Chiaravalle – Un borgo storico e unico, penalizzato da nuovi e vecchi problemi. I cittadini stanchi di aspettare chiedono che il Comune agisca con decisione sulla viabilità e faccia pressione sull’azienda farmaceutica e sulle compagnie telefoniche perché intervengano velocemente.

Fabio Songa, dell’associazione Borgo di Chiaravalle, porta le istanze dei cittadini dell’antico insediamento che circonda l’Abbazia del XXII secolo. Natale Carapellese, presidente del Municipio 5, risponde. La farmacia che non apre, i furgoni che sfrecciano, la fibra che costa… Niente di nuovo, ma le domande restano: che cosa si fa?
La Benu che non apre
Songa: «La Farmacia Benu è aperta due mezze giornate a settimana. Spesso non rispetta nemmeno gli orari che indica. Eppure sono obbligati a continuare il servizio pubblico che si sono comprati, per legge. Noi lo sappiamo, loro probabilmente fanno finta di non saperlo. Molti cittadini del borgo hanno un’età, spesso sono anche senza patente, la farmacia non è un vezzo ma un bisogno fondamentale. I profitti vadano a farli da un’altra parte, hanno comprato oneri e onori. Volevano chiudere anche la posta. Persino il pubblico taglia i servizi, che paghiamo».
Il presidente Carapellese non scappa dal problema e a sua volta conferma: «Sicuramente il servizio è scadente perché spesso non rispettano neanche gli orari che loro stessi hanno indicato. Mi arrivano testimonianze di cittadini che vanno negli orari previsti e non trovano neanche aperto. In sostanza aprono quando vogliono. Proporrò una interrogazione in Consiglio Comunale».
A Chiaravalle serve una farmacia che funzioni. Carapellese lo sa, i cittadini anche.
Via San Bernardo: traffico che sfreccia
Songa: «Su via San Bernardo non c’è marciapiede in alcuni punti. I furgoni e i mezzi attraversano il borgo a velocità sostenuta. Non rispettano i 30. Sono almeno vent’anni che chiediamo ai vari enti di fare qualcosa per diminuire la velocità dei mezzi che attraversano il borgo. Non è stato fatto niente a parte il limite dei trenta, che ovviamente nessuno rispetta.
Il traffico è aumentato vista la quantità di logistica nel territorio di Sesto Ulteriano. In certe ore del giorno Chiaravalle è attraversata da sciami di furgoni, che vanno a velocità sostenuta. La strada che passa per il borgo è utilizzata come scorciatoia su Milano. Arrivano a Rogoredo, senza incontrare semafori. Aspettiamo l’incidente?».

Carapellese conosce bene il problema. Ha già fatto cambiare i cartelli di limite all’ingresso del paese: «Lo avevo fatto notare, sono riuscito a farli cambiare”. Ora propone i “cuscini berlinesi”, i dissuasori in sperimentazione su via Boncompagni. Vuole portarli anche a Chiaravalle. Un autovelox? Sì, anche quello. Uno all’ingresso, uno all’uscita, dice. «Sarebbe un deterrente notevole».
Sulla questione dei soldi per le occupazioni di suolo pubblico che entrano nelle casse del Municipio, Carapellese spiega il vincolo. L’articolo 60 dei municipi dice che dovrebbero restare in zona, ma a Milano tutto finisce nel bilancio comunale centrale. Non è una scusa. È la struttura.
«Però è giusto porre la questione – l’utilizzo di parte dei soldi riscossi nel borgo da utilizzare per le infrastrutture – perché i dissuasori sono un tema di sicurezza non più rinviabile».
Carapellese non chiude la porta, consapevole dei limiti del sistema.
La fibra: opportunità e costi
Songa chiede: «La fibra arriva, bene, era ora. Per molti soprattutto per chi lavora e studia è un bisogno al pari della farmacia. Ma poi c’è l’allacciamento di tutti i palazzi, il costo di portare il cavo in casa. Chi paga?».

Carapellese non nega i costi: «Chi ha il 5G e il wi-fi a casa sa che per l’utenza casalinga domestica vanno benissimo. Ma non è per tutti e il segnale non è stabile. Il servizio è migliorato rispetto a un anno fa: il telefono funziona, le reti private lo dimostrano. Dipende anche dalla compagnia, la relativa copertura e la tecnologia. Con la fibra pura, non ci saranno più “colli di bottiglia” e si potrà davvero cambiare le carte, soprattutto per il lavoro agile e i piccoli uffici».
E qui Carapellese allarga lo sguardo: “Potrebbe essere una svolta per Chiaravalle. Pensa se aprissero delle gallerie d’arte”. Non è retorica. È il ragionamento di chi vede il borgo non come è, ma come potrebbe diventare se le infrastrutture funzionassero.
| Mille firme per la salute |
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Flash mob sabato 14 marzo nella piazzetta di via San Bernardo, promosso dall’associazione Borgo di Chiaravalle, dall’associazione Terra Rinata, da Terzo paesaggio e dall’antica parrocchia. Obiettivo: chiedere al Comune che il dispensario farmaceutico, oggi aperto solo il martedì dalle 15,30 alle 18,30 e il sabato dalle 10 alle 13, apra regolarmente e più frequentemente; e all’Ast di prevedere la presenza di un medico di base almeno una volta alla settimana nell’antico borgo, oggi abitato da molti anziani che faticano a muoversi. In questa direzione ha puntato nelle settimane scorse la consigliera comunale Natascia Tosoni, che ha presentato una interrogazione, al seguito della quale l’assessore al Welfare Lamberto Bertolè è entrato in contatto con il Cda di Benu, proprietaria delle ex farmacie comunali, e sua volta di proprietà di PHOENIX Pharma Italia. Al momento l’azienda ha risposto che sta valutando di organizzare un servizio di consegna a domicilio dei farmaci. Intanto, gli abitanti di Chiaravalle hanno raccolto nei negozi del borgo e in Abbazia, circa mille firme, che intendono consegnare a Benu e al Comune. |
