Oltre la solitudine: la rete umana che unisce gli antieroi del nostro tempo

Un percorso attraverso le città dell’autostrada del Sole: Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli

Un viaggio nella quotidianità di cinque uomini che vivono la condizione e le contraddizioni del nostro tempo, sono le storie raccontate con uno stile leggero ed ironico da Agnese Manzo, nel libro Uomini soli.

I protagonisti di questi racconti sono veri e propri “antieroi”, perseguitati da un malessere esistenziale che li cristallizza in rituali monotoni, portandoli a chiudersi in sé stessi e a isolarsi progressivamente, a vivere in solitudine, appunto… (nella narrazione è interessante come lo sguardo al maschile venga messo a confronto con la dimensione femminile, creando un’interazione che anima ulteriormente queste storie).

Le vicende si svolgono in piena estate e, solo apparentemente disgiunte, in realtà narrano vicende familiari tra loro intrecciate, quasi a dimostrare che la vita delle persone è, nonostante tutto, unita da legami insondabili, inaspettati per il lettore che, pagina dopo pagina, ricostruisce una rete umana.Uomini che hanno perso la loro identità e quindi reagiscono, a volte, in maniera irrazionale: ne è l’esempio il caso del fotografo (Federico) che nel suo comportamento dispregiativo e denigratorio verso la compagna, manifesta tutto il suo malessere, le sue incapacità, in una parola, la sua infelicità.

Tutto questo in una realtà che ha cambiato le relazioni, i rapporti di coppia, ha scardinato i “classici ruoli”, lasciando però un vuoto che il singolo individuo fatica a riempire perché la sfiducia nel presente, ma soprattutto nel futuro, lo rende inerte, impotente, senza linfa vitale. Per concludere, l’incipit Beata solitudo, sola beatitudo invocata ripetutamente tra le pagine non può essere considerato la filosofia da perseguire, perché nella solitudine non vi è salvezza.

Agnese Manzo – Uomini soli
Edizioni Scripta Volant
121 pagine, 16 euro

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