Sul trenino degli Umarell alla scoperta delle risaie di Milano

A pochi minuti dal centro di Milano ci sono risaie ancora coltivate, cascine e una piccola chiesa. Una realtà che, come molti altri partecipanti, ho scoperto salendo sul Trenino degli Umarell, l'iniziativa organizzata dal Municipio 6

Nelle giornate del 27 e 28 giugno il trenino ha accompagnato oltre 300 persone in un itinerario di circa un’ora e mezza, con quattro corse al giorno, dalle 17 alle 21.30, e partenze dalla Barona e dal Giambellino. Il percorso attraversa rogge, risaie allagate e cascine ancora in attività, entrando in un paesaggio agricolo che sorprende per la sua vitalità. Qui si coltivano varietà di riso come Carnaroli e Arborio, acquistabili anche in alcuni supermercati e nella bottega della Cascina Battivacco.

Il nome “Trenino degli Umarell” arriva dalle prime visite organizzate dal Municipio 6 ai cantieri del quartiere, ispirandosi all’ormai iconica figura dei pensionati che osservano i lavori in corso. Dopo un primo fine settimana dedicato alla storia del territorio, questa volta il trenino ha accompagnato i cittadini alla scoperta delle risaie e delle aziende agricole ancora attive.

A guidare il nostro gruppo è Andrea Giussani, tra i fondatori dell’Associazione Parco delle Risaie.

«L’associazione – ci spiega – è nata nel 2008 dall’incontro tra alcuni residenti della Barona e gli agricoltori della zona. Ci univa il desiderio di conservare e valorizzare quest’area agricola urbana, un bene comune che meritava di essere conosciuto. Organizziamo visite guidate durante tutto l’anno e abbiamo accolto con piacere l’invito del Municipio 6 perché crediamo che questo patrimonio debba essere raccontato ai cittadini».

Seduto accanto all’autista, che si destreggia nel traffico cittadino annunciando il passaggio del trenino con il suono della tromba, Giussani, microfono alla mano, racconta con entusiasmo quello che vediamo lungo il percorso: la storia delle cascine, il lavoro degli agricoltori, il sistema delle rogge e il valore di un territorio vivace e produttivo. Il viaggio attraversa un paesaggio che cambia rapidamente: dalle strade del quartiere si arriva alle rogge, alle risaie e alle cascine San Marco e Battivacco, ancora oggi aziende agricole attive, fino alla piccola chiesa di San Marchetto, che sembra sorgere nel mezzo dei campi.


La piccola chiesa, detta anche San Marco al Bosco è normalmente chiusa e apre solo una volta all’anno, a settembre, in occasione della tradizionale processione.
È stato un privilegio poterla visitare: non è un capolavoro architettonico, ma racconta la semplicità e la devozione di chi l’ha costruita. La tradizione racconta che fu costruita dai contadini dopo il ritrovamento, durante il lavoro nei campi, di una croce di legno interpretata come un segno di buon auspicio.

Poco distante, sulla Cascina San Marco, un affresco della Madonna delle Risaie ricorda ancora oggi il profondo legame tra il lavoro della terra e la devozione popolare.

Il trenino inizia la corsa verso il ritorno, mentre il sole tramonta su questi spazi verdi che a settembre, quando il riso verrà raccolto, si trasformeranno in distese di acqua.
In lontananza si vedono i grattacieli della metropoli, mentre le rane sono nel pieno del loro concerto serale. Si scende dal treno sorridenti e mentre il prossimo gruppo attende di salire.

«Abbiamo posticipato gli orari per via del caldo e il trenino era sempre pieno», spiega Fabrizio Delfini, assessore all’Urbanistica, Mobilità, Verde, Commercio e Sicurezza del Municipio 6. «Dopo il tour dedicato alla storia della zona, abbiamo scelto di accompagnare i cittadini alla scoperta delle risaie e delle aziende agricole ancora attive. C’è stata tanta sorpresa e meraviglia: molti non immaginavano che a pochi chilometri da casa esistessero luoghi come questi. L’obiettivo è proprio aiutare i residenti a conoscere e apprezzare il territorio in cui vivono. Perché la bellezza non è soltanto nel centro di Milano: spesso è molto più vicina di quanto pensiamo».

Ultimi articoli