di Emilia Flocchini
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Da lunedì 27 luglio, fuori dal civico 15 di via Lazzaro Papi, è presente una targa che recita: «Qui dimorò e operò Marcello Candia, imprenditore illuminato, servo di Dio – servo dei poveri», accompagnata dagli anni di nascita e di morte, 1916 e 1983. Candia, infatti, pur essendo nato a Portici (Napoli) il 27 luglio di centodieci anni fa, è vissuto per gran parte della vita nel quartiere di Porta Romana.
Sin da giovane, però, si è mosso ben oltre i confini di una casa benestante: stimolato in particolare dalla madre, ha frequentato varie organizzazioni caritative milanesi, pur senza legarsi definitivamente a nessuna di esse. L’approdo al mondo missionario e la partenza per Macapá, nello Stato brasiliano dell’Amapá, lo ha portato a dare un nuovo senso al bene che sentiva di aver ricevuto. Da vent’anni la sua tomba si trova nella chiesa degli Angeli Custodi, in via Pietro Colletta 21, la parrocchia che Candia ha frequentato sin dalla fondazione, quando rientrava in Italia.
La Messa nella parrocchia degli Angeli Custodi

Proprio lì, alle 18 di ieri, si è tenuta una Messa in suo ricordo, presieduta da monsignor Ivano Valagussa, Vicario episcopale per la Formazione del Clero dell’arcidiocesi di Milano, concelebrata da don Michele di Nunzio, parroco appunto degli Angeli Custodi.
Nel suo saluto iniziale, quest’ultimo si è meravigliato di vedere la chiesa più affollata di quello che pensasse, tenuto conto del caldo di questi giorni: lo ha colto come un segno del fatto che la comunità parrocchiale voleva rendere grazie «per questa figura che ha declinato il Vangelo in maniera estremamente milanese».
Monsignor Valagussa ha ricambiato con un ricordo personale: quand’era seminarista di quarta ginnasio, aveva ascoltato una sua testimonianza, restando colpito dal suo atteggiamento signorile, ma ancora di più dalle parole che aveva pronunciato.
Nell’omelia, invece, ha precisato che Marcello ha vissuto fino in fondo la sua vocazione in un tempo di profonda trasformazione culturale, «mostrando che lavoro, tecnica, iniziativa imprenditoriale sono luoghi in cui il cristiano è chiamato a proteggere la dignità della persona e il bene comune». Per riuscire a far questo, però, lui aveva un segreto: ogni mattina, prima di andare alla sede della fabbrica di anidride carbonica ereditata dal padre Camillo (la filiale napoletana era praticamente nata con lui: ecco perché non è venuto alla luce a Milano), partecipava alla Messa.
L’inaugurazione della targa in via Papi
Proprio all’uscita di quella che era stata la sua casa milanese, terminata la celebrazione in chiesa, si è tenuto lo scoprimento della targa.

Alberto Scotti, responsabile della Commissione Cultura della parrocchia degli Angeli Custodi, ha ringraziato ufficialmente quanti si sono adoperati per questo evento: monsignor Valagussa in rappresentanza dell’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini (che, come ricordato nell’omelia, in questi giorni ha visitato proprio i missionari ambrosiani a Macapá), quindi l’Associazione Culturale Marcello Candia, di cui Scotti stesso è segretario: nata il 16 luglio 2026, ha lo scopo di valorizzare la sua storia sul piano culturale e spirituale.
Il suo ringraziamento è andato anche a Roberta Osculati, vicepresidente del Consiglio Comunale di Milano, e a Giacomo Perego, assessore alla Cultura del Municipio 4. Erano presenti anche Alessandra Capè, presidente della Fondazione Candia, che coordina le opere a suo nome in Brasile, Massimiliano Finazzer Flory, che sta scrivendo un monologo ispirato proprio alla sua storia, e i nipoti Bice e Daniele.
Segno che le scelte quotidiane fanno la differenza
Secondo Perego, che è anche parrocchiano degli Angeli Custodi e ammiratore della persona di Candia, lo «spirito autenticamente ambrosiano di questa città, che lo ha portato dall’altra parte del mondo, è un motivo ispiratore per tanti e per tutta Milano, di questa filantropia ambrosiana che tradizionalmente abitava dalle nostre parti».
Osculati, da parte sua, ha volentieri accettato di offrire la Sala Alessi del Comune di Milano per il convegno del prossimo 23 ottobre, organizzato da Arcidiocesi di Milano e Fondazione Candia con il contributo dell’amministrazione comunale, per additare alla città l’esempio di questo imprenditore.

Sull’inaugurazione della targa, ha aggiunto: «Il fatto di scoprire una targa in una via, quindi presso una casa, dove si è giocata la sua quotidianità, ci ricorda proprio questo: che nella vita di tutti i giorni ciò che può fare la differenza sono le scelte quotidiane, i passi quotidiani, entrare e uscire da questo portone che ha permesso di maturare certe prospettive e certi orizzonti e di poter fare anche certe scelte. Quindi lo portiamo con noi davvero come esempio di una cittadinanza attiva, responsabile, capace di cercare di fare il bene e di operarlo per i vicini e anche per i lontani».

