorgere ogni criticità».

Cumuli di rifiuti a Gratosoglio.

I problemi di Gratosoglio però non si limitano alla Casa dei padri separati.

«Certamente no e lo sappiamo bene, come Consiglio e come Giunta è sin dall’inizio del mandato che ce ne occupiamo. Il problema principale è che quanto ogni volta viene deciso è poi disatteso. Negli edifici Aler continuano a essere esposti i rifiuti nei giorni e orari sbagliati e a nulla sono valsi gli incontri, i richiami e gli impegni presi perché questa situazione cambi. Amsa passa in continuazione a raccogliere rifiuti, credo che in nessun quartiere a Milano passi con la stessa frequenza, ma senza un impegno nella regolarizzazione nella esposizione dei rifiuti, le cose non cambieranno. Prova ne è che nei caseggiati con l’autogestione, dove l’esposizione viene fatta nei giorni giusti, la situazione è decisamente migliore».

Poi c’è il tema sicurezza.

«Dalla notte del 13 luglio è stato avviato da parte delle forze dell’ordine un piano straordinario di controllo del territorio con presidi mobili che hanno portato a controllare oltre 2.500 persone e circa 260 veicoli, attraverso 40 posti di blocco. Un presidio che chiediamo rimanga almeno fino alla reale messa in sicurezza dell’edificio, dove ricordiamo convivevano delinquenti e prostitute insieme a situazioni di fragilità e bisogno. Compiuto questo passo dovrebbe aumentare il livello di sicurezza in quartiere, stessa cosa ci attendiamo accada con l’altrettanto imminente superamento del campo rom di via Chiesa Rossa, dove ormai la maggioranza dei nuclei familiari abitanti hanno accettato un percorso di accompagnamento in altre situazioni abitative».

Il presidente del Municipio 5 Natale Carapellese.
Il presidente del Municipio 5 Natale Carapellese.

Rimane il problema delle persone che orbitano intorno alla Casa gialla.

«La comunità dei Fratelli di San Francesco per persone senza fissa dimora di via Saponaro fornisce oltre 4.000 pasti al giorno ed è in grado di ospitare a dormire circa 450 persone, molte di quelle che non trovano posto nel dormitorio rimangono in giro nel quartiere, e questo è un grosso problema. Abbiamo iniziato ad affrontarlo qualche anno fa, ma è molto complesso da risolvere, perché si intrecciano questioni che attengono alla sicurezza, umanitarie e di carattere giuridico, che vanno oltre le competenze locali. Sono però convinto che con il superamento del campo rom di via Chiesa Rossa e se Aler recupera velocemente la ex Casa dei padri separati e finalmente obbliga le aziende che si occupano dei conferimento dei rifiuti a farlo correttamente, la situazione a Gratosoglio migliorerà in modo significativo. Dal canto nostro, come Municipio, continueremo a chiedere, insistentemente che questo avvenga prima possibile».

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