Procreazione medicalmente assistita: e se il bebè non arriva?

La Legge 40/2004 inserisce nei Livelli essenziali di assistenza la procreazione medicalmente assistita. E permette di ovviare alle difficoltà che spesso sono dovute agli stili di vita e all’orologio biologico maschile e femminile
procreazione medicalmente assistita

La Legge 40/2004 inserisce nei Livelli essenziali di assistenza la procreazione medicalmente assistita. E permette di ovviare alle difficoltà che spesso sono dovute agli stili di vita e all’orologio biologico maschile e femminile

a cura di Virna Marzano, referente per i processi di prevenzione Asst Santi Paolo e Carlo

Negli ultimi anni le motivazioni che portano le coppie a ritardare la ricerca di gravidanza sono legate alla sicurezza economica e a una buona organizzazione familiare, oltre che a una maturità emotiva tale da poter affrontare la genitorialità come scelta. In queste condizioni, il primo bimbo arriva in media dopo i 32 anni rispetto ai 27 di trent’anni fa.

Un’età che gli specialisti ritengono avanzata dal punto di vista procreativo, considerato che il periodo più fertile per una donna è tra i 20 e i 25 anni, ma si abbassa notevolmente dopo i 35 e ancor più oltre i 40. Accade così che, quando una coppia decide di avere un figlio, talvolta non ci riesca. Da un punto di vista medico, se dopo 12 mesi di rapporti sessuali mirati non protetti non c’è concepimento, si è di fronte a un problema di infertilità. Si stima che in Italia circa il 15% delle coppie ne sia affetto, con cause attribuibili parimenti a entrambi i coniugi.

Meno del 50% delle persone san no, per esempio, che l’età è il fattore prevalente nel determinare la fertilità femminile; quello che si dice meno frequentemente, però, è che anche gli uomini hanno un orologio biologico, sebbene il loro processo di invecchiamento incida in maniera più sfumata sulla fertilità. È anche noto che gli stili di vita (fumo, alcol, disordini alimentari e stress) possono influenzarla negativamente. E spesso la mancanza di informazione e la scarsa presa di coscienza ritardano le cure e aumentano il rischio di affezioni.

Per sostenere le coppie che soffrono di infertilità, è possibile ricorrere alla Procreazione Medicalmente Assistita (Pma), che è l’insieme delle procedure mediche che supportano o compensano uno o più aspetti della funzione procreativa, per consentire o aumentare le probabilità di concepimento e d’impianto di una gravidanza. La Pma in Italia è regolata dalla Legge 40/2004 ed è inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza. Possono accedervi coppie eterosessuali, maggiorenni, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, con infertilità certificata non risolvibile altrimenti. È preclusa a single o coppie dello stesso sesso; non è inoltre consentita la fecondazione post mortem attraverso i gameti di un partner deceduto.

La Procreazione Medicalmente Assistita si articola in tre livelli principali: Il primo comprende tecniche che facilitano la fecondazione all’interno del corpo femminile, come l’induzione dell’ovulazione per rapporti mirati e l’inseminazione intrauterina (IUI), dove lo sperma trattato viene inserito direttamente nell’utero dopo stimolazione ormonale e monitoraggio follicolare. Il secondo e terzo livello prevedono la fecondazione in vitro, dove ovociti e spermatozoi vengono raccolti e fatti incontrare in laboratorio. Il congelamento degli ovociti e degli embrioni permette di preservare la fertilità: gli ovociti maturi non utilizzati vengono congelati per un uso futuro, pratica inizialmente pensata per pazienti oncologiche e ora estesa a donne che vogliono posticipare la gravidanza per motivi personali o per superare ostacoli etici. Il congelamento degli embrioni non trasferiti riduce il rischio di gravidanze multiple e offre ulteriori possibilità di successo nei trattamenti di Pma.

I PASSI NECESSARI: DOVE E COME
Il Centro di Fisiopatologia della Riproduzione Umana dell’Asst Santi Paolo e Carlo offre
dal 1990 diagnosi e cura dell’infertilità di coppia, seguendo le più moderne linee
guida e alti standard di sicurezza.

Dal 2018 è riconosciuto a livello europeo come centro di riferimento, in particolare
per i casi di infertilità maschile severa. Il centro offre anche supporto psicologico e
servizi di preservazione della fertilità (crioconservazione di ovociti/spermatozoi e social
freezing). Dal 2025 è possibile accedere anche alla fecondazione assistita eterologa.
Tutte le procedure sono svolte sia in regime SSN sia in solvenza.
Per fissare un appuntamento presso il Centro è necessario che:

➜ la partner femminile sia munita di ricetta medica rilasciata dal Medico di Medicina
generale per la prima visita ginecologica, quesito diagnostico: infertilità (cod. 89.26.1)
➜ il partner maschile sia munito di ricetta per la prima visita generica, quesito
diagnostico: infertilità (cod. 89.7)
Per fissare l’appuntamento, i recapiti telefonici sono:
➜ tel. 02 8184 4428, ore 8.30 -10.30 e 13.30 – 15.00
➜ n. verde 800 638638, specificando la sede del San Paolo.

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