Gratosoglio abbiamo un problema. Oltre alla questione sicurezza, alla Casa dei padri separati di via Saponaro che continua a essere occupata da spacciatori e disperati, agli uffici postali e negozi che chiudono, alla questione mai risolta della spazzatura per strada e delle case Aler occupate e diroccate, in questi ultimi mesi voci e indizi sempre più insistenti e accreditati dicono che alla ex Cederna potrebbe atterrare un data center. Facendo così tramontare definitivamente le ipotesi, che si sono rincorse in questi anni, dell’esistenza di progetti per trasformare l’area in un nuovo comparto residenziale.
Le dimensioni dell’area
La trattativa tra la Tmr, proprietaria dell’ex cotonificio che ha chiuso definitivamente i battenti nel 2020, e un fondo straniero specializzato nell’acquisto di aree su cui far sorgere queste fabbriche di informazioni digitali, è in fase avanzata. Se l’affare andasse in porto, considerato che l’area interessata misura 30mila metri quadri, corrispondente a più di un decimo della superficie di Gratosoglio, il data center che verrà realizzato sarebbe di media grandezza, come quello da 60 Mw che sarà costruito a Opera, ma si candiderebbe a diventare uno dei più grandi, se non il più grande di Milano.
L’impatto ambientale
Se così fosse l’impatto in termini di calore e rumore, essendo posto tra il quartiere e il Lambro meridionale, quindi vicinissimo alle abitazioni, potrebbe essere molto forte, se non mitigato adeguatamente. Così come l’inquinamento provocato dai generatori e dal traffico veicolare, al punto da far rimpiangere le occupazioni e gli schiamazzi degli ultimi anni che provenivano dalla ex Cederna abbandonata.
La trattativa
Nelle prossime settimane se non ci saranno vincoli di carattere urbanistico, ambientale o politico, che lo impediranno, sapremo se la vendita dell’area verrà perfezionata. Per quanto ci riguarda impianti di quel genere non dovrebbero mai sorgere vicino alle case.

