Segreti ed emozioni dietro le quinte di Zelig 30

Dopo le prime due puntate Michele Mozzati ci racconta la storia del programma comico più longevo della Tv italiana, che in queste settimane festeggia il trentennale con un’edizione straordinaria condotta da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada Michele Mozzati che, con Gino e Giancarlo Bozzo, è il p...
Gino, Michele e Giancarlo Bozzo.

Dopo le prime due puntate Michele Mozzati ci racconta la storia del programma comico più longevo della Tv italiana, che in queste settimane festeggia il trentennale con un’edizione straordinaria condotta da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada

Gino, Michele e Giancarlo Bozzo.
Gino, Michele e Giancarlo Bozzo.

Michele Mozzati che, con Gino e Giancarlo Bozzo, è il papà di Zelig, ci racconta le storie e l’emozione di rivedere gli artisti protagonisti del comic show più longevo della televisione italiana (150 puntate in prima serata, 120 in seconda serata, oltre 500 ore di registrazione), che festeggia in queste settimane i suoi primi trent’anni. Quattro puntate – le prossime il 26 gennaio e il 2 febbraio – in prima serata su Canale 5, con al timone la storica coppia formata da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada e sul palco superstar della comicità italiana – Aldo Giovanni e Giacomo, Mr Forest, Raul Cremona, Geppi Cucciari, Teresa Mannino, Katia Follesa, Valeria Graci, Ale e Franz, Cochi Ponzoni – accompagnati dalle iconiche band di Roy Paci e gli Aretuska, Elio e le Storie Tese, e Paolo Jannacci band.

Michele, Zelig 30 anni, divertimento ma anche un’emozione forte per gli spettatori che da anni lo seguono. E per gli autori?

«Per gli autori è un’emozione ancor più forte degli spettatori. Intorno a Zelig è nata una comunità di persone che stanno bene insieme, di mal tra insema, di amici che lavorano e si divertono. Abbiamo iniziato nell’86 con il locale omonimo che abbiamo creato in viale Monza 140. La versione televisiva che stiamo in queste settimane celebrando nasce 10 anni dopo, nel ’96 per celebrare il locale di viale Monza. Quindi è 40 anni che siamo insieme… una vita di risate e amicizia». 

In ogni momento del programma si vede che c’è il piacere di stare insieme, di festeggiare e ricordare. Geppi per esempio è stata commovente …

«Il monologo di Geppi ci ha colpito particolarmente. La sua carriera è nata a Zelig, arrivò dalla Sardegna a inizio anni Duemila. Un po’ timorosa con mille incertezze, come hanno tutti i debuttanti. Le abbiamo dato subito credito perché si capiva che era una comica di razza, come era evidente che era una donna colta, attenta e sensibile. Qualità che sta dimostrando ampiamente col lavoro che fa, il successo che sta avendo e l’intelligenza con cui lo gestisce».

Come si gestisce il successo?

«Geppi è riuscita a fare quello che per i comici è molto difficile, cioè essere credibili in altri contesti dello spettacolo. C’è riuscita perché si è proposta in modi nuovi, senza mai perdere il filo della propria storia, rimanendo attaccata alle proprie radici, cosa che in generale penso sia un obbligo etico verso noi stessi e verso il mondo. Quando è venuta era veramente commossa, tanto che ha commosso anche noi».

Commossi anche Bisio e Incontrada, che sembrano due fratelli tale è l’affiatamento.

«Sono anche un po’ nostri fratellini e le sorelline. Perché il gruppo è molto vivo, profondo, affettuoso, abbiamo spesso anche condiviso le nostre giornate e le nostre vacanze insieme, per cui fanno parte della nostra vita e noi facciamo un po’ parte della loro. Claudio lo conosciamo addirittura dai tempi dell’Elfo. In trasmissione conducono lo spettacolo con grande naturalezza, facendo da spalla e gestendo comici molto diversi tra loro. Un lavoro difficilissimo, che fanno in modo unico. Bello, bellissimo».

Claudio Bisio e Vanessa Incontrada.
Claudio Bisio e Vanessa Incontrada. Foto di Marina Alessi.

Zelig è stata una fucina di successi.

«Abbiamo perso il conto di quanti comici sono passato sui nostri palcoscenici: mi pare siano oltre duecento. Spesso esordienti e non avvezzi al successo, che per alcuni è stato travolgente. Questo è il momento più delicato per un comico perché deve subito imparare a gestirlo. I nostri amici più grandi, come Iannacci e Beppe Viola, dicevano che il successo è come una tramvata: la gente ti riconosce, tutti ti cercano, la vita cambia».

E quale è in vostro consiglio in questi casi?

«Di non montarsi la testa, di continuare a fare le stesse cose, ma allo stesso tempo di non sedersi mai, di mantenere la curiosità, la voglia di capire cosa stai facendo e di far ridere la gente. Per esempio raccontandosi e raccontando esperienze, in modo che gli spettatori si riconoscano. Sostanzialmente siamo da un lato protettivi, dall’altro stimolanti. Per usare un’immagine un po’ così – e scoppia una risata – direi che siamo come i preservativi, talvolta stimolanti, altre ritardanti».

Un po’ preservativi ma un po’ anche maieutici…

«Se vogliamo essere un po’ sofisticati, direi di sì. Aiutiamo gli artisti a manifestare il loro talento, insieme anche ad altri autori, che intervengono direttamente a costruire o modificare i testi in funzione della trasmissione o dello spettacolo teatrale o cabarettistico che stanno preparando».

Tornando a Zelig 30, avete avuto difficoltà a rintracciare tutte queste persone?

«Devo dire che hanno risposto quasi tutti con grande entusiasmo. Alcuni non sono riusciti a causa di impegni. Per esempio Checco Zalone, ci ha spiegato che per lui in questo momento è difficile gestire insieme al successo del film anche una presenza televisiva. Per usare la metafora del tram, lui di tramvate ne ha prese cento e tutte insieme».

Checco Zalone ha praticamente esordito a Zelig.

«Luca Medici, che è il vero nome di Checco Zalone, è diventato famoso con Zelig. Era un musicista cabarettista che si esibiva a Bari. Ci venne segnalato da Giancarlo Bozzo, che insieme a me e Gino è parte del trio di autori di Zelig. L’abbiamo quindi chiamato per un provino e abbiamo capito che era un fuoriclasse nel suo genere. Soprattutto che era anomalo anche per noi. A quel punto l’abbiamo voluto, è iniziata la sua avventura e sono arrivati i film di successo».

Non sono pochi gli artisti passati per Zelig che hanno recitato in film di successo.

«Gli artisti di Zelig sono presenti, se non sbaglio, in 7 su 10 dei maggiori incassi della storia del cinema italiano. Oltre a Checco Zalone, ci sono Claudio Bisio, Aldo Giovanni e Giacomo, Antonio Albanese, Paola Cortellesi tanto per citarne alcuni».

Mancano due puntate alla fine di Zelig 30, chi vedremo ancora?

«Nelle prossime puntate, avremo intanto tre meravigliose comiche che hanno debuttato da noi e che ci hanno fatto ridere moltissimo. Una è Teresa Mannino, e le altre due sono Katia e Valeria, che torneranno a fare le Miss Italia. Poi avremo i grandi, come dire, i grandi monologhisti, come Ornano, Vergassola e Lastrico, Cevoli e molti altri».

Dopo Zelig 30 cosa succederà?

«Riprende Zelig on su Italia 1, partito a novembre e interrottosi in queste settimane, per non sovrapporsi a Zelig 30. È un bel programma curato da Giancarlo Bozzo che si occupa da sempre dei debuttanti. Per il resto di idee ne abbiamo molte: vedremo. Intanto godiamoci le prossime due puntate che, come detto, riserveranno molte sorprese».

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