«Ero single non per scelta, ma perché non trovavo un compagno serio. Ora ce l’ho grazie a Irene», che non è l’amica del cuore, ma una simpatica meticcia dallo sguardo vispo. Su Quattrozampe vi raccontiamo che Chiara è stata fortunata, ma la sua cagnolina l’ha sempre aiutata a coltivare rapporti umani, fino al “colpo grosso”.
Il fidanzato, conosciuto in un’area cani del Sud Milano grazie anche alla complicità di Bodo, il divertente incrocio adottato dal partner. Una scena che ricorda i classici Disney, da La Carica dei 101 a Quattro bassotti per un danese, dove i pet sono la scintilla dell’amore. Quello di Chiara non è un caso isolato. A Milano, metropoli segnata dalla fretta e da una crescente diffidenza, i cani svolgono una funzione sociale fondamentale.
Al parco, mentre loro giocano, i “tutori” fanno conoscenza. In un’epoca di incertezze, la presenza di un cane rassicura e rende naturale un approccio che altrove risulterebbe artificioso. Attaccare discorso tra proprietari è facilissimo: l’argomento di dibattito è lì, sotto gli occhi. «Avere un cane in città consente di venire a contatto con altre persone in modo positivo», conferma Giorgio Sergi, cinofilo convinto. «Si allacciano amicizie e ci si riappropria del territorio. Parchi e aree cani sono ormai luoghi di socializzazione, dove ci si ritrova agli stessi orari».

Da ciò emerge anche una sorta di “sociologia canina”. Edoardo Casolari osserva: «Ho notato che tra proprietari ci si ritrova con cani simili per dimensioni e caratteristiche. Poco più in là si radunano i padroni di pitbull; si creano gruppi distinti». Che i cani avessero poteri curativi è noto grazie alla pet therapy, ma la loro funzione di “Cupido” è una tendenza consolidata tra i molti single a passeggio. «Le ragazze apprezzano il mio Golden retriever», sorride Edoardo, «tanto che i miei amici a volte me lo chiedono in prestito per attaccare bottone».
E spesso il trucco riesce. Insomma, il “cane da cucco” è una realtà. «Per anni il mio beagle Chuck è stato complice delle mie avventure amorose», ricorda Mario Dusi, oggi affermato avvocato milanese. «Nei giardinetti di piazzale Libia Chuck spopolava. Quante ragazzine ho approcciato grazie al vecchio Chucky…».

