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Sport – Intervista a Gianluca Carusi, vicepresidente del Barona Sporting 1971
L’ultima scuola calcio ha fatto giocare 400 pulcini fra 5 e 11 anni. «Il movimento calcistico deve ripartire dai bambini, mettendo al centro il divertimento e il rinnovamento delle strutture»
La società sportiva dilettantistica Barona Sporting 1971 è la più importante nel quartiere S. Ambrogio 1.
Club storico e in pieno sviluppo, ha intrapreso in questi mesi un percorso che porterà entro ottobre al completo rinnovo del centro di via San Paolino, dove già giocano 12 squadre, divise tra agonistico e preagonistico, che partecipano a 8 categorie, dagli Under 14 all’Eccellenza. Su questi campi iniziano a tirare calci al pallone anche le ragazze, ma soprattutto hanno giocato all’ultima scuola calcio 400 bambini, dai 5 agli 11 anni.
Chi dunque meglio di Gianluca Carusi, vicepresidente della società sportiva dilettantistica Barona Sporting 1971, può spiegarci come tornare a far giocare a calcio i più piccoli.

«I bambini fino ad almeno 10-11 anni devono essere lasciati liberi di esprimersi, provare, fare, divertirsi e muoversi sul campo spontaneamente, in modo imprevedibile e geniale come soltanto loro sanno fare, con l’unico obiettivo del gioco e del divertimento, senza l’assillo del risultato. Solo più avanti, dai 12-13 anni, gradualmente si inseriscono attività più tecniche e tattiche e si inizia a parlare di agonismo, sempre accompagnato dal rispetto dell’avversario e dallo spirito sportivo più autentico».
Oggi il calcio in Italia pare attraversare un forte calo di popolarità. È d’accordo?
«Siamo indubbiamente di fronte a una profonda crisi, che ha allontanato molte famiglie dai campi sportivi sostituendo il gioco libero e spontaneo con un sistema spesso d’élite. Sono convinto si debba ripartire dai più piccoli, lasciando principalmente spazio al gioco e al divertimento. Esiste poi un problema di strutture sportive, spesso vecchie e inadatte, che per essere sistemate non possono prescindere da una forte coinvolgimento di Comune e Regione».

Cosa si deve fare per invertire questa tendenza?
«Purtroppo sono decenni che le nostre istituzioni federali sono in una confusione totale e lo vediamo anche da quanto succede nella nostra nazionale maggiore, che non partecipa al Mondiale da tre edizioni consecutive. Come sistema calcio facciamo fatica a formare giocatori in grado di esprimersi in quella maniera spontanea e geniale che suscita entusiasmo. Sin da piccoli ogni gesto dei nostri giocatori è codificato da tecniche e tattiche, come se si dovessero creare tanti soldatini invece che giocatori in grado di divertire, divertirsi e, in fondo, fare la differenza».
C’è bisogno di una legge che favorisca i concessionari e coloro che intendono investire sullo sport
Il problema degli impianti sportivi come si risolve?
«Il problema di numero e adeguatezza degli impianti a mio parere deve essere affrontato a livello legislativo. Il Parlamento, di concerto con comuni e regioni, e confrontandosi con le federazioni sportive – la Figc, il Comitato Lombardia, la Lega Nazionale – deve riunire tutti intorno a un tavolo per varare una legge quadro che aiuti i concessionari e coloro che vogliono investire nello sport».
La ristrutturazione del centro di via San Paolino si concluderà in ottobre

I lavori per costruire i nuovi impianti a che punto sono?
«Dopo tanti mesi di confronto, siamo riusciti a trovare un accordo con il Comune di Milano e presentare un nuovo progetto, che risolve una situazione legata alla decadenza della vecchia convezione, con un impegno economico che sfiorerà i 700mila euro. Diciamo che, se tutto va per il verso giusto, tra la fine di agosto e la metà di ottobre dovremmo riuscire ad avere un centro nuovo al 90% con la realizzazione delle nuove strutture, gli spogliatoi, la segreteria, gli uffici, la tribuna, la nuova club house con il bar e il ristorante annesso».
Nel frattempo le partite in casa della prossima stagione le dovrete giocare in trasferta?
«No, riusciremo a giocarle in casa, perché utilizzeremo fino all’ultimo gli spogliatoi che sono ancora esistenti al centro sportivo, giocando sui nostri campi la Coppa Italia del campionato d’Eccellenza, che inizia a fine agosto. Quando inizieranno alla metà di ottobre i campionati e le attività sportive anche ragazzi e i bambini giocheranno sui nostri campi. Insomma ci vorrà ancora un po’ di pazienza, ma alla fine avremo un centro bellissimo e funzionale».


