L’architetto del silenzio: il ritorno del magnetico Bill Callahan

Bill Callahan vanta una carriera musicale che dura da quasi quarant’anni
Bill Callahan vanta una carriera musicale che dura da quasi quarant’anni
Bill Callahan vanta una carriera musicale che dura da quasi quarant’anni

Partita a fine anni Ottanta con gli Smog, con cui ha pubblicato una ventina tra album ed EP, la sua carriera è proseguita poi con una decina di dischi usciti a suo nome, che lo hanno consacrato come uno dei più talentuosi singer-songwriter in circolazione.

Questo nuovo My Days Of 58 è sicuramente uno dei suoi migliori lavori, in una discografia comunque sempre di alto livello. L’album è composto da dodici brani per quasi un’ora di musica ed è realizzato con il supporto di validissimi musicisti (gli stessi del recente tour con alcune aggiunte). La sua classica scrittura e la sua voce baritonale sono ormai un marchio di fabbrica riconoscibilissimo.

La lunga Why Do Men Sing (quasi sette minuti) è uno splendido inizio con il suo incalzante crescendo, la sua malinconica melodia e le schegge musicali da jam session; And Dream Land offre momenti quasi pop e improvvisazioni a ruota libera. Da segnalare anche Empathy dai profumi folk, la delicata ballata West Texas e i notevoli crescendo di Stepping Out For Air, che dura oltre i sette minuti. Un disco veramente affascinante, ricco di idee, da gustare più volte per cogliere le innumerevoli sfumature musicali.

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