Sarà il corpo, il filo conduttore della rassegna promossa da Atir La prima stella della sera dall’11 al 16 giugno, nel suggestivo giardino della Chiesa di Santa Maria alla Fonte dei Frati Minori Cappuccini, all’interno del Parco della Chiesa Rossa (nella foto in alto uno spettacolo dell’edizione 2025).
Il corpo siamo noi
Spesso si parla del corpo come se fosse qualcosa di estraneo a noi. In realtà, siamo il nostro corpo. È la nostra storia, il filo attraverso cui facciamo esperienza del mondo e riveliamo chi siamo, luogo complesso e stratificato di esperienza, identità e relazione. È fatto di muscoli, ma anche di cervello e cuore, di pensieri e sentimenti, di desideri ed emozioni. E quando il mondo dell’atleta e quello della disabilità si incontrano, diventano un manifesto del potenziale umano, come dimostra il movimento Paralimpico. Entrambi questi corpi sfidano i limiti biologici, sociali e culturali, diventando strumenti di espressione, di superamento e di resilienza.

Le collaborazioni
Oltre alla abituale collaborazione con i Frati Minori Cappuccini, con la Biblioteca Chiesa Rossa e con Progetto Micrô, e il patrocinio del Municipio 5, quest’anno sarà presente, con approfondimenti e incontri, l’associazione Telemaco di Jonas fondata da Massimo Recalcati, ospite d’onore e fiore all’occhiello di questa edizione, che parteciperà con una lectio magistralis dal titolo “Adolescenza, corpo e desiderio” (martedì 16 giugno).

«Guarderemo il corpo per quello che racconta di noi»
«Lo sport, luogo privilegiato in cui il corpo si manifesta con tutta la sua potenza espressiva, sarà il punto di partenza di un percorso che andrà ben oltre la dimensione agonistica», anticipa a il SUD Milano Nadia Fulco, condirettore di Atir. «Sarà un viaggio che invita a guardare il corpo non solo per ciò che può fare, ma soprattutto per ciò che racconta di noi, la nostra storia, le nostre fragilità e la nostra unicità nella sua incredibile complessità». Dalle atlete della ginnastica artistica, simbolo di un corpo prestazionale, disciplinato e apparentemente perfetto – specchio di una società che esalta la performance, l’efficienza e il controllo – lo sguardo si aprirà verso altre narrazioni. «Racconteremo il corpo che sfida e supera i propri limiti, come nella straordinaria vicenda di Walter Bonatti, e il corpo che pur davanti alla disabilità, trova forza e resilienza, attraverso le testimonianze di atleti paralimpici che trasformano ogni gesto in un atto di coraggio e libertà. Infine, ci avvicineremo al corpo come luogo di conoscenza di sé, spazio fragile e profondo in cui prendono forma la cura, le emozioni, il desiderio e la costruzione della propria identità».
Le collaborazioni
Come sempre gli spettacoli saranno l’evento centrale attorno a cui si declineranno attività diverse: le pratiche multisportive e inclusive di Playmore, gli incontri con atleti paralimpici, la mostra “I Giusti nello Sport” a cura della Fondazione Gariwo, momenti di dialogo con studiosi ed esperti . E ancora le sessioni di yoga nel parco, le immancabili risottate di Fra Mauro e dei frati cappuccini, momenti di festa e musica, all’insegna. «Il tutto nel solco che da sempre muove la rassegna: pensare al teatro come spazio di incontro e scambio, capace di contenere sguardi, discipline, istanze diverse. Uno spazio di dialogo per costruire comunità – sottolinea ancora Nadia Fulco – Anche per questo abbiamo scelto di affidare alcune delle consuete “cartoline”, ad apertura degli spettacoli, a gruppi che a titolo professionale o pedagogico fanno dello sport un potente strumento di inclusione: la squadra Milan Kingsgrove Cricket Club, la squadra di basket integrato Enjoy Shark Cernusco, campioni italiani Csi, per due anni consecutivi 2024-2025, la Comunità Il Molino, che accoglie persone con problematiche di dipendenza e che da anni promuove attività sportive in ambiente naturale con finalità pedagogico terapeutiche».


