Visite e ricoveri nei tempi giusti grazie agli Sportelli Salute milanesi

Accolto il 90% delle istanze inviate a ospedali, Asst e Ats per chiedere di rispettare le priorità previste dalla legge

di Silvia Sperandio

Oltre 5.400 istanze inviate ad Asst, Ats e ospedali: e di queste, nove su dieci sono andate a buon fine. Vittorie importanti, come essere riusciti a ricondurre nelle tempistiche di legge le attese per una visita medica o un esame, a fronte di prenotazioni fissate invece dopo mesi o addirittura anni… Come i 1.600 giorni di attesa per una visita dermatologica (record registrato in Valtellina) o i 500 giorni di attesa per un controllo oculistico. In questa situazione è dunque positivo il primo bilancio del Coordinamento Lombardo degli Sportelli Salute.

Una galassia di 72 realtà sorte dal basso in tutta la regione, a partire dal 2022, e di queste 12 a Milano e 20 nell’hinterland. centinaia di cittadini e cittadine che hanno deciso di riunirsi, studiare la normativa e attivarsi, autofinanziandosi, per aiutare gratuitamente le persone a esercitare il proprio diritto alla salute nella sanità pubblica. Ma cosa sono esattamente gli Sportelli? E come riescono a intervenire in una materia così delicata e complessa?

«Gli Sportelli Salute si sono ispirati al Manuale di Autodifesa realizzato da Medicina Democratica – spiega Elvira Cossu (in foto), del Coordinamento Lombardo Sportelli Salute –. Il principio fondante è che tutti gli individui abbiano un diritto soggettivo e non negoziabile alla salute. Avendo il quadro preciso delle leggi che riconoscono ai cittadini tale diritto, gli Sportelli predispongono lettere, che noi chiamiamo “istanze”, o “ricorsi”, da indirizzare alle istituzioni sanitarie di riferimento, per ottenerne il concreto riconoscimento».

È chiaro, sottolinea l’operatrice, che gli Sportelli «non avrebbero ragion d’essere se la sanità pubblica funzionasse a dovere, cioè se venisse rispettato quanto previsto dall’articolo 32 della Costituzione e dalla legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale, la n. 833 del 1978».

Elvira Cossu

Volontari in crescita

Poiché le cose non stanno così, il numero degli Sportelli sta crescendo rapidamente. Con un obiettivo duplice: informare le persone dei loro diritti, garantiti dalla legge e dunque esigibili, e aiutare concretamente le persone a compilare le istanze.

«Questo almeno è il compito che svolgo come volontaria insieme ad altri colleghi in due Sportelli che si trovano all’interno del municipio 5, uno ospitato presso il Circolo Pd di Gratosoglio e l’altro presso il Centro Sociale Gta – Gratosoglio Autogestita, in fondo a via Dei Missaglia, che fu uno dei primi a sorgere nel 2022. Lì ho appreso anche le basi giuridiche per poter affrontare questi temi con serietà perché è chiaro che non ci si può improvvisare».

Un’altra realtà storica nella zona 5 è lo Sportello per la Difesa della Salute Baia del Re: se n’è parlato recentemente sui giornali per il caso di una donna che attendeva un intervento chirurgico da oltre un anno (a fronte di un’attesa massima prevista di 60 giorni), e dunque fuori tempo massimo: grazie ai volontari, la donna ora è riuscita a farsi operare. «Uno dei nostri scopi è proprio far rispettare la tempistica dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza, che per legge devono essere garantiti sul territorio nazionale – prosegue Elvira Cossu –. L’attività parte da questo punto fondamentale».

È tutto in ricetta

È importante infatti sapere che sulla prescrizione del medico di medicina generale (sia elettronica che cartacea) è indicato il “codice di priorità” della prestazione, sia essa una visita o un esame (si veda l’esempio in pagina). La lettera U indica Urgente: prestazione da erogare entro 72 ore; B, Breve: scadenza di 10 giorni; D, Differibile: 30 giorni per le visite e 60 per gli esami; infine P, Programmabile, concede un massimo di 120 giorni.

Ed ecco il punto. Ogni volta che ci viene fissata una prenotazione che supera questi tempi massimi, la legge non viene rispettata. «Quando il Servizio sanitario nazionale non è in condizione di ottemperare ai tempi previsti dai Lea – tiene a precisare Cossu – la sanità pubblica è tenuta a farsi carico di quella visita ricorrendo all’attività intramoenia (quella che i medici svolgono a pagamento negli ospedali pubblici – NdR). In questo caso, il cittadino è tenuto a pagare solo il ticket in base al Decreto Legislativo n. 124/1998 – articolo 3, punto 12».

Un altro caso di violazione della normativa è quando al Cup ci viene detto che «la lista di prenotazione per quella prestazione è chiusa». Ed è qui che possono intervenire gli Sportelli Salute, compilando direttamente o aiutando le persone a compilare un modello di istanza per la prestazione in regime di attività libero-professionale, oppure, in alcuni casi, fornendo alle persone il modello da compilare.

Caro ospedale ti scrivo…

«Le istanze sono inoltrate via mail, o tramite Pec, alle istituzioni sanitarie di riferimento, laddove è avvenuto il mancato rispetto della normativa. E posso dire che in base alla nostra esperienza, quando chiediamo che la prestazione sia eseguita in intramoenia, accade immancabilmente che le Asst trovino in tempi rapidi gli spazi, senza dover ricorrere all’intramoenia».

Lo stesso accade per i ricoveri programmati, ossia motivati da apposita richiesta del medico curante: le classi di priorità vanno dalla A (ricovero entro 30 giorni), alla B (entro 60 giorni), C (entro 180 giorni), e infine D (senza attesa massima definita, ma comunque entro 12 mesi). «Un altro tema di cui ci occupiamo – spiega l’operatrice – è il rispetto della normativa sulla Presa in carico da parte del medico specialista, ad esempio il fatto che il professionista, dopo la prima visita, è tenuto sia a prescrivere le prestazioni successive, sia a prenotare la visita successiva di controllo, senza che il paziente debba ritornare dal medico di base.

Mentre le Aziende devono prevedere idonee modalità per far sì che ciò avvenga». L’attività degli Sportelli è dunque varia e complessa, e richiede “il costante aggiornamento della normativa in base alle delibere emanate dalla Regione”. Inoltre gli Sportelli non adottano tutti le stesse metodologie: «Alcuni consegnano moduli da compilare e spedire a cura dell’utente, altri accompagnano le persone anche nell’invio dei moduli, seguendo poi l’evoluzione della pratica, con solleciti, telefonate all’Urp, richieste di intramoenia e addirittura c’è chi prosegue l’accompagnamento del paziente fino a quelle che chiamiamo incursioni, invasioni pacifiche dell’Urp da parte del paziente e dei volontari, finché non si riesce a incontrare il direttore sanitario o altre figure in grado di garantire la prestazione nei tempi Lea».

Sportelli di tutta la Lombardia, unitevi

E poiché il numero degli Sportelli continua a crescere (un altro è stato aperto da poco a Milano in via Lanino 1, in zona 6), queste realtà hanno deciso di riunirsi in un Coordinamento. «Ma questo – spiega l’operatrice – è avvenuto senza modificare la struttura che è al tempo stesso orizzontale, dal momento che non abbiamo un vertice o un gruppo dirigente, e trasversale, perché molte e diverse sono le anime che guidano i volontari».

LE PRIORITÀ DI PRESCRIZIONE (U,B,D,P)

U Urgente – Entro 72 ore
B Breve – Entro 10 giorni
D Differibile – Entro 30 giorni le visite e 60 gli esami
P Programmata – entro 120 giorni

A chi rivolgersi?

Per avere assistenza A Milano esistono dodici sportelli della salute, a cui se ne aggiungono altri venti in provincia. Ubicazioni, orari e attività di ognuno di loro su www. sportellisalute.lo.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *