I residenti che non dormono, i gestori che vogliono tenere i dehors aperti, la polizia locale che applica ordinanze che cambiano ogni anno, i turisti che non sanno nemmeno che esistano. Un sistema di conflitti sovrapposti senza nessun tavolo dove sedersi a risolverli.
In almeno quaranta città europee questo loop si è già rotto. Con una figura che in Italia ancora non esiste – a parte Firenze che ne ha parlato – e si chiama Sindaco della Notte.
Non è eletto, ma è come un sindaco
Il Sindaco della Notte — in inglese Night Mayor o Night Czar, in tedesco Nachtbürgermeister — non ha poteri coercitivi, non emette ordinanze, non fa il poliziotto. È una figura di mediazione permanente tra attori che hanno interessi legittimi e confliggenti: residenti, operatori economici, forze dell’ordine, trasporti pubblici, lavoratori notturni…
Il suo lavoro è costruire tavoli dove normalmente non esiste dialogo. Raccogliere dati su quello che succede di notte — economici, sociali, di sicurezza — e trasformarli in proposte concrete per chi governa. Non è gestire l’emergenza è evitare che ogni estate diventi un’emergenza.
La figura nasce ad Amsterdam nel 2003, quando un collettivo musicale viene eletto da una platea al Paradiso – uno dei principali club della città, aperto dal 1968, ancora attivo – per rappresentare la vita notturna locale. È un’iniziativa civica, quasi una provocazione che diventa qualcosa di serio nel 2012, quando Mirik Milan assume ufficialmente il ruolo. A seguire nel 2014 fonda una fondazione no-profit che istituzionalizza il titolo e crea un canale diretto con il Comune. Su questa scia nel 2016 Londra nomina la sua prima Night Czar e da lì il modello si diffonde. Le ultime città ad adottarlo sono Belfast, Ottawa e Cracovia, tutte nel 2024.

Cracovia: un concorso pubblico per governare la notte
Il centro storico di Cracovia – patrimonio Unesco – ogni anno riceve milioni di turisti. La Piazza del Mercato medievale è circondata da bar e locali aperti fino all’alba e i residenti protestano da anni. Una situazione non distantissima da quella milanese, anzi, con meno spazio e forse più turisti.
Aleksander Miszalski, eletto sindaco nell’aprile 2024, aveva messo la creazione del Sindaco Notturno tra le sue promesse elettorali. Non un’idea generica: un impegno con tempi e modalità precisi. A luglio 2024 viene aperto un concorso pubblico. I requisiti minimi includono una laurea, almeno quattro anni di esperienza in uno tra questi ambiti — pubblica amministrazione, cultura e patrimonio, sicurezza pubblica, comunicazione, diritto, imprenditoria, turismo — e una buona conoscenza dell’inglese. Si candidano 21 persone, 13 superano i requisiti formali e alla fine viene selezionato Jacek Jordan: storico, educatore, imprenditore, guida turistica con diciotto anni di esperienza nel mercato del turismo locale.
Jordan inizia il lavoro il 1 agosto 2024. «La gente dice che Cracovia avrà uno sceriffo. Ma le forze dell’ordine fanno già il loro lavoro. Il mio compito è negoziare con tre gruppi: residenti, imprese e turisti».
Ad agosto il Sindaco Notturno costituisce la Commissione per l’Economia Notturna Sostenibile: trenta membri volontari, senza compenso, composti da residenti, ONG, polizia municipale, operatori del turismo, imprenditori e dirigenti comunali. Dopo un anno di lavoro la Commissione ha prodotto diciannove risoluzioni. Un sistema di monitoraggio acustico, un certificato di qualità per i locali che rispettano il vicinato, una trattativa con gli organizzatori dei Pub Crawl – tour notturni che portano centinaia di persone attraverso il centro storico – per ridurne l’impatto verso i residenti. E un obiettivo preciso: spostare progressivamente parte della vita notturna dal centro storico verso altri quartieri, diluendo la pressione sui soliti luoghi.

Il modello alternativo: quando il settore si auto-organizza
A Belfast nel giugno 2024 tre Business Improvement Districts – consorzi riconosciuti dalla legge britannica in cui commercianti e operatori di una zona geografica si associano – hanno selezionato Michael Stewart come primo Night Czar della città. Stewart ha trentotto anni di esperienza notturna e ha guidato per due mandati la Belfast Chamber, l’associazione principale degli imprenditori della città. Il compenso è di 12.000 sterline l’anno per ruolo part-time, pagato del consorzio di categoria. Le priorità del primo anno sono state trasporti notturni, sicurezza, rilancio della Culture Night.
A Milano qualcosa di simile ai Business Improvement Districts esiste già, si chiamano Zone di Commercio Attivo. Sono consorzi tra esercenti di una stessa zona, riconosciuti dal Comune, che possono gestire servizi, eventi e iniziative collettive. A Milano ci sono quelle dei Navigli, di Isola e di Nolo. L’infrastruttura di base quindi c’è, ma la domanda è una sola: sarebbero disposti a finanziare una figura che, per essere credibile, non lavori solo per i loro interessi?
Milano: il loop che non si rompe
Poco dopo Pasqua si sarebbe riunito un tavolo tra gli assessorati della Giunta Sala per decidere orari e divieti, mentre nel frattempo i comitati di cittadini chiedono “atti di coraggio” e i commercianti avvertono: «Chiudere prima non serve».
È lo stesso copione del 2024 e del 2025, un metodo che non cambia e che ha già un costo misurabile. Il Comune di Milano è stato condannato a risarcire 34 residenti del quartiere Lazzaretto con oltre 200.000 euro, perché i rumori notturni nella loro zona hanno superato i 70 decibel. Il Comune ha fatto ricorso, il contenzioso è aperto. Ma il principio è stabilito: l’assenza di governo della notte non è solo un problema di qualità della vita, è un costo.
Giacomo Bari, segretario di Epam-Confcommercio, a Marzo ai giornalisti di Repubblica ha detto: «I pubblici esercizi non sono solo del problema, sono parte della soluzione». Questa è esattamente la premessa su cui si fonda la figura del Sindaco Notturno.
A Milano non esiste praticamente una stima pubblica del peso economico di quello che succede dopo le dieci di sera. Non sappiamo quante persone lavorino nel settore “night life”, quanti euro generino, quanti turisti vengano in città anche per la vita notturna. Non si può governare bene qualcosa che non si misura, e non si può costruire un argomento politico serio per il Sindaco Notturno senza numeri e dati da mettere sul tavolo.
Ad Amsterdam, Mirik Milan sintetizzava così il senso del suo lavoro: «la prima reazione di un’amministrazione davanti a un problema notturno è sempre “dobbiamo fermare tutto”. La funzione del Sindaco Notturno è arrivare prima di quella reazione». A Milano quella reazione arriva ogni anno. Puntuale. A maggio. Con un’ordinanza che però non soddisfa nessuno.
