Ecco Lucinda Williams: la tempra d’acciaio di un’icona senza tempo

Nonostante i noti problemi di salute, Lucinda Williams non molla e ritorna, con notevole grinta, con un altro eccellente album che, attraverso un solido, vibrante e a tratti anche duro rock.

L’artista lancia il suo grido contro la piega che sta prendendo il suo Paese con questa amministrazione, le guerre, gli orrori e le ingiustizie del mondo attuale. Nell’album ci sono dieci brani, a partire dall’iniziale title-track World’s Gone Wrong, che fin dal titolo marca il mood dell’opera: racconta infatti la dura vita e le difficoltà economiche di una coppia della working class.

Qui la graffiante voce di Lucinda Williams è affiancata nel ritornello da Brittney Spencer, promessa del country, presente anche nel successivo e cupo brano Something’s Gotta Give, in cui “troppa pioggia, troppi sforzi, troppi dolori” ci affliggono. La deliziosa ed emozionante ballata Low Life invita alla fuga dalla cruda realtà attraverso la musica di un jukebox.

Da segnalare la riuscita cover del brano di Bob Marley, So Much Trouble In The World, che vede la straordinaria presenza di Mavis Staples duettare con Lucinda. Black Tears è invece un puro blues che all’ascoltatore chiede questo: quanto ha imparato l’essere umano dai propri errori? Freedom Speaks, infine, è un invito a non rimanere passivi e rassegnati contro le ingiustizie. Le liriche sono sempre ispirate dalle attuali situazioni; lo spirito ribelle e la musica lasciano sempre il segno, e il risultato è un album tra i migliori di questa grande artista americana, sempre in prima linea.

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