di Riccardo Provasi
Domenica 24 maggio, insieme a Brigate Brighella, una luce abbagliante e un caldo estivo accoglievano chiunque entrasse nel Parco Chiesa Rossa per prendere parte all’iniziativa Playground Together, giornata dedicata al gioco in ogni sua forma, organizzata da Cooperativa Zero5– Laboratorio di utopie metropolitane.
Giochi d’acqua, corse coi sacchi, staffette… un programma fittissimo di attività di ieri e di oggi a cura dell’associazione Trottola Urbana e delle Bibliotecarie.
Verso le 17 i giochi lasciavano il posto alle “fiabe d’emergenza” di Brigate Brighella, progetto di Dopolavoro Stadera e nato in pieno Lockdown in collaborazione con Paolo Rossi, Brigate Volontarie per l’Emergenza ed Emergency. L’obiettivo era ed è rimasto quello di portare il teatro nei cortili delle case popolari e negli spazi pubblici di Milano in forma gratuita e partecipata, trasformando il tempo libero in momento di condivisione.

Le “incursioni teatrali” delle Brigate Brighella
La scelta della fiaba come mezzo narrativo e drammaturgico permette ad attrici e attori della Brigata di catturare l’attenzione dei più piccoli con storie semplici, ricche di intermezzi musicali e canzoni originali, trasmettendo valori universali e sottolineando le criticità della società contemporanea con un linguaggio accessibile a chiunque. E così nascono centinaia di personaggi originali e divertentissimi come Esimio, grigio e serio uomo di City Life che si libera della sua ossessione di essere “un uomo di successo” per amore di Zoe, dei suoi capelli verdi e del suo amore per la natura, la lentezza e la libertà.
Per circa un’ora, tre performer, una cantante e un fisarmonicista hanno incantato i piccoli sempre più silenziosi e rapiti (meno virtuosi gli adulti, cui è stato chiesto più volte di non disturbare e abbassare la voce). Tre le fiabe, come da format, in cui si è parlato di gentilezza, guerra e accoglienza, lasciando sempre spazio alla fantasia e volando dalle nevi del Tibet al misterioso e appiccicoso mondo delle fogne.

Teatro popolare e senso di comunità
Tutto ciò non fa che evidenziare nuovamente il valore sociale e politico del teatro popolare come mezzo di coesione sociale e forma collettiva di intrattenimento; una vera e propria ricchezza per la comunità, rivolta non esclusivamente ad un pubblico infantile, come si è portati erroneamente a pensare, ma che rappresenta una fonte di vitalità per l’intera cittadinanza.
D’altronde, la performance si è chiusa con una frase che può essere rivolta solo agli adulti: “Sarebbe una festa per tutta la terra, fare la pace prima della guerra”.

