Primaria Capponi: «Costruiamo una scuola aperta, inclusiva e vicina alle famiglie»

Primaria Capponi. Dall’inclusione al multilinguismo, dal rapporto con le famiglie all’accoglienza degli studenti: la dirigente Lucia Cavallo, ci rivela la visione educativa che guida il suo lavoro e le priorità della sua scuola.

Dall’inclusione al multilinguismo, dal rapporto con le famiglie all’accoglienza degli studenti neoarrivati: la nuova dirigente Lucia Cavallo ci rivela la visione educativa che guida il suo lavoro e le priorità della sua scuola.

La primaria statale “Gino Capponi” di via Pestalozzi, quartiere Moncucco S. Cristoforo, è al centro di un progetto di rilancio. Lucia Cavallo, da un anno dirigente dell’IC Gino Capponi, mentre ci accompagna a visitare l’istituto, ci mostra con evidente soddisfazione i miglioramenti già realizzati di recente — tra cui il nuovo impianto di riscaldamento e il rinnovamento della palestra e della mensa rese più sicure — e ci parla del suo impegno per una scuola sempre più aperta al territorio e attenta al benessere dei bambini.

Lo splendido murale di Frode dedicato alla natura e all’amicizia sul muro di cinta all’interno del cortile della scuola. Il desiderio della dirigente è quello di aprirlo al pubblico per rafforzare il legame tra scuola e quartiere.

A causa del calo demografico alcune aule oggi sono libere: una parte dell’edificio ospita già l’asilo steineriano “Giro giro tondo”, mentre altri spazi potrebbero essere affidati ad associazioni del quartiere, ci spiega Lucia Cavallo. Tra i prossimi obiettivi intende promuovere una mobilità più sicura davanti alla scuola con il progetto “Piazze Aperte per ogni scuola”, che andrà a completare altre iniziative già attive da tempo. Come il progetto “Scuola senza zaino” che favorisce il senso di comunità e “Nati per Camminare/Massa Marmocchi” che promuove la mobilità sostenibile.

Mentre ammiriamo il murale di Frode nel cortile della scuola dedicato alla natura e all’amicizia, chiediamo alla dirigente quale percorso l’abbia condotta fin qui.

«Arrivo a ruolo di dirigente dopo molti anni nel settore privato, in Italia e all’estero, e successivamente nella scuola. Ho insegnato inglese per vent’anni in diversi istituti, tra cui al Varalli e all’Allende del Municipio 5 (dove è vicepresidente e assessora con delega a Sport, Tempo Libero, Verde – Ndr) e oggi porto nella guida dell’istituto attenzione alla qualità, apertura internazionale e legame tra apprendimento e realtà».

Foto: La dirigente Lucia Cavallo mostra un simbolo della città di Zamora (Spagna), suggello di un progetto Erasmus.

Professoressa Lucia Cavallo, durante la nostra visita dell’istituto, abbiamo notato che lei si rivolgeva in inglese agli alunni. Perché?

«I bambini sono abituati a sentirmi parlare in inglese. Una lingua si apprende davvero quando entra nella quotidianità: per questo promuoviamo il multilinguismo fin dal primo anno e incoraggiamo un uso naturale dell’inglese anche nelle attività di ogni giorno. Internazionalizzazione, orientamento e sviluppo delle competenze sono assi strategici dell’istituto».

Lezione d’inglese: in fondo il TMD Display e a destra la biblioteca

Queste opportunità sono accessibili a tutti gli studenti?

«L’obiettivo è che nessuno resti escluso. Alcune attività sono sostenute dalle famiglie, come il docente madrelingua e il percorso di musica, ma usiamo le risorse disponibili per garantire a tutti la possibilità di partecipare. Il punto è tenere alta la qualità senza rinunciare all’equità».

Che rapporto avete costruito con le famiglie?

«Cerchiamo di essere trasparenti e comunicativi. Regole chiare, informazioni accessibili e una partecipazione attiva dei rappresentanti di classe e del comitato genitori aiutano a prevenire i conflitti e a costruire fiducia. Così la scuola viene percepita come una vera comunità educante, disponibile e accogliente».

Lezione di educazione fisica in lingua inglese in palestra: qui i bambini possono muoversi in sicurezza grazie anche ai profili verdi antiurto posti su tutte le sporgenze (muri, finestre, termosifoni…). Similmente alla sala mensa.

Che tipo di realtà scolastica è quella che dirige?

«È una scuola eterogenea, frequentata da famiglie con retroterra sociali e culturali diversi. C’è chi la sceglie per il metodo educativo, chi per la vicinanza, chi per la qualità dell’offerta. Questa pluralità è una ricchezza, ma chiede di tenere insieme differenze e bisogni senza perdere una direzione comune».

Inclusione è una parola molto usata. Cosa significa concretamente?

«Significa mettere ogni studente nelle condizioni di apprendere al meglio, con percorsi personalizzati, attenzione ai bisogni educativi speciali e un forte lavoro collegiale tra i docenti. L’obiettivo è ridurre i divari e far sentire ciascuno riconosciuto e valorizzato».

Come spiegate ai bambini che non tutti hanno gli stessi bisogni?

«Se si educano fin da piccoli all’inclusione, la differenza viene vissuta come un’attenzione necessaria perché tutti possano stare bene e imparare. Qui la professionalità dei docenti è decisiva: sta a loro trasformare ogni differenza in un’occasione educativa».

Aula del progetto “Scuola senza zaino” basato su concetto di ospitalità, responsabilità e comunità. Tavoli grandi per il lavoro cooperativo; quanto necessario si trova a scuola: quaderni, penne, strumenti didattici. Nella foto gli zaini rossi rimangono sulle sedie.

Quanto conta la preparazione dei docenti, in particolare sul sostegno?

«Conta molto. La richiesta di docenti di sostegno specializzati è ancora superiore alla disponibilità, ma il lavoro di squadra può fare la differenza. Nella primaria il gruppo docente è decisivo: coordina, accompagna e sostiene anche le situazioni più delicate».

Da alcune estati le scuole primarie non chiudono del tutto. La Capponi cosa offre ai suoi alunni e al quartiere durante il periodo estivo?

«Avremo il campus estivo con la società sportiva WeMove, per vacanze all’insegna dello sport non agonistico, orientate al divertimento e all’attività di gruppo. È attivo dalla fine delle lezioni fino alla prima settimana di agosto e poi dall’ultima di agosto fino alle prime settimane di settembre, coprendo così i periodi in cui i genitori sono al lavoro. Inoltre, con i fondi di Piano Estate siamo in grado di offrire a 80 bambini della primaria un camp full immersion in inglese gratuito e un’ulteriore settimana pagamento a discrezione delle famiglie».

Prima di congedarsi, la dirigente ci mostra anche il rifugio sotterraneo realizzato durante la Seconda guerra mondiale che si estende sotto tutta la superficie della scuola. Il suo desiderio è di recuperarlo e renderlo visitabile per rafforzare il legame tra scuola e quartiere. 

Dalle parole di Lucia Cavallo emerge una scuola che punta su qualità, inclusione e apertura, con l’obiettivo di far sentire ogni bambino parte di una comunità.


Apriamo il rifugio sotto la primaria Capponi

La Primaria “Gino Capponi” nasconde nel seminterrato un grande rifugio della Seconda Guerra Mondiale, che si estende sotto tutta la superficie della scuola. La proposta della dirigente Lucia Cavallo è di recuperarlo e renderlo visitabile per un viaggio nella memoria storica del quartiere e della città.

*Testi e foto in collaborazione con Claudio Calerio, collaboratore il SUD Milano



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