La M6 partirà – idealmente – per la sua prima corsa ufficiale il 24 ottobre, dalla palazzina Appiani, al Parco Sempione. È questa infatti la data del primo appuntamento del percorso partecipativo, presentato ieri ai Mobidays dal Comune, per coinvolgere i milanesi nella decisione su quale sarà il tracciato della futura Linea Rosa. Durante l’incontro di fine ottobre l’assessora alla Partecipazione Gaia Romani e alla Mobilità Arianna Censi, insieme ai tecnici MM e Poliedra – Politecnico di Milano, Ascolto Attivo e Left Loft, il gruppo di soggetti scelto per gestire il processo il partecipazione, illustreranno nel dettaglio come e dove si svolgeranno i successivi incontri con la città.
«L’ascolto e il coinvolgimento dei cittadini sin dalle prima fasi nel processo decisionale della M6 è una sfida per tutti – ha spiegato l’assessora Gaia Romani – la politica davvero non ha ancora preso una decisione su quale tra i tracciati possibili iniziare a lavorare per preparare il Progetto Fattibilità Tecnica Economica da inviare al ministero, e quindi chiede alla cittadinanza, in modo molto aperto e trasparente, questi sono i tracciati possibili, diteci la vostra così noi la portiamo al tavolo della decisione».


I tracciati: la circle line e i prolungamenti delle linee esistenti
I tracciati che saranno sottoposti ai cittadini sono sostanzialmente due: «Il lavoro di analisi dei tracciati fatto è stato enorme – ha proseguito Romani -. I tecnici hanno preso in considerazione 50 scenari possibili, esaminando per ogni tracciato impatto sulla mobilità, fattibilità tecnica ed economica. Da questa selezione sono emerse due macro ipotesi: la grande linea circolare che gira intorno alla città, incrociando tutte le linee di metropolitana, nelle sue diverse declinazioni più o meno distanti dal centro; e le diverse ipotesi di prolungamento delle linee esistenti, con una nuova metropolitana». Di ognuna delle ipotesi di tracciato scelte e di ogni possibile percorso saranno esposti i vantaggi e gli svantaggi, termini di impatto sulla mobilità cittadina, costi e tempi di realizzazione.

Il percorso partecipativo: previsti 12 incontri
Il processo partecipativo durerà 6 mesi, da ottobre a marzo 2027, e si svolgerà in almeno 12 incontri «strutturati come workshop per parlare a pubblici diversi: cittadini, stakeholder, università, mondo del lavoro, studenti, stranieri, chi si occupa del mondo della mobilità. Agli incontri fisici affiancheremo altre modalità, per esempio utilizzando i Kit partecipazione di Moves, che consentono di organizzare incontri digitali in autonomia, per raccogliere idee e suggerimenti. Ai cittadini e a tutti i soggetti economici, sociali e culturali che vivono la città, chiediamo di uscire dalla dinamica del derby sui tracciati, per ragionare con il Comune su cosa è meglio per la metropoli nel suo complesso, per la Milano del futuro». Il risultato del processo di partecipativo sarà un documento in cui saranno evidenziate le principali richieste, esigenze e considerazioni provenienti dalla città riguardo mobilità e i tracciati.
La scelta e le fasi successive
Tutto questo, insieme al lavoro tecnico di MM, arriverà sul tavolo della Giunta in primavera, che a questo punto sceglierà il tracciato e inizierà a lavorare alla stesura del Pfte (Progetto Fattibilità Tecnica Economica) da inviare al ministero delle Infrastrutture. «Consegneremo alla prossima giunta i risultati di un percorso avviato e condiviso con la città. Non sappiamo se chi verrà dopo di noi sarà in grado o desidererà portarlo avanti in questo modo, noi chiaramente speriamo di sì, come speriamo che la cittadinanza lo sposi e quindi in qualche modo pretenda che venga portato avanti, perché una volta definito il tracciato, il processo di coinvolgimento della città potrà essere su come e dove realizzare ogni fermata, escluse quelle che incrociano le altre metropolitane e le linee di forza».
«È un processo complesso e ambizioso, sappiamo che in molte città europee – ha concluso l’assessora Gaia Romani – il coinvolgimento della cittadinanza è ormai quasi uno standard nella realizzazione delle grandi opere di trasporto. Per questo, l’avvio di un percorso partecipativo sulla M6 assume un’importanza particolare. È infatti la prima volta che l’Amministrazione investe concretamente nell’ascolto e nel confronto con i cittadini per la realizzazione di una grande opera infrastrutturale nel campo della mobilità, come una metropolitana. Siamo certi che sarà un’occasione preziosa di incontro e, soprattutto, un passo importante nel percorso di amministrazione condivisa verso il quale ci siamo impegnati».

