Sociale e politica, le passioni di Carlo Marnini

Da oltre trent’anni attivo come imprenditore e nel sociale, crede nel confronto e nella collaborazione per il bene del territorio

Presidente del Rotary Milano Scala, consigliere di opposizione in Municipio 5, Carlo Marnini è un uomo difficilmente inquadrabile, perlomeno con le categorie e gli stereotipi che siamo soliti usare.

Ha un’avviata agenzia immobiliare, fondata nel 1989, ma non sembra il classico venditore di case, il suo look spesso informale sicuramente non è coerente con l’immagine che tutti noi abbiamo di chi si occupa di immobili. Il suo ufficio di via Medeghino è sempre attraversato da mille altre idee e progetti, soprattutto di carattere sociale e politico, perché in effetti questo è quello che gli piace più fare.

Ha iniziato da giovanissimo come ambulanziere della Misericordia fino ad divenirne per 16 anni presidente, dopo averla lasciata ha iniziato a sostenere un numero imprecisato di associazioni, dal calcio al basket, dal sociale al sanitario, fino ad arrivare all’associazione Volontariamente – che in buona parte si sovrappone all’agenzia immobiliare – con la quale mensilmente distribuisce pacchi alimentari e medicinali, raccolti da una rete di aziende del territorio e poi consegnati a chi ha bisogno. Come se queste attività non fossero sufficienti a riempire una giornata, dodici anni fa è diventato membro del Rotary Milano Scala e anche qui, il suo entusiasmo e disponibilità l’hanno portato ai vertici.

Da presidente ha impresso al club della Ruota dentata una forte impronta sociale, sostenendo sempre più iniziative benefiche. Infine e non certo per ordine di importanza, l’attività politica. Fondatore del circolo della Lega Gratosoglio all’inizio degli anni Duemila, dopo un lunga militanza, se ne è allontanato: la sua attenzione al sociale e l’essere poco inquadrabile erano poco adatti per la rigida disciplina del Carroccio.

Dopo un periodo di pausa è approdato a Fratelli d’Italia, si è candidato per il Municipio alle scorse elezioni politiche ed è stato eletto con il numero di preferenze più alto, ex aequo con il collega Daniel Camardo. Nel parlamentino di via Tibaldi è capogrupo, ma continua a essere una specie di mosca bianca, per il suo fare fuori dagli schemi.

Il magazzino di Volontariamente, nei locali dell’agenzia Marnini

Marnini, quale giudizio dà della sua esperienza in Municipio?

«Ho sempre fatto politica dal basso, entrato in Municipio, dopo un periodo di rodaggio necessario per capire come funzionava la macchina amministrativa, ho portato la mia esperienza e soprattutto il mio impegno, a risolvere dove possibile i problemi del nostro territorio e soddisfare i bisogni più urgenti dei cittadini, senza alcuna pregiudiziale rispetto agli schieramenti politici».

Come è stato accolto questo suo modo di fare politica?

«Bene, direi. Le mozioni che ho presentato sono sempre state accolte all’unanimità. Su molti temi soprattutto sociali, collaboro con la giunta e con il consiglio. Sono stato nominato vicepresidente della Commissione Politiche Sociosanitarie, caso credo unico a Milano in cui un membro dell’opposizione diventa vicepresidente, e con la presidente Michelangela Verardi collaboriamo a risolvere i problemi del nostro Municipio. Considero di avere ottimi rapporti con il presidente Natale Carapellese e con il presidente del Consiglio di Municipio Michele Valtorta, come un po’ con tutti i consiglieri con i quali mi confronto spesso».

Mi può fare qualche esempio di questa collaborazione?

«Recentemente mi sono messo a disposizione, relazionandomi con il presidente Carapellese e con tutto il Consiglio, per risolvere il problema della sede della Misericordia, che per fine contratto doveva lasciare la sede storica di via Baroni 48. Abbiamo portato la questione in commissione, fatto un consiglio di Municipio e approvato una mozione in cui chiedevamo al Comune di farsi carico di questo problema.

Non va dimenticato che per Gratosoglio la Misericordia fornisce un servizio essenziale, non solo con le ambulanze, ma anche con servizi di accompagnamento di persone fragili ai posti di cura. Anche con il sostegno del quartiere quindi, siamo arrivati in Consiglio comunale e poi, anche coinvolgendo il collega di partito e consigliere comunale di opposizione Francesco Rocca, siamo arrivati fino all’assessore al Demanio del Comune Emmanuel Conte. Nelle settimane scorse alla Misericordia è stato fatto un contratto per rimanere in via Baroni, un percorso completamente bipartisan di successo di cui sono molto fiero».

A un anno dalle elezioni, qualcuno inizia a fare il suo nome per la candidatura alla presidenza del Municipio 5. È vero?

«A dire il vero nessuno me l’ha chiesto. Nella mia vita però non mi sono mai tirato indietro e se sorgesse l’esigenza lo valuterei». Con quale impostazione politica? «Quella che ho sempre seguito: senza steccati ideologici, con l’unico obiettivo di risolvere i problemi del territorio».

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