A meno di 70 chilometri da Milano, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, l’eremo di Santa Caterina del Sasso (nel territorio di Leggiuno, che lo raffigura anche nello stemma comunale) è aggrappato alla roccia e immerso nel verde.
Tra storia e leggenda, si racconta che fu fondato nel 1170 da Alberto Besozzi, commerciante e usuraio che, sfuggito ad una terribile tempesta sul lago, mantenne il voto fatto a Santa Caterina chiedendole di salvarlo e si ritirò qui, in una caverna, dove trascorse in preghiera il resto dei suoi giorni. Il monastero fu costruito fra il XIII ed il XIV secolo, la chiesa accoglie tuttora il sacello con le spoglie del fondatore, mentre la sala capitolare accoglie i visitatori con preziosi affreschi. Acquisito dalla provincia di Varese nel 1970, dopo lavori di consolidamento e restauro, il complesso fu riaperto nel 1986. Oggi è affidato alla Fraternità Francescana di Betania e propone anche un eventi e visite (www.eremosantacaterina.it). Si arriva, oltre che in auto, anche in treno e poi autobus da Laveno Mombello.
Dal piazzale (dove si trovano le biglietterie – l’ingresso costa €5, ridotto €3 – e un ristorante) si scende una scalinata panoramica tra cespugli fioriti per raggiungere il complesso. Si può poi risalire anche con l’ascensore scavato nella roccia oppure proseguire la giornata prendendo il battello (passa alle 14) per Stresa e rientrare a Milano in treno o anche in pullman. E visto che quest’anno si celebra il centenario della nascita di Dario Fo, ricordiamo che qui siamo vicini a Sangiano, suo paese natale, e a Porto Valtravaglia, dove la famiglia si trasferì: ricordati e raccontati in Il paese dei Mezaràt. I miei primi sette anni (e qualcuno in più)

